Questa nota informativa è stata realizzata dalServizio Fitopatologico e Difesa dell’Istituto Regionale per la Floricoltura, con la collaborazione dei servizi tecnici della Cooperativa L’Ortofrutticola di Albenga, del Consorzio Agrario delle Province del Nord Ovest e della Cooperativa Florcoop Sanremo.

Dopo una prima parte di primavera instabile e tribolata, caratterizzata da frequenti precipitazioni e da clima freddino, si prevede il subentro di un periodo caratterizzato da alternanza tra precipitazioni intense e ondate di caldo.
Gli esperti del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (ECMWF) hanno emesso le previsioni per il mese di maggio 2026: i dati, elaborati dal sistema di previsione (rappresentati graficamente nell’immagine a fianco in cui sono cromaticamente evidenziate le anomalie termiche previste) delineano un quadro meteorologico caratterizzato temperature piuttosto elevate, che nel mese di maggio su tutto il bacino del Mediterraneo potranno risultare superiori di +1/3°C rispetto ai valori di riferimento. (fonte: ECMWF).

Questo suggerisce un inizio d’estate precoce, caratterizzato da ondate di calore, in linea col trend degli ultimi anni.
Relativamente alle precipitazioni, sebbene le previsioni a lungo termine sulla pioggia siano meno precise, si prevedono eventi piovosi sotto forma di temporali pomeridiani o passaggi perturbati atlantici, tipici della stagione primaverile. Il rischio quindi sono brusche variazioni di tempo provocate da correnti fredde in discesa dal nord Europa.
L’aumento delle temperature potrebbe favorire la formazione di temporali pomeridiani o improvvisi anche in giugno.
Per aggiornamenti più puntuali per la Liguria consultare il bollettino AgroMeteoLiguria del CAAR (Centro di Agrometeorologia Applicata Regionale) all’indirizzowww.agriligurianet.it/it/impresa/assistenza-tecnica-e-centri-serivizio/agrometeo-caar/bollettino-agrometeo-caar.htm, oppure il sito flornews all’indirizzo https://www.flornewsliguria.it/category/agrometeo/.
PROBLEMATICHE DI PARTICOLARE RILIEVO
L’andamento del mercato del reciso a oggi risulta positivo: le ultime produzioni invernali-primaverili, quali ranuncoli, peonie, bulbose, calle, … vanno a scemare a favore delle produzioni estive di girasoli, ortensie, Dianthus, rose, Limonium, strelizie, Agapanthus, nonché di fronde quali Asparagus, aralie, viburni, Eucalyptus, pittospori e, più verso l’estate, ruscus. Tra quelle da vaso, diffuse soprattutto nella piana di Albenga, margherite e aromi hanno ormai lasciato spazio a petunie, surfinie, gerani, girasoli, lantane, verbene, dipladenie, piante grasse e succulente, e altre; tra maggio e giugno, quindi, si avvieranno gli impianti di ciclamini, stelle di natale e crisantemi, nonché la radicazione delle talee di aromi e margherite.

