Questa nota informativa è stata realizzata dal Servizio Fitopatologico e Difesa dell’Istituto Regionale per la Floricoltura di Sanremo con la collaborazione dei tecnici della Cooperativa L’Ortofrutticola di Albenga, del Consorzio Agrario delle Province del Nord Ovest e della Cooperativa Florcoop di Sanremo.


Nota meteo – Marzo è iniziato con un’anomalia positiva, con temperature di alcuni gradi al di sopra degli standard climatici di riferimento. Tuttavia, proprio perché si è all’inizio della primavera meteorologica, va ricordato che marzo, e talvolta anche aprile, possono riservare molte sorprese, che potrebbero tradursi anche nei classici “colpi di coda” invernali. Ad oggi non si intravvedono elementi per temere un ritorno di freddo nel breve periodo sul nostro Paese, ma alcuni centri di calcolo ipotizzano che a medio/lungo termine, dopo la prima metà di marzo, possano arrivare dal Nord Europa masse d’aria più fredde e instabili, con conseguente sensibile abbassamento delle temperature e rischio di gelate tardive. Al momento è solo un’ipotesi, e ci vorrà qualche giorno per trovare eventuale conferma.
Per aggiornamenti più puntuali per la Liguria consultare il bollettino AgroMeteoLiguria del CAAR (Centro di Agrometeorologia Applicata Regionale) all’indirizzowww.agriligurianet.it/it/impresa/assistenza-tecnica-e-centri-serivizio/agrometeo-caar/bollettino-agrometeo-caar.htm, oppure il nostro sito all’indirizzo https://www.flornewsliguria.it/category/agrometeo/.
PROBLEMATICHE DI PARTICOLARE RILIEVO
Ormai da qualche anno, le produzioni invernali/primaverili nel loro complesso risultano di buona qualità. Il tempo instabile che si prevede potrà verificarsi dalla seconda metà di marzo, con nuvolosità diffusa, pioviggini e temperature miti, potrebbe favorire lo sviluppo di alcune avversità fungine e animali, nonché un eccessivo allungamento degli steli fiorali.
Come sempre in primavera, le malattie più temute sono quelle fungine: muffa grigia, peronospore, ruggini, maculature fogliari e marciumi basali da oomiceti.
Alcuni fitofagi, quali larve di lepidotteri (minatori e defogliatori), ditteri minatori, aleurodidi, cocciniglie, acari, soprattutto in serra hanno già avviato i loro cicli; altri come tripidi e afidi, stanno continuando i loro cicli, dato che in ambiente protetto e negli impianti più riparati, sono rimasti attivi praticamente tutto l’inverno.
Di seguito si riportano alcune problematiche di particolare rilievo.
FIORI E FRONDE RECISI
Anemone, ranuncolo: La raccolta dei fiori è in fase avanzata; nel caso dell’anemone si è ormai quasi a fine produzione.
– Afidi e tripidi: questi fitomizi sono stati attivi tutto l’inverno, soprattutto negli impianti in serra. Nelle prossime settimane, se non verranno adeguatamente contrastati, tenderanno a diffondersi velocemente negli impianti. Per proteggere le ultime raccolte, si consiglia di monitorare le coltivazioni, per esempio posizionando trappole cromotropiche (blu per i tripidi e gialle per gli afidi), e di intervenire alla loro comparsa, tenendo conto che troveranno nei fiori rifugio dai trattamenti rendendo meno efficaci gli interventi.
– Virosi: necrosi, deformazioni fogliari e danni ai fiori di origine virale (malformazioni e rotture di colore evidenti soprattutto sui fiori di colore intenso e/o scuro), prevalentemente da Tomato Spotted Wilt Virus (trasmesso dal tripide Frankliniella occidentalis) sono ancora visibili su anemone, anche se con intensità e frequenza minori rispetto agli anni scorsi. Con l’aumento delle temperature sui ranuncoli, che nell’autunno/inverno sono stati infestati da afidi, potrebbero comparire decolorazioni e rotture di colore causate da alcuni Potyvirus.

