Via libera della Commissione Europea all’accordo tra Ue e Mercosur (mercato comune dell’America meridionale, istituito nel 1991 da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) approvato insieme all’aggiornamento dell’intesa tra Ue e Messico.

L’accordo tra Ue e Mercosur, spiega l’esecutivo comunitario, «ridurrà i dazi spesso proibitivi del Mercosur sulle esportazioni dell’Ue, compresi quelli sui prodotti industriali chiave, come le automobili (attualmente al 35%), i macchinari (14-20%) e i prodotti farmaceutici (fino al 14%). L’accordo faciliterà gli investimenti delle imprese dell’Ue nelle catene di approvvigionamento chiave, comprese quelle relative alle materie prime essenziali e ai beni correlati, il tutto con un elevato livello di protezione ambientale e del lavoro. Ciò può svolgere un ruolo fondamentale nel promuovere la trasformazione economica verde e digitale di entrambe le regioni, garantendo al contempo catene di approvvigionamento prevedibili e stabili».

L’accordo garantisce una protezione completa e globale per ogni aspetto sensibile nel settore agricolo e, secondo le stime, porterà ad un aumento del 39% dell’export Ue verso i Paesi Mercosur, sostenendo 440mila posti di lavoro in tutta Europa

«L’Italia sul Mercosur ha assunto un atteggiamento chiaro. Non abbiamo pregiudizi, siamo per l’apertura di nuovi mercati, ma questo non significa che i nostri produttori debbano essere in concorrenza con chi ha costi di produzione più bassi, non dovuti ad una maggiore efficienza delle imprese, ma per regole diverse dalle nostre. Noi abbiamo la sostenibilità ambientale come elemento del nostro sistema produttivo, al contrario di altri, ma anche i diritti dei lavoratori. Questo significa che l’Europa, quando si apre a nuovi accordi commerciali, deve garantirsi» ha affermato il Ministro del MASAF Francesco Lollobrigida.

L’accordo raggiunto mira a ridurre le elevate tariffe doganali sui principali prodotti agroalimentari dell’Ue, nonchè la concorrenza sleale dei prodotti del Mercosur che imitano quelli originali europei.

Ma non solo cori di approvazione, Coldiretti fa sapere, tramite un comunicato stampa, che non si ritiene soddisfatta dell’accordo raggiunto. «Non basta inserire una clausola di salvaguardia sulla carta», dichiarano Gianluca Boeri, Presidente di Coldiretti Liguria, e Bruno Rivarossa, Delegato Confederale, «perché se non è prevista un’attivazione immediata, resta solo un principio privo di efficacia. In Liguria parliamo di filiere strategiche come l’olio Riviera Ligure Dop, il basilico Genovese Dop o le produzioni florovivaistiche, che rischiano di essere penalizzate da importazioni prive degli stessi vincoli sanitari e ambientali. Chiediamo regole di reciprocità e verifiche su tutti i prodotti che entrano in Europa, per garantire le stesse condizioni di mercato e tutelare la salute dei cittadini».

Secondo Coldiretti, il problema non riguarda solo la competitività: nei primi nove mesi del 2025 sono stati registrati 130 allarmi alimentari in Europa su prodotti provenienti dai Paesi Mercosur, oltre un terzo dei quali legati alla carne, secondo analisi su dati Rasff.

«Le nostre piccole e medie imprese agricole non hanno alcuna possibilità di reggere un impatto simile. Utilizzare i fondi della Pac per compensare i danni sarebbe un paradosso: significherebbe chiedere agli stessi agricoltori di pagare il prezzo delle scelte europee. Al contrario, è necessario investire in controlli efficaci e in politiche di difesa delle produzioni locali, perché la vera forza dell’agricoltura ligure è la qualità e la distintività delle sue produzioni» concludono Gianluca BoeriBruno Rivarossa.

Fonti: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2025/09/03/ue-sblocca-laccordo-col-mercosur-ma-con-salvaguardie-roma-e-parigi-aprono_2b3bc0d8-0ea5-4562-bf05-96989b863b90.html ; https://agricolae.eu/mercosur-lollobrigida-nostro-si-condizionato-da-elementi-di-garanzia-per-i-nostri-produttori-videointervista/

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