Parassiti animali: costituiscono il principale problema di questa stagione, e alcuni di essi, soprattutto afidi e cicaline, sono già attivi. Si consiglia di monitorare attentamente gli impianti in quanto incrementi termici potranno favorire uno sviluppo repentino delle popolazioni dei fitofagi.
Avversità fungine: in questo momento il mal bianco è la malattia più diffusa sia in serra che in pien’aria, e le strategie di contenimento per risultare efficaci devono essere attuate in modo tempestivo e costante. Altre avversità da monitorare con attenzione nel breve-medio periodo sono i marciumi basali (da oomiceti, da Sclerotinia e, verso giugno, da Rhizoctonia) e le maculature fogliari (soprattutto da Alternaria spp.).
Virosi e fitoplasmosi aumentano parallelamente al proliferare dei loro vettori, quali afidi, tripidi e cicaline
Di seguito si riportano alcune problematiche di particolare rilievo.
FIORI E FRONDE RECISI
Ortensia
– Cocciniglie: costituiscono uno dei problemi fitosanitari più difficili da gestire, come peraltro su molte altre specie. La primavera è il periodo migliore per combattere le forme giovanili mobili, responsabili della propagazione delle infestazioni; dopodiché, una volta adulti, questi insetti si ricoprono di cerosità poco penetrabili.
– Tripidi: Frankliniella occidentalis e Thrips spp. possono danneggiare le infiorescenze.
– Acari: con l’innalzarsi delle temperature potrebbero comparire bollosità fogliari causate da acari tarsonemidi (Polyphagotarsonemus sp.) e/o decolorazioni fogliari causate da ragnetto rosso (Tetranychus urticae).
– Muffa grigia: infezioni di Botrytis cinerea possono causare maculature sui petali, soprattutto sulle selezioni con fiori di colore chiaro. In caso di rischio di pioggia o di elevata umidità ambientale, è’ consigliabile applicare preventivamente formulati ad azione corroborante che favoriscono un aumento delle difese naturali delle piante; se il rischio fosse elevato, intervenire con antibotritici di cui si è certi della selettività.
Girasole
– Mal bianco: le piante di girasole ne vanno facilmente soggette, soprattutto se coltivate in serra. Si ricorda che i primi sintomi in genere si manifestano sulle foglie mature delle piante più vicine alle aperture o comunque più esposte alle correnti d’aria.
– Maculature fogliari di origine fungina (ad es. da Alternaria sp.): costituiscono un modesto pericolo per queste piante, ma possono causare il deprezzamento del prodotto. Negli impianti umidi e quindi più soggetti a queste malattie è consigliabile intervenire preventivamente con fungicidi ad es. a base di sali di rame.
– Marciume basale da Sclerotinia: il girasole è particolarmente suscettibile a questa malattia, soprattutto quando allevato in serra. Il patogeno colpisce la parte medio bassa degli steli, dove facilmente si formano “sacche” di umidità: monitorare gli impianti, adottare concimazioni favorevoli all’irrobustimento degli steli; in caso di alto rischio di infezioni intervenire in modo mirato.
Rosa
– Tripidi, afidi: insetti fitomizi difficili da contrastare soprattutto negli impianti in serra. La prevenzione costituisce un aspetto fondamentale.
– Ragnetto rosso (Tetranychus urticae): tra gli acari fitoparassiti è uno dei più polifagi e dannosi. Può compiere un ciclo in soli 7 giorni e avere numerose generazioni ogni anno. In serra o in impianti particolarmente caldi, può rimanere attivo anche nei mesi invernali. La lotta deve essere avviata precocemente, alla comparsa delle prime infestazioni, utilizzando acaricidi a diverso meccanismo d’azione.
– Mal bianco: malattia diffusa in molti impianti; intervenire alla comparsa delle prime infezioni.
– Macchia nera: si osservano attacchi di macchia nera soprattutto su rose da giardino o allevate in vaso. Eliminare i tessuti infetti e trattare con sali di rame costituisce una buona strategia di difesa.
Crisantemo
– Afidi, tripidi, lepidotteri e ragnetto rosso: in occasione dell’allestimento dei prossimi impianti da reciso e da vaso, adottare opportune strategie per prevenire le infestazioni di questi fitofagi (posizionare trappole, effettuare monitoraggi, applicare formulati ad azione repellente o a base di microrganismi antagonisti).
– Marciumi basali: nelle prime fasi di allevamento evitare che si instaurino ristagni idrici che potrebbero favorire l’avvio di infezioni da parte di agenti di marciumi basali quali Sclerotinia sp. e oomiceti (Pythium spp. e Phytophthora sp.).
Limonium sinuatum

