Questa nota informativa è stata realizzata dal Servizio Fitopatologico e Difesa dell’Istituto Regionale per la Floricoltura di Sanremo con la collaborazione dei tecnici della Cooperativa L’Ortofrutticola di Albenga, del Consorzio Agrario delle Province del Nord Ovest e della Cooperativa Florcoop di Sanremo.

Cacoecimprpha pronubana (Immagine Consorzio Agrario)
Temperature sopra la media a luglio e agosto (fonte : ECMWF)

Nota meteo – L’estate fin da giugno si è presentata calda e afosa grazie alla presenza dell’anticiclone africano sul nostro Paese. Secondo le ultime proiezioni del Centro Europeo ECMWF tra luglio e agosto potrebbero succedersi settimane caratterizzate da temperature spesso ben oltre le medie climatiche di riferimento, con ondate di caldo durature e persistenti. Il fenomeno, come visibile dall’immagine pubblicata dal Centro Europeo per le Previsioni a Medio Termine (ECMWF), si prevede possa interessare tutta l’Europa, e risultare particolarmente intenso sull’Italia, e soprattutto al nord.

A questo fenomeno contribuirebbe in modo significativo il surriscaldamento del Mar Mediterraneo, che secondo i dati aggiornati al 26 giugno mostra valori di temperatura superficiale superiori anche di +3,5/+5°C rispetto alla media di riferimento (1982-2011), specie sul mar ligure, Tirreno e Adriatico. Questo mare sempre più caldo, al centro del quale si trova la penisola italica, agisce da serbatoio di umidità e calore, alimentando le masse d’aria subtropicali e intensificando gli effetti delle alte pressioni africane.

Si prevedono inoltre eventi temporaleschi, anche piuttosto intensi, che potrebbero verificarsi già nella prima decade di luglio quando, in base agli ultimi aggiornamenti del Centro Europeo, una vasta depressione centrata tra Isole Britanniche e la Scandinavia potrebbe inviare correnti più fresche fin sull’Italia innescando forti temporali, anche accompagnati da grandine, a partire dalle regioni più settentrionali.

Per aggiornamenti più puntuali per la Liguria consultare il bollettino AgroMeteoLiguria del CAAR (Centro di Agrometeorologia Applicata Regionale) all’indirizzowww.agriligurianet.it/it/impresa/assistenza-tecnica-e-centri-serivizio/agrometeo-caar/bollettino-agrometeo-caar.htm, oppure il nostro sito all’indirizzo https://www.flornewsliguria.it/category/agrometeo/.

PROBLEMATICHE DI PARTICOLARE RILIEVO

Le produzioni ornamentali di luglio e agosto sono piuttosto limitate: fronde ornamentali (soprattutto eucalyptus, ruscus e asparagus), qualche fiore reciso (ad es. rosa, statice, agapanthus, ortensie) e un discreto numero di piante in vaso da fiore (ciclamini, petunie, surfinee, garofanini, gerani, dipladenie, lantane, poinsettia e altri), di cactus e succulente.

Il lavoro delicato e importante che stanno effettuando in queste settimane i floricoltori è la preparazione dei nuovi impianti di piante da fiore reciso (ranuncolo, anemone, papavero, peonia, Lathyrus, …) e in vaso (soprattutto aromatiche, margherite e crisantemi).

I parassiti animali, come di consueto costituiscono il principale problema dell’estate: cicaline, tripidi, psille, aleurodidi e oziorrinco, nonché acari – tetranichidi, tarsonemidi ed eriofidi – possono colpire molte coltivazioni e vanno adeguatamente monitorati e contrastati. Quest’anno alcune tipologie di insetti, quali cocciniglie, afidi, lepidotteri, risultano piuttosto aggressivi e la loro gestione è complicata.

Tra le malattie fungine, quelle che fin da giugno hanno impegnato i coltivatori sono soprattutto alcune della parte aerea, quali mal bianchi, maculature fogliari (ad es. da Alternaria) e, soprattutto su piante arbustive o arboree, necrosi dei rami causate da vari miceti. Ad oggi le malattie di origine tellurica paiono meno diffuse e gravi rispetto agli anni scorsi, ma bisogna mantenere alta la guardia in occasione dei prossimi nuovi impianti: in una prospettiva di breve-medio periodo è importante prevenire l’insorgenza o l’aggravamento di marciumi basali che, incidendo negativamente sulla funzionalità dell’apparato radicale, in concomitanza di temperature elevate potrebbero determinare il collasso delle piante colpite, soprattutto se sono giovani.