– Muffa grigia: i marciumi da Botrytis cinerea fin dall’autunno avanzato sono stati presenti soprattutto in ambiente protetto, ove più facilmente possono verificarsi condizioni di elevata umidità ambientale, e negli impianti in pien’aria soggetti a rugiade. In previsione di condizioni favorevoli alle infezioni, si consiglia di valutare l’opportunità di utilizzare formulati ad azione preventiva a base di sostanze a basso impatto, quali ad es. bicarbonato di potassio o microrganismi quali Bacillus spp.; alla comparsa dei primi sintomi è preferibile utilizzare antiobotritici specifici.
– Mal bianco: la malattia è presente fin dall’inverno, soprattutto negli impianti in serra, e in marzo il rischio che si aggravi è piuttosto elevato. Come nel caso della muffa grigia, si consiglia di valutare l’opportunità di intervenire con formulati ad azione preventiva a base di sostanze a basso impatto, quali ad es. bicarbonato di potassio o microrganismi quali Bacillus spp.; in caso di infezione utilizzare antioidici specifici.


– Marciumi basali: le infezioni da patogeni tellurici agenti di marciumi basali sono meno dannose rispetto all’autunno. I marciumi da Pythium su ranuncolo in fuorisuolo sono ormai poco pericolosi, anche se continuano a causare qualche perdita; i marciumi da Sclerotinia sp. invece possono ancora colpire gli impianti in pien’aria. Valutare l’opportunità di un intervento in quanto temperature miti in associazione a pioviggini possono favorirne l’aggravamento e la diffusione.
– Batteriosi fogliari: si osservano sporadici casi di marciumi di foglie e steli da Pseudomonas spp. Cercare di evitare la bagnatura prolungata della vegetazione; adottare adeguati piani di concimazione; utilizzare formulati a base di rame, di microrganismi antagonisti e/o di corroboranti.

(Immagine Cooperativa Florcoop)

– Fisiopatie: il problema tipico delle produzioni primaverili, soprattutto di ranuncolo, è l’eccessivo allungamento degli steli fiorali, fenomeno favorito dai lunghi periodi di annuvolamento dell’inverno passato: adottare adeguate concimazioni, prestando attenzione a non eccedere con gli apporti azotati, e nell’impiego di formulati ad azione nanizzante in quanto un uso errato può comportare fenomeni di fitotossicità. Altro fenomeno che può verificarsi su ranuncolo in seguito a stress ambientali /nutrizionali è la “bordatura” dei petali, fenomeno che colpisce i petali più esterni del bocciolo che tendono ad assottigliarsi e assumere una consistenza cartacea; sui tessuti alterati facilmente si innescano infezioni fungine, ad es. da Botrytis cinerea. Il fenomeno pare sia più frequente su alcune selezioni. Fitotossicità: in alcuni casi si osservano danni, costituiti da alterazioni del colore dei fiori o da necrosi dei tessuti, da errato/ripetuto utilizzo di antiparassitari.
Papavero – Coltivazioni in avanzata fase di raccolta.
– Muffa grigia e mal bianco: malattie che costituiscono un pericolo in primavera (vedere ranuncolo).
– Squilibri nutrizionali: il papavero è una pianta vorace e i piani di concimazione vanno adeguati alle sue esigenze che cambiano con l’allungarsi delle giornate: se non si effettuano corretti apporti nutrizionali si rischia di raccogliere fiori di bassa qualità e con steli corti. In primavera è facile osservare sintomi di clorosi ferrica diffusi negli impianti.
Peonia – Piante in fase di sviluppo, la raccolta inizierà verso aprile.
– Coleotteri fitofagi: alcune specie di cetonie, quale ad es. Oxythyrea funesta, si nutrono di polline e di organi fiorali e per raggiungere gli stami si insinuano tra i petali. In prossimità della raccolta, in caso di massiccia presenza di cetonie, i fiori possono essere danneggiati in modo anche grave.
– Tripidi: la peonia non è particolarmente suscettibile agli attacchi di questi insetti, che però in fioritura possono causare la comparsa di scolorimenti e punteggiature sui petali, lesioni che possono aprire la porta a infezioni botritiche.
– Afidi e cocciniglie: possono debilitare le piante e causare disseccamenti e deformazioni.
– Nematodi fogliari (Aphelenchoides sp.): in primavera/estatepossono causare un caratteristico marciume fogliare, che inizialmente interessa solo alcune zone del lembo delimitate dalle nervature. Le foglie colpite tendono a deformarsi, ingiallire, diventare traslucide e quindi marcire.
– Maculatura anulare della peonia: è la virosi più diffusa su peonia ed è causata da Tobacco Rattle Virus (TRV). I sintomi sono in genere molto evidenti e sono costituiti dalla comparsa sulle foglie di caratteristiche macchie gialle anulari; le foglie colpite possono anche apparire arricciate e malformate. Il virus viene trasmesso da nematodi del genere Trichodorus e Paratrichodorus.