– Virosi da Tomato Spotted Wilt Virus (TSWV): si manifesta con necrosi delle infiorescenze e degli steli, spesso associate a giallumi fogliari: eliminare le piante colpite e attuare la lotta al tripide vettore.
– Ruggine: in tarda primavera ed estate potrebbero comparire pustole brunastre o nerastre prevalentemente sulla pagina inferiore delle foglie, in genere causate da Uromyces limonii. Le foglie colpite ingialliscono, seccano e possono cadere. L’eccesso di acqua facilita le infezioni, è quindi importante gestire le bagnature in modo oculato e, quando necessario, applicare prodotti specifici.
– Marciumi basali: prestare attenzione all’eventuale comparsa di deperimenti associati a marciume basale che potrebbero essere causati da patogeni fungini di origine tellurica, tra i quali Phytophthora sp. è uno dei più pericolosi per gli statici.
Ruscus

– Afidi, cicaline, cocciniglie: questi insetti fitomizi stanno iniziando a infestare la nuova vegetazione: intervenire tempestivamente prima che danneggino i turioni in sviluppo.
– Lepidotteri: le larve, soprattutto di tortricidi, se non adeguatamente contrastate, a breve potrebbero iniziare a erodere le giovani fronde. Si consiglia di posizionare trappole a feromoni per il monitoraggio degli adulti in modo da intervenire prontamente ad es. attraverso l’applicazione di formulati a base di Bacillus thuringiensis.

– Oziorrinco: negli impianti in cui si sono già osservate erosioni dei rizomi o della fronda da larve o adulti di Otiorhynchus sulcatus, si consiglia di intervenire preventivamente impiegando ad es. nematodi entomoparassiti quali Heterorhabditis bacteriophora, o funghi entomopatogeni come Beauveria bassiana.
– Ragnetto rosso: è già presente in alcuni impianti: intervenire rapidamente prima che la fronda venga compromessa.
– Malattie fungine della fronda: il clima piovoso di fine aprile sta favorendo lo sviluppo di alcuni miceti fitopatogeni. Tra questi si ricordano soprattutto: Botrytis cinerea, che può causare marciumi dei giovani turioni, e Phyllosticta sp., agente di maculature fogliari.
– Marciumi della base degli steli: iniziano a comparire disseccamenti dei rami causati dalle infezioni di Rhizoctonia violacea, patogeno che si sta lentamente diffondendo in numerosi impianti.
– Danni da vento: la burrasca che ha colpito il ponente ligure a fine marzo ha danneggiato le fronde di alcuni impianti.

(Immagine Florcoopo Sanremo)