Tra le virosi, ad oggi i sintomi più evidenti sono quelli provocati da Tospovirus (TSWV e INSV) e gli impianti da tenere sotto controllo sono quelli di margherite, peperoncini ornamentali, ciclamini, statici: eliminare le piante sintomatiche e contrastare il tripide vettore.

Di seguito si riportano alcune problematiche di particolare rilievo.

FIORI E FRONDE RECISI

Anemone, ranuncolo, papavero – allestimento degli impianti

In agosto si avviano le piantagioni di ranuncolo e a ruota quelle di anemone e papavero: come già accennato, è importante intervenire preventivamente per ottimizzare la situazione agronomico-colturale, prestando particolare attenzione alla dotazione nutrizionale, alla salinità, al drenaggio, alla ventilazione. Si consiglia pertanto di:

  • effettuare regolarmente (almeno ogni tre anni) un’analisi del terreno, in modo da riuscire a risolvere/migliorare eventuali problematiche prima dell’impianto;
  • eliminare i residui delle colture precedenti e le erbe infestati cresciute in prossimità dell’impianto;
  • valutare l’opportunità di una disinfezione del terreno/substrato (solarizzazione, fumigazione, biofumigazione, …) soprattutto dove nei cicli precedenti si sono sviluppate avversità di origine tellurica.
  • applicare formulati a base di microrganismi antagonisti fin dalle prime fasi dell’impianto;
  • consultare il tecnico del fornitore del materiale di propagazione per ricevere consigli su come gestire le varie selezioni in funzione della loro vigoria, precocità e suscettibilità alle avversità, in modo da organizzare l’impianto in modo funzionale;
  • effettuare l’impianto cercando di evitare che le piante subiscano stress termici: imbiancare le serre, posizionare reti ombreggianti, in pien’aria proteggere le piantine con paglia sterilizzata o altro materiale, negli impianti molto esposti piantare verso fine agosto/primi di settembre;
  • bagnare le piante in modo oculato, evitando che nel terreno resti acqua libera che, oltre a favorire fenomeni di asfissia, durante le ore calde della giornata potrebbe raggiungere temperature dannose per le giovani radici;
  • ove possibile sistemare, lungo il confine dell’impianto – anche solo per un’altezza di 1,5/2 m – o sulle aperture delle serre, una rete ombreggiante bianca al 50% che disturba gli insetti limitandone l’entrata nelle coltivazioni: si ricorda che infezioni precoci di virus trasmessi da afidi (CMV, Potyvirus, AMV, …) o da tripidi (TSWV e INSV) possono compromettere seriamente la produzione delle piante colpite.

Per maggiori informazioni consultare l’articolo “Programmazione degli impianti di ranuncolo e anemone in un’ottica di difesa integrata”pubblicato sulle Avvertenze di giugno 2022 consultabile all’indirizzo https://www.flornewsliguria.it/avvertenze-colturali-e-fitosanitarie-giugno-luglio-2022/4462/

Ortensia – fine fioritura

Cocciniglie: costituiscono uno dei principali problemi entomologici per queste piante: la prevenzione va attuata in primavera cercando di colpire le forme giovanili; gli adulti sono difficili da contrastare.

– Acari: si sono osservate bollosità fogliarida acari tarsonemidi (Polyphagotarsonemus sp.); sporadicamente si osservano anche decolorazioni fogliari causate dal ragnetto rosso (Tetranychus urticae).

– Virosi: le infestazioni primaverili di afidi possono favorire l’avvio di virosi da Cucumber Mosaic Virus – CMV che su idrangea tendono a manifestarsi nell’estate con la comparsa di vistose deformazioni, bollosità e decolorazioni. La malattia in genere rimane limitata alle foglie colpite per cui nella primavera successiva non è insolito osservare piante la cui vegetazione nuova appare normale mentre quella dell’anno precedente manifesta sintomatologie anche gravi.