(Immagine dal web)
– Maculature da Cladosporium paeoniae: Malattia pericolosa e frequente, che può comparire fin dai primi germogliamenti in concomitanza di temperature miti, impianti fitti, elevata umidità ambientale e, soprattutto, rugiade. Si manifesta con la comparsa di piccole maculature fogliari rossastre, depresse al centro, che tendono a confluire e a estendersi a tutto il lembo; in condizioni favorevoli il patogeno può attaccare anche gli steli. Vi è diversa suscettibilità varietale: tendenzialmente le varietà caratterizzate da un fusto vigoroso sono meno suscettibili agli attacchi di C. paeoniae.
– Marciumi da Botrytis cinerea e Botrytis paeoniae: questi miceti possono colpire tutti gli organi erbacei delle piante; B. cinerea è estremamente polifaga mentre B. paeoniae è strettamente legata alla peonia. Le malattie possono manifestarsi dalla primavera all’autunno, soprattutto negli impianti troppo fitti, ma i danni più gravi derivano dalle infezioni primaverili che possono compromettere le fioriture. Causano la comparsa di aree necrotiche su steli, foglie e fiori; i tessuti colpiti col tempo tendono a marcire e, in condizioni di elevata umidità, a coprirsi del caratteristico feltro grigiastro. Possono anche causare maculature necrotiche sui petali e sui sepali che deprezzano il fiore: ne sono soggette soprattutto le piante a fiore bianco. Gli attacchi di questi miceti sono favoriti da condizioni di elevata umidità ambientale e da concimazioni poco equilibrate che inducono la produzione di tessuti teneri ed acquosi.
– Mal bianco: alcune selezioni sono più soggette a questa malattia fogliare tipicamente primaverile che può determinare disseccamenti e distorsioni dei tessuti colpiti e quindi perdita di tessuto fotosintetizzante.
– Marciumi basali: danni alle radici e al colletto delle piante di peonia possono essere causati da agenti patogeni diversi, tra cui i più comuni sono Phytophthora spp. e, su piante già adulte, Armillaria mellea.
Per approfondimenti sulle avversità della peonia è possibile consultare il Bollettino Flornews n° 272 all’indirizzo https://www.agriligurianet.it/it/impresa/politiche-di-sviluppo/media-e-notizie/flornews.html
Ortensia – Piante in fase di sviluppo.
– Fitofagi fitomizi: tra i più comuni in primavera vi sono: cocciniglie (cotonose o a scudetto), afidi, tripidi e acari tetranichidi. Causano ingiallimenti, deformazioni, necrosi fogliari, e deperimento della pianta.
– Oziorrinco: vedere ruscus.
– Malattie fogliari: adottare strategie adeguate per prevenire mal bianco, muffa grigia e maculature fungine fin dalle prime fasi di sviluppo della vegetazione per evitare danni alla produzione estiva.
Girasole – Fase di semina/germinazione; gli impianti verranno realizzati tra marzo e aprile
– Malattie fungine (maculature fogliari, muffa grigia, marciume degli steli da Sclerotinia , peronospora, mal bianco): sono le problematiche più pericolose nelle prime fasi degli impianti. Intervenire adottando adeguati piani di coltivazione e applicando formulati ad azione preventiva ad es. a base di microrganismi antagonisti e/o corroboranti.
Ruscus – In fase di raccolta
– Cicaline: sulla vegetazione ormai matura sono spesso presenti i segni degli attacchi di cicaline avvenuti lo scorso anno. In questo periodo è importante adottare adeguati criteri finalizzati a prevenire l’ingresso negli impianti di questi insetti che stanno per riprendere la loro attività.