(Immagine Florcoop Sanremo
Eucalyptus
– Psilla: col rialzo delle temperature Glycaspis brimblecombei potrebbe comparire soprattutto su E. cinerea: questo parassita una volta insediato è difficile da debellare attraverso l’impiego del mezzo chimico; la prevenzione e la lotta integrata costituiscono i principali strumenti di difesa.
– Acari eriofidi: è elevato anche il rischio di comparsa di Phyllocoptes cacolyptae sulla nuova vegetazione di varie specie di Eucalyptus: con l’innalzarsi delle temperature si consiglia di adottare adeguate strategie di difesa a partire dal germogliamento o all’apparire delle prime infestazioni. Per limitare i danni alle fronde si consiglia di impiegare formulati, o miscele di formulati, ad azione adulticida e ovicida, verificandone prima la selettività.
– Maculature fogliari da Alternaria sp.: in condizioni di elevata umidità ambientale e sulla vegetazione tenera, in primavera si possono avviare infezioni di Alternaria sp. La prevenzione, ad es. attraverso la spaziatura/sfoltimento delle fronde dove si rischia di avere ristagni di umidità, e l’applicazione precoce di formulati ad es. a base di sali di rame o di altre sostanze a basso impatto ambientale possono contribuire a ridurre il rischio di insorgenza della malattia.
– Necrosi dei rami da patogeni fungini: con frequenza crescente si osservano necrosi fogliari/dei germogli/corticali sui giovani rami causati da patogeni fungini, quali ad es. Pseudopestalotiopsis sp. e Quambalaria sp. Questi miceti diventano pericolosi in presenza di elevata umidità ambientale e tenerezza dei tessuti: in condizioni favorevoli alle infezioni si consiglia di effettuare interventi preventivi con formulati ad azione fungicida, come nel caso di Alternaria sp.
– Danni da patogeni fungini: gli impianti che nelle scorse stagioni sono stati soggetti a malattie fungine/infestazioni animali/sofferenze abiotiche, potrebbero facilmente verificarsi attacchi da parte di patogeni “di debolezza”, tra cui alcuni di origine tellurica quale ad es. Cylindrocarpon spp. agente di marciumi basali.
Fronde e specie varie
– Cocciniglie: come già detto, le cocciniglie costituiscono un grave problema per molte specie. La lotta, per essere efficace, deve iniziare al primo apparire dei focolai (magari anche solo asportando le fronde colpite o intervenendo con trattamenti localizzati) e gli interventi vanno eseguiti preferibilmente contro le forme giovanili, cioè in primavera. È anche importante favorire l’arieggiamento sfoltendo le chiome troppo dense, asportare le fronde colpite ed evitare gli eccessi di azoto che rendono più tenera e vulnerabile la vegetazione. Prima di ricorrere all’applicazione di insetticidi è consigliabile verificarne la selettività.
PIANTE IN VASO
Aromatiche
A breve inizierà la raccolta delle talee: valutare lo stato fitosanitario delle piante madri in modo da avere la ragionevole certezza di utilizzare materiale di propagazione sano.
– Cicaline: stanno già diffondendosi negli impianti di aromi ancora in atto, soprattutto in quelli di rosmarino.
– Afidi: colonie di questi insetti stanno comparendo in molti impianti, soprattutto su lavande ancora in coltivazione.
– Sputacchine: in alcuni impianti di rosmarino si rileva la presenza delle caratteristiche formazioni schiumose prodotte dalle forme giovanili di Philaenus spumarius: intervenire con insetticidi.
– Tripidi: sono già attivi in molti impianti di aromi, soprattutto su salvia: intervenire preventivamente per contrastarne la diffusione.
– Cocciniglia: si osservano infestazioni negli impianti di rosmarino da reciso.
– Lepidotteri: tra i defogliatori le larve di Spodoptera sp. sono tra quelle più dannose, soprattutto su rosmarino. Questi nottuidi erodono le foglie e la base dei germogli e la loro attività inizia in primavera: se non vengono adeguatamente contrastati possono continuare a far danni fino all’autunno.
– Aleurodidi: infestazioni di farfallino bianco si osservano su piante di salvia e di salvione allevate in serra.

– Acari eriofidi: soprattutto su piante di menta, timo e origano in primavera possono comparire bollosità, rugginosità, disseccamenti fogliari causati da questi minuscoli acari. Si osservano già alcune infestazioni su piante di menta.
– Ragnetto rosso: gravi infestazioni di Tetranychus urticae si osservano su salvione (Phlomix fruticosa) in serra. Ne possono andare soggette varie specie di salvia e di lavanda.
– Mal bianco: malattia diffusa soprattutto su Lavandula stoechas, rosmarino, menta e salvie, soprattutto se allevate in serra. La malattia causa distorsioni e disseccamenti fogliari. Si consiglia di effettuare trattamenti con formulati ad azione preventiva e a basso impatto, (es. bicarbonato di potassio, olio essenziale di arancio dolce, zolfo bagnabile, …).
– Maculature fogliari da Alternaria sp.: stanno comparendo in alcuni impianti di lavanda, soprattutto in quelli troppo fitti e/o umidi. Le foglie colpite col tempo si distorcono, disseccano e cadono lasciando le piante defogliate.