Muffa grigia: Botrytis cinerea in presenza di elevata umidità ambientale può colpire i petali; quelli bianchi o comunque di colore molto chiaro sono più soggetti a questa malattia e le infiorescenze possono venire irrimediabilmente compromesse

Malattie fogliari: in condizioni caldo umide possono svilupparsi maculature fogliari da miceti quali Alternaria sp., Cladosporium sp. o Cercospora sp. Monitorare le piante a partire dalle foglie più mature o comunque più interne ai cespugli dato che le infezioni si avviano più facilmente dove c’è scarsa circolazione d’aria; prevenire la malattia impiegando formulati a base di rame o prodotti attivatori delle difese naturali; eliminare i tessuti colpiti dagli impianti in quanto possono costituire una fonte di inoculo per la prossima stagione.

Girasole – fine fioritura

– Malattie fungine della parte aerea (maculature fogliari, muffa grigia, marciume degli steli da Sclerotinia, peronospora): in genere queste malattie devono essere prevenute fin dalle prime fasi dell’impianto adottando adeguati criteri di coltivazione e applicando formulati ad azione preventiva ad es. a base di microrganismi antagonisti e/o corroboranti. La comparsa di marciumi da Sclerotinia o di sintomi di mal bianco in estate avanzata risulta difficile da contrastare e si rischiano perdite di produzione.

Giallumi di origine fisiologica: si stanno verificando ingiallimenti fogliari causati da carenze nutrizionali: effettuare corretti apporti soprattutto di Mg.

Crisantemo – allevamento

Tripidi, afidi: cercare di mettere a punto piani di difesa in modo da limitarne il più possibile l’ingresso negli impianti di questi insetti: sono vettori di virus che potrebbero danneggiare fino a compromettere la produzione.

Ragnetto rosso: in serra se non si interviene alla comparsa dei primi focolai potrebbe essere difficile contrastarne la diffusione

Mal del colletto: deperimenti da Rhizoctonia solani sono presenti in numerosi impianti. Intervenire preventivamente con formulati a base di microrganismi antagonisti o di attivatori delle difese; in presenza della malattia utilizzare fungicidi mirati.

Limonium sinuatum (statice) – raccolta

Nelle foto: su Limonium danni fogliari da cicalina e insetto in corso di identificazione (Immagini Coop. Florcoop)


– Cicaline: in diverse coltivazioni sono state osservate forti infestazioni di un Cicadellidae attualmente in corso di identificazione presso il dipartimento di Scienze agrarie dell’Università di Pisa. Le cicaline sono insetti fitomizi dotati di un apparato boccale pungente-succhiante, specializzato per nutrirsi della linfa. I danni si manifestano principalmente con decolorazioni e accartocciamento fogliare e, in casi gravi, riduzione della fioritura e della crescita. Alcune specie di cicaline già presenti nel nostro comprensorio, possono compiere fino a 4 generazioni l’anno, risulta pertanto fondamentale intervenire tempestivamente alla prima comparsa del parassita con una lotta adeguata all’infestazione, in modo da ridurre il numero di individui nelle generazioni successive.

Ruscus – raccolta

Cicaline: sulla vegetazione ormai matura sono spesso presenti i segni degli attacchi di cicaline avvenuti in primavera. In questo periodo è importante adottare adeguati criteri finalizzati a prevenire l’ingresso negli impianti di questi insetti che al calare dl caldo riprenderanno la loro attività.

– Lepidotteri tortricidi: le larve di questi insetti, e soprattutto di Epichoristodes acerbella e Cacoecimorpha pronubana, stanno provocando erosioni sui cladodi; giunte a maturità si incrisalideranno in ripari costituiti da foglie accartocciate e legate da fili sericei. Si consiglia di posizionare trappole a feromoni per il monitoraggio degli adulti in modo da intervenire prontamente contro le larve, ad es. attraverso l’applicazione di formulati a base di Bacillus thuringiensis.