– Lepidotteri: con l’innalzarsi delle temperature le larve di questi insetti (soprattutto tortricidi quali Cacoecimorpha pronubana ed Epichoristodes acerbella),usciranno dai bozzoli di svernamento e inizieranno a erodere le fronde; raggiunta la maturità, in primavera avanzata, inizieranno ad accartocciare le fronde in modo caratteristico per effettuare l’incrisalidamento, e in aprile sfarfalleranno gli adulti. Verso fine marzo quindi sarebbe utile posizionare trappole a feromoni per il monitoraggio degli adulti, in modo da programmare l’applicazione di formulati a base di Bacillus thuringiensis contro le larve.
– Cocciniglie: le cocciniglie sono insetti sempre più difficili da contrastare, in quanto il clima caldo e asciutto ne favorisce lo sviluppo e non si hanno a disposizione insetticidi efficaci: pulire le piante prima dei germogliamenti consente di asportare le fronde infestate. Negli impianti in cui il problema è particolarmente grave e ricorrente si consiglia di effettuare un trattamento insetticida subito dopo la pulizia delle piante, quando il parassita è nella fase giovanile che è quella più sensibile ai trattamenti; una volta adulti sono protetti dagli scudetti cerosi.
– Oziorrinco: le popolazioni di Otiorhynchus sulcatus sta progressivamente tornando a infestare le coltivazioni di ruscus e di altre specie da fronda/fiore allevate in piena terra (es.peonie, ederine, …). Fortunatamente oggi le infestazioni osservate non paiono troppo gravi, ma il fitofago deve comunque essere monitorato onde evitare che le popolazioni aumentino in modo significativo: prestare attenzione all’eventuale comparsa delle caratteristiche erosioni radicali (causate dalle larve) e dei cladodi (causate dagli adulti) in modo da intervenire prontamente. Ad es. contro le larve si possono impiegare formulati a base di nematodi entomoparassiti.
– Ragnetto rosso (Tetranychus urticae): negli impianti particolarmente soleggiati, asciutti e protetti dai venti è attivo già da fine inverno, e va contrastato dalla primavera fino all’autunno inoltrato. Come nel caso delle cocciniglie, è importante effettuare una buona pulizia delle piante a fine raccolta, in modo da asportare il più possibile le fronde infestate che potrebbero costituire focolai di ripartenza delle infestazioni. Nell’esecuzione di trattamenti acaricidi è importante utilizzare formulati ad azione adulticida e ovicida.
– Mal vinato da Rhizoctonia violacea: questa malattia è in diffusione lenta ma progressiva. Si tratta di un micete tipicamente estivo, che gradisce clima caldo-umido (temperature ottimali 20-35°C; di notte almeno 15-16°C). Gli autunni caldi e le primavere anticipate ne favoriscono lo sviluppo, e gli esiti delle infezioni ormai si osservano fin dalla primavera: deperimento dei rami, spesso associato allo sviluppo di un caratteristico micelio violaceo sul rizoma e sulla base degli steli; i rami colpiti deperiscono, disseccano in modo lento ma progressivo, e si strappano facilmente; il rizoma tende a marcire; l’intera pianta infine deperisce e muore. Il fungo si propaga nel terreno per mezzo di cordoni micelici che partono da piccoli sclerozî (corpi miliari) prodotti dal micete, i quali si dirigono in tutte le direzioni fino a incontrare le radici di altre piante ospiti: negli impianti la malattia tende quindi a diffondersi “a macchia d’olio”, e per questo oltre a asportare le piante colpite è consigliabile eliminare anche quelle asintomatiche presenti nella zona di confine con l’area infetta.
Eucalyptus – Inizio dei germogliamenti

Phyllocoptes cacolyptae
(Immagine IRF)
– Phyllocoptes cacolyptae: le piante di Eucalyptus cinerea, E. stuartiana ed E. pulverulenta cv Baby Blue stanno iniziando a vegetare. Tra marzo