– Ruggine: in primavera ne vanno facilmente soggette le piante di menta.
– Marciumi basali: osservati in alcuni impianti di salvie morie associate a marciume radicale e della base del colletto da Phytophthora sp. Prestare attenzione alle piante di erba cipollina che in primavera sono facilmente soggette ai marciumi da Sclerotinia sp.
– Batteriosi fogliari: soprattutto su rosmarino e lavanda, in primavera possono comparire lesioni fogliari di aspetto oleoso causate da batteri patogeni, ad es. Xanthomonas spp.
– Fisiopatie: la bufera di fine marzo in alcuni impianti ha causato la disidratazione delle infiorescenze di Lavandula stoechas, per cui alcune piante stanno fiorendo in modo irregolare. Su basilico si osservano giallumi fogliari da squilibri idrici.
Margherita

– Afidi e tripidi: si raccomanda di impostare corretti piani di lotta verso questi fitomizi onde evitare il diffondersi di malattie virali. I tripidi tendono a rifugiarsi nei fiori rendendoli poco raggiungibili dagli insetticidi: si consiglia di eliminare i fiori da quelle piante che verranno utilizzate come piante madri e di effettuare trattamenti periodici.
– Afidi radicali: in alcuni impianti si osservano piante con crescita stentata e ingiallimenti fogliari: svasandole a volte si rileva la presenza di colonie di Pemphygus bursarius sulle radici.

– Bucculatrix chrysanthemella: a partire da fine inverno le larve di questo microlepidottero iniziano a colpire gli impianti di margherite, soprattutto in serra: intervenire preventivamente con formulati a base di Bacillus thuringiensis.– Virus: sporadicamente si osservano maculature fogliari causate da infezioni virali (TSWV): eliminare le piante colpite. Su quelle che saranno selezionate come piante madri, prima del prelievo delle talee si consiglia effettuare analisi di laboratorio per accertare l’assenza di infezioni virali.
– Malattie di origine tellurica: in caso si osservassero sintomi di intristimento o deperimento sugli esemplari selezionati come piante madri, si consiglia di eliminarli o quantomeno di effettuare indagini di laboratorio per verificarne la sanità.
– Fisiopatie: in primavera stress ambientali, quali ritorni di freddo e gelate tardive, possono causare danni all’allegagione e alla fioritura di molte piante, incluse specie ornamentali come le margherite.
Dipladenia (mandevilla)
– Bemisia tabaci: la mosca bianca è presente anche sulle piante già pronte per la consegna.
– Afidi: si osservano infestazioni sui germogli.
– Cocciniglia cotonosa e a scudo: sono comunemente presenti su dipladenia e si manifestano come piccoli ammassi biancastri o di scudi bruni; causano ingiallimenti fogliari e deperimenti e vanno contrastati precocemente.
– Ragnetto rosso: Tetranychus urticae può facilmente colpire queste piante a partire dalle foglie mature.
– Muffa grigia e mal bianco: malattie fungine presenti in alcuni impianti in serra.
Mesembriantemo (Lampranthus, Delospermum, …)
– Ruggine bianca: su queste succulente si osservano con una certa frequenza i caratteristici sintomi causati da Albugo spp., costituiti dalla comparsa di sori biancastri sui tessuti fogliari a cui seguono ingiallimenti e disseccamenti. Può colpire a partire dalla fine dell’inverno, e sulle selezioni più suscettibili risulta difficile da contenere.

– Peronospora: alcune di queste specie sono anche facilmente soggette a marciumi fogliari causati da agenti di peronospora.
Calle
– Tripidi: si osservano infestazioni su calle bianche e colorate allevate in serra.
– Virus: in alcuni impianti di calle bianche si osservano mosaicature e deformazioni fogliari causate da infezioni da TSWV- Tomato Spotted Wilt Virus trasmesso dal tripide Frankliniella occidentalis.
Garofanini e begonie
– Mal bianco: malattia che sta colpendo, in modo anche grave, alcune selezioni particolarmente sensibili.