Cocciniglie: pulire le piante prima dei germogliamenti consente anche di asportare le fronde infestate. Le cocciniglie in generale sono insetti sempre più difficili da contrastare: da una parte il clima caldo e asciutto ne favorisce lo sviluppo, che tra l’altro quest’anno è stato leggermente anticipato, dall’altra la riduzione dei mezzi di difesa tradizionale ne complica la lotta. Negli impianti in cui il problema è particolarmente grave e ricorrente si consiglia di controllare la base degli steli più interni dei cespugli e asportare quelli infestati. I trattamenti insetticidi sono efficaci solo se applicati precocemente, subito dopo la pulizia delle piante, in quanto questo è il periodo in cui il parassita è nella fase giovanile più vulnerabile.

Ruscus: disseccamenti da Rhizoctonia violacea

– Oziorrinco: in impianti, soprattutto dell’entroterra, si rileva la presenza di erosioni radicali e/o dei cladodi causate rispettivamente da larve e adulti di Otiorhynchus sulcatus. Fortunatamente ad oggi le infestazioni non paiono troppo gravi, ma bisogna monitorare le popolazioni del fitofago in modo da intervenire qualora diventino troppo numerose. Ad es. contro le larve si possono impiegare formulati a base di nematodi entomopatogeni.

– Ragnetto rosso: Tetranychus urticae, soprattutto negli impianti asciutti e caldi, in estate può svilupparsi fino a compromettere la fronda: il suo sviluppo va contrastato dalla primavera fino all’autunno inoltrato. Come nel caso delle cocciniglie, è importante in estate effettuare una buona pulizia delle piante, in modo da asportare il più possibile le fronde infestate che potrebbero rappresentare pericolosi focolai. Nell’esecuzione di trattamenti acaricidi è importante utilizzare formulati ad azione adulticida e ovicida. Il ricorso a fitoseidi può contribuire in modo significativo, soprattutto se si avviano i lanci precocemente quando la popolazione del fitofago è ancora limitata.

– Mal vinato da Rhizoctonia violacea: malattia di origine tellurica ormai da qualche anno in costante e lenta diffusione. Gli esiti dell’attività parassitaria del fungo appaiono in primavera e si rendono ben visibili dopo tra l’estate e l’autunno: i sintomi principali sono: deperimento lento e progressivo dei rami, spesso associato alla presenza di caratteristico micelio violaceo sul rizoma e sulla base degli steli; marciume del rizoma; morte della pianta. La lotta è difficile in quanto i mezzi di difesa a disposizione sono poco efficaci; si raccomanda di asportare non solo le piante sintomatiche, ma anche quelle asintomatiche presenti nella zona di confine con l’area infetta, cercando di evitare di spargere il terreno o porzioni di piante potenzialmente infetti nelle zone sane. Per approfondimenti su questa malattia consultare bollettino di luglio 2024 all’indirizzo https://www.flornewsliguria.it/avvertenze-colturali-e-fitosanitarie-luglio-e-agosto-2024/12074/

Eucalyptus spp. – raccolta

Acaro eriofide dell’eucalipto: in alcuni impianti di Eucalyptus cinerea, E. stuartiana e soprattutto di E. pulverulenta cv Baby Blue stanno iniziando a comparire sintomi quali morte delle gemme apicali, alterazione dello sviluppo dei germogli (scopazzamenti), deformazioni fogliari, disseccamenti delle porzioni apicali dei rami causati dall’azione parassitaria di Phyllocoptes cacolyptae. Per limitare i danni sarebbe stato necessario intervenire precocente, fin dal germogliamento, in quanto su vegetazione è matura è difficile contrastare questi microscopici acari. Tra l’altro alcuni acaricidi pare abbiano perso efficacia verso questo parassita e i formulati impiegabili sono molto limitati, di conseguenza è difficile adottare corrette strategie anti resistenza.

– Maculature fogliari: le maculature fogliari di origine fungina (Alternaria sp., Mycosphaerella sp., …) sono un problema di gravità crescente. Il loro sviluppo è favorito da condizioni caldo umide e la scarsa disponibilità di anticrittogamici efficaci ne rende difficile il contenimento. Si consiglia di favorire la ventilazione degli impianti, di adeguare le irrigazioni in base alle esigenze delle piante, di applicare sulla fronda formulati a base di microrganismi antagonisti, quali Bacillus subtilis e B. amyloliquefaciens. Alla comparsa dei primi sintomi intervenire con fungicidi di cui si è certi della selettività.

Eucalyptus: pianta con lesioni corticali da legacci e pianta con radice avviluppata e (Immagini IRF)

– Collasso delle piante: anche quest’anno si stanno registrando morie improvvise soprattutto in impianti di uno/tre anni. In alcuni casi si tratta di deperimenti favoriti da condizioni agronomiche poco favorevoli a queste specie (caldo e siccità eccessive, pH elevati, terreni pesanti, …). A volte sulle piante deperenti si rileva lo sviluppo di miceti fitopatogeni, quali soprattutto Phytophthora spp.: per contrastare quest’ultima problematica si consiglia di applicare fungicidi ad azione specifica, ad es. a base di metalaxyl-M o fosetil alluminio, o formulati attivatori delle difese delle piante quali ad esempio quelli a base di fosfiti di potassio.

– Fisiopatie: talvolta si osservano deperimenti e morie causate da cattiva gestione delle piante: ad es. la prolungata permanenza in vaso prima del trapianto può determinare uno sviluppo anomalo delle radici che tendono ad arrotolarsi su sé stesse rendendo più difficoltoso l’affrancamento post trapianto. In altri casi lacci utilizzati per legare le piante ai pali tutori possono diventare troppo stretti e causare lesioni all’apparato vascolare delle piante man mano che il fusto cresce con conseguente deperimento della pianta.

PIANTE IN VASO

Aromatiche: fine vendita, radicazione delle talee/semina, trapianto in vaso.

Talee di rosmarino in radicazione: moria da
Rhizoctonia solani
(Immagine Consorzio Agrario)

– Cicaline: sebbene gli attacchi di questi fitomizi siano lievemente meno gravi rispetto agli anni passati, i danni sono evidenti soprattutto negli impianti di rosmarino, timo, maggiorana, nonché di basilico in serra. Si rende necessario proteggere le produzioni ormai pronte.

– Afidi: colonie di afidi si osservano in molti impianti, soprattutto su rosmarino e basilico; su basilico possono causare vistose bollosità fogliari.

– Lepidotteri: soprattutto su rosmarino si osservano erosioni delle punte dei rametti da larve di lepidotteri.

– Ragnetto rosso: rosmarino, lavanda, basilico e altre specie in estate possono venire facilmente infestate da questo fitofago: monitorare gli impianti, asportare eventuali piante gravemente colpite.


Cimice asiatica: ovature su foglia di lavanda (Immagine Consorzio Agrario)

– Cimice asiatica: a volte si rilevano ovature di Halyomorpha halys anche su foglie di piante aromatiche.

– Virosi: su piante di basilico allevate in vaso si sono osservate maculature necrotiche e imbrunimenti nervali causati da infezioni di Tomato Spotted Wilt Virus-TSWV, virus trasmesso da tripidi.

– Maculature fogliari da Alternaria sp.: stanno comparendo in alcuni impianti di lavanda e rosmarino particolarmente umidi/fitti. Le foglie colpite col tempo si distorcono, seccano e spesso cadono.

– Peronospora: malattia favorita da condizioni di caldo umido: monitorare gli impianti di salvie e di varietà di basilico sensibili o solo tolleranti la malattia.

Mal bianco: questa malattia potrà ricomparire negli impianti verso fine estate, a partire dalle piante di salvia e menta allevate in serra e sui ricacci di rosmarino sviluppati dopo le prime spuntature. Si consiglia di programmare trattamenti con formulati ad azione preventiva e a basso impatto, es bicarbonato di potassio, olio essenziale di arancio dolce, zolfo bagnabile.

Basilico: foglie con maculature e necrosi nervali causate da TSWV (Immagine IRF)

– Marciumi da Phytophthora spp.: costituiscono uno dei principalipericoli per molte specie di aromatiche, soprattutto se allevate in vaso. I sintomi delle infezioni, costituiti da deperimento progressivo associato a marciume dei tessuti basali (radici e colletto), si osservano soprattutto quando le temperature si mantengono tra i 20-35°C e l’umidità ambientale è elevata. La presenza di ristagni idrici è una delle principali condizioni predisponenti le infezioni. Ad oggi già si osservano infezioni nei vivai di rosmarino, lavanda e salvia: regolare attentamente le bagnature, evitare che si creino condizioni di asfissia spesso favorite da substrati poco idonei, applicare formulati a base di fosfiti di potassio e, in condizioni di rischio elevato, di metalaxil M.