Gaura
– Fitofagi: diversi insetti possono danneggiare queste piante, e tripidi e coleotteri sono i più pericolosi.
– Ruggine: le selezioni di gaura sono facilmente soggette agli attacchi di Uromyces sp. che si manifesta con la comparsa di pustole arancioni sulle foglie che col tempo disseccano.
Fucsia e lippia
– Ragnetto rosso: Tetranychus urticae tra i suoi vari ospiti annovera anche queste specie: nei vivai si osservano già le prime infestazioni.
Gazania rigens e Aptenia cordifolia
– Peronospora: entrambe queste specie sono facilmente soggette a marciumi fogliari da Bremia sp.
Surfinee
– Afidi: si osservano facilmente colonie sui germogli di queste piante.
Urbano

La piralide del bosso (Buxus sempervirens): Cydalima perspectalis è un lepidottero molto dannoso le cui larve si nutrono delle foglie e della corteccia dei giovani rami del bosso, provocando gravi danni alla pianta, fino anche la morte. Le infestazioni si avviano a partire dall’interno dei cespugli per cui quando si rendono visibili spesso è già tardi per salvare la fronda. Questi insetti nell’arco di pochi giorni possono provocare il disseccamento di intere siepi che virano dal caratteristico colore verde intenso a una tonalità bruno ocracea o grigiastra. Gli attacchi diminuiscono il valore estetico delle siepi/sculture vegetali realizzate con questa pianta ornamentale il cui lento sviluppo ne rende molto difficile il recupero soprattutto quando si rendono necessari drastici tagli di rimonda. La lotta deve essere preventiva e può essere effettuata utilizzando formulati a base di Bacillus thuringiensis.

Antracnosi da Elsionoe sp su vite americana Parthenocissus quinquefloia: la vite americana è un’essenza ornamentale molto diffusa in giardini, parchi e ambienti urbani. Come già la scorsa primavera, anche quest’anno in molte zone fin dal germogliamento sono comparse maculature brune che col tempo si allargano causando il disseccamento e la defogliazione delle piante. Per limitare i danni si consiglia di asportare tempestivamente le foglie colpite e di trattare con fungicidi ad es. a base di rame.
STIMA DEL RISCHIO DELLA COMPARSA DI AVVERSITA’ NEL BREVE PERIODO
| AVVERSITA’ | RISCHIO LIEVE | RISCHIO MODERATO | RISCHIO ALTO |
| Parassiti animali | -Parassiti animali, in generale (insetti, acari e nematodi) | – Afidi fogliari e radicali – Tripidi – Cicaline – Aleurodidi – Lepidotteri – Psille – Cocciniglie – Coleotteri – Acari tarsonemidi e tetranichidi | |
| Malattie fungine | – Maculature – Ticchiolature – Antracnosi – Peronospora – Muffa grigia – Cancri del legno | – Mal bianco – Alternariosi – Marciumi basali – Tracheomicosi (avvio delle infezioni) – Ruggini | |
| Virosi | – Virosi in genere, diffusione spesso legata alla diffusione del vettore | – TSWV, CMV, AMV | |
| Batteriosi | – Agenti di maculature fogliari e tumori batterici | ||
| Altro | – Fisiopatie: stress termici e idrici, e carenze nutrizionali in genere |
Valutazione effettuata sulla base dei dati raccolti sul territorio negli ultimi 15 anni, sull’andamento meteo e sull’esperienza dei tecnici che collaborano alla rubrica e che conducono costante attività di monitoraggio.
Per informazioni:
- Servizio Fitopatologico e Difesa dell’Istituto Regionale per la Floricoltura di Sanremo (IM): martini@regflor.it
- Servizio Tecnico della Cooperativa L’Ortofrutticola di Albenga (SV): asstec@ortofrutticola.eu
- Consorzio Agrario delle province del NORD-OVEST: mario.mattone@capnordovest.it
- Servizio Tecnico della Cooperativa Florcoop Sanremo (IM): florcoop@florcoop.it