– Alterazioni basali: negli impianti di radicazione delle talee si osservano marciumi del colletto o delle radici causati da funghi patogeni, quali Rhizoctonia solani e Botrytis cinerea, nonché da larve di ditteri (soprattutto sciaridi). In numerosi impianti di basilico da reciso fin dalla primavera si stanno verificando gravi morie associate a alterazioni basali da Rhizoctonia sp. e/o da nematodi galligeni.

Margherita piante madri, radicazione delle talee e trapianto in vaso.

– Afidi: Aphis sp., Myzus sp. e altri sono presenti in molti impianti di margherite: contrastarne la diffusione per limitare i rischi di trasmissione di malattie virali.

– Tripidi: al momento la loro presenza negli impianti è piuttosto contenuta, ma con l’innalzarsi delle temperaturepotrebbero costituire un pericolo non solo per i danni da punture di suzione ma soprattutto in qualità di vettori di TSWV (Tomato Spotted Wilt Virus). Questo virus su margherita causa la comparsa di caratteristiche maculature fogliari giallo-necrotiche che deprezzano la produzione.

Bucculatrix chrysantemella: verso luglio potrebbe verificarsi un picco di sfarfallamenti di questo microlepidottero pericoloso per le piante madri e le talee in radicazione. Posizionando trappole cromotropiche gialle si può rilevare la presenza degli adulti e quindi procedere con l’applicazione di formulati a base di Bacillus thuringiensis che, per essere efficaci, devono essere ingeriti dalle larve prima che queste penetrino nelle foglie.

– Malattie telluriche: in estate i marciumi basali da Phytophthora sp., il mal del colletto da Rhizoctonia solani e la tracheofusariosi da Fusarium oxysporum f. sp. chrysanthemi possono causare danni sia alle piante madri che alle talee in radicazione o in post trapianto. Monitorare le piante madri in modo da evitare di prelevare talee da piante sintomatiche, se possibile condurre accertamenti fitosanitari per verificarne la sanità. In radicazione o dopo il trapianto è consigliabile applicare formulati ad es. a base di microrganismi antagonisti o di induttori di resistenza.

Ciclamino -allevamento in atto

Tripidi: cercare di mettere a punto piani di difesa che ne limitino il più possibile la presenza negli impianti: possono trasmettere virus (TSWV in primis) che se contratti precocemente potrebbero compromettere la vitalità della pianta.

Afidi: sottraggono linfa, provocano bollosità e deformazioni dei tessuti, trasmettono virus.

Lepidotteri: stanno preoccupando soprattutto le larve del nottuide Spodoptera littoralis, infatti erosioni di piccioli e radici sono diffusi in molti impianti. Posizionare trappole a feromoni e intervenire con formulati a base di Bacillus thuringiensis può consentire di limitare le infestazioni, ma in caso di attacchi gravi è consigliabile impiegare insetticidi mirati.

– Tracheofusariosi: alla comparsa di sintomi quali giallumi fogliari, arresto dello sviluppo e deperimento delle piante si consiglia di verificare l’eventuale presenza di tracheofusariosi. In caso di esito positivo eliminare le piante sintomatiche e intervenire con fungicidi mirati sulle piante in allevamento.

Crisantemo – allevamento

Tripidi e afidi: cercare di mettere a punto piani di difesa in modo da limitarne il più possibile l’ingresso negli impianti di questi insetti: sono vettori di virus che potrebbero danneggiare fino a compromettere la produzione.

Mal del colletto: deperimenti da Rhizoctonia solani sono presenti in alcuni impianti.

Poinsettia – allevamento

– Aleurodidi: prestare attenzione che non si sviluppino infestazioni importanti di Bemisia tabaci che possono causare danni alla vegetazione.

– Maculature: alcuni miceti, tra cui Botrytis cinerea, in estate possono causare maculature delle bratee che potrebbero deprezzare il prodotto. Prevenire le infezioni impiegando formulati a base di microrganismi antagonisti, ad esempio Bacillus subtilis o B. amyloliquefaciens, o attivatori delle difese naturali.

– Marciumi basali: sono soprattutto gli oomiceti (Pythium sp e Phytophthora spp.) che possono causare marciumi basali difficili da gestire una volta avviate in infezioni. Le piante colpite in genere deperiscono e collassano rapidamente.

Peperoncino ornamentale – raccolta

– Tripidi: prestare attenzione ai tripidi che possono trasmettere Tospovirus, ed in particolare TSWV-Tomato Spotted Wilt Virus che su queste piante può risultare estremamente dannoso.

Piante grasse e succulente – produzioni in atto

Kalanchoe: grave attacco di ruggine su (Immagine Coop. L’Ortofrutticola)

Cocciniglie: costituiscono uno dei problemi più gravi e difficili da contrastare anche per molte di queste piante. È importante intervenire entro la fine della primavera in modo da eliminare i primi focolai e applicando insetticidi specifici (di cui si è certi della selettività) per colpire uova e neanidi che sono più sensibili ai trattamenti rispetto agli adulti, i quali sono ricoperti da strutture cerose che li proteggono. Le infestazioni estive sono molto difficili da combattere e possono danneggiare gravemente le produzioni.

Malattie fungine della parte aerea: in primavera molti miceti patogeni (Bipolaris, Botrytis, Coniothyrium, …) possono colpire queste piante causando alterazioni di varia origine: maculature, seccumi, marciumi, … La lotta si basa sulla prevenzione in quanto i fungicidi a disposizione sono limitati ed alcuni, a seconda della specie, possono risultare poco selettivi. Su Kalanchoe si sono osservati insoliti e gravi attacchi di ruggine.

Specie varie – gran parte delle produzioni sono prossime alla vendita

– Cocciniglie: questi insetti, appartenenti a numerosi generi e specie, costituiscono un problema che si sta aggravendo in modo proporzionale ai cambiamenti climatici e alla progressiva riduzione di mezzi di difesa specifici. In primavera le forme giovanili si spostano sulla vegetazione più tenera e danno luogo a colonie spesso difficili da contrastare. Molte sono le specie ornamentali soggette agli attacchi di questi fitofagi e tra queste si ricordano dipladenia, geranio, calle, oleandro, alloro, agrumi, piante da interno.

– Tripidi e afidi: si osservano infestazioni su varie specie allevate in serra, ad es. garofani, dipladenia, geranio macranta.

– Aleurodidi: si osservano infestazioni su varie specie allevate in serra, ad es. geranio macranta.

– Lepidotteri: le larve di molti lepidotteri possono causare gravi danni a varie specie ornamentali, costituiti prevalentemente da erosioni dei tessuti e mine fogliari. Tra questi nottuidi e tortricidi sono tra i più diffusi. Si ricordano inoltre la Tebenna sp. su elicriso; Cacyreus marshalli su gerani; Cydalimia perspectalis su bosso.se

– Ragnetto rosso: le popolazioni di Tetranychus urticae sono attive soprattutto in serra e negli impianti più caldi e asciutti. Calle, lantane, Dianthus spp. ed altre specie sono particolarmente soggette a questi parassiti. L’inverno mite infatti ha favorito la sopravvivenza delle forme svernanti, e su piante di calla e melissa si osservano già infestazioni di una certa importanza. Una gestione integrata, basata sull’impiego di limitatori naturali quali acari fitoseidi, può contribuire a ridurre i danni causati da questo pericoloso fitofagi

– Marciumi da Botrytis cinerea e Sclerotinia spp.: questi miceti possono colpire le parti aeree delle piante e soprattutto la base degli steli. Il loro sviluppo è favorito da condizioni di elevata umidità ambientale.

– Mal bianco: malattia in forte diffusione e aggravamento su molte specie. Prestare attenzione soprattutto alle produzioni in serra. Rosa, Dianthus spp., salvie colorate, evonimo, ortensia e molte altre specie sono facilmente soggette agli attacchi degli agenti di mal bianco.

– Ruggini: in estate, in concomitanza di condizioni di prolungata bagnatura fogliare, possono avviarsi le infezioni degli agenti di ruggini, miceti di difficile contenimento. Le specie più soggette alla ruggine sono pelargoni, rose, garofani, alcune bulbose e molte asteracee. Intensi attacchi ad es. si stanno osservando su viola mammola.

Per gran parte delle malattie da funghi e batteri, la prevenzione si basa sull’adozione di adeguate pratiche colturali atte a mantenere bassa l’umidità relativa e a garantire una corretta spaziatura tra le piante.

URBANO E SPONTANEO

Invasioni di Ligeidi. In zone abitate e coltivate limitrofe ad aree a fine coltivazione o a gerbidi in carenza idrica, si stanno verificando improvvise invasioni di piccoli e veloci insetti della famiglia Lygaeidae appartenenti prevalentemente al genere Nysius. Questi emitteri, simili a minuscole cimici, popolano colture estensive e piante spontanee e le alte temperature di fine giugno ne hanno favorito una proliferazione straordinaria.  Non sono pericolosi per l’uomo ma essendo fitofagi possono causare qualche danno alle coltivazioni. Migrazioni di massa non sono infrequenti e la loro presenza in aree civili e agricole può causare allarme e disagio alle persone e danni alle coltivazioni. Nelle aree abitate è opportuno limitare l’impiego di insetticidi, che non risolvono il problema, e sostituirli con strumenti di difesa passiva utili a impedire il loro ingresso nelle abitazioni.

Invasione di ligeidi in impianto di ruscus. (Immagine Consorzio Agrario)

Antracnosi su Parthenocissus quinquefolia:: molte viti americane impiegate a scopo ornamentale in giardini, parchi, ambienti urbani quest’anno sono state attaccate in modo insolitamente grave da Elsionoe sp. Questa malattia è comparsa in modo diffuso fin dal germogliamento: sulle giovani foglie sono apparse maculature brune che col tempo si sono allargate causando il disseccamento e la defogliazione delle piante. Per prevenire infezioni nella prossima primavera si consiglia di asportare le foglie cadute in modo da eliminare fonti di inoculo e di trattare le piante prima del germogliamento con fungicidi ad es. a base di rame.

– Cocciniglie su Bouganvillea: grave attacco di cocciniglie dalla forma insolita: si stanno conducendo approfondimenti per l’identificazione della specie presso l’IRF di Sanremo.

Afidi: si osservano gravi attacchi di afidi su molte piante allevate per l’arredo urbano; le piante infestate presentano deformazioni fogliari e imbrattamenti da melata sulla quale si sviluppano fumaggini.

Funghi lignicoli: la comparsa di carpofori su fusti di piante ad alto fusto, soprattutto se accompagnata da depressioni e alterazioni del colore della corteccia, può far sospettare la presenza di patogeni del legno che nel tempo potrebbero favorire deperimenti e schianti delle piante.

In foto da sinistra verso destra:
1- Bouganvillea: colonia di cocciniglie in corso di identificazione (Immagine Coop. L’Ortofrutticola)
2- Vite americana: sintomi di antracnosi costituite da maculature e disseccamenti fogliari (Immagini Coop. L’Ortofrutticola)
3- Oleandro: germoglio infestato da afidi (Immagine IRF)
4- Leccio: carpofori di funghi lignicoli (Immagine IRF)

STIMA DEL RISCHIO DELLA COMPARSA DI AVVERSITA’ NEL BREVE PERIODO

AVVERSITA’RISCHIO LIEVERISCHIO MODERATORISCHIO ALTO
Parassiti animali
– Afidi, aleurodidi e altri parassiti animali, in generale (insetti, acari e nematodi)– Tripidi
– Cicaline
– Lepidotteri
– Psille
– Cocciniglie
– Coleotteri
– Acari tarsonemidi e tetranichidi
Malattie fungine
– Maculature
– Ticchiolature
– Antracnosi
– Mal bianco
– Cancri del legno
– Peronospora
– Ruggine
– Muffa grigia
– Alternariosi
– Marciumi basali
– Tracheomicosi
Virosi
– Virosi in genere– TSWV, CMV, AMV
Batteriosi
– Agenti di maculature fogliari e tumori batterici
Altro
– Fisiopatie e carenze nutrizionali in genere– Stress termici e idrici

Valutazione effettuata sulla base dei dati raccolti sul territorio negli ultimi 15 anni, sull’andamento meteo e sull’esperienza dei tecnici che collaborano alla rubrica e che conducono costante attività di monitoraggio.

AUTORIZZAZIONI IN DEROGA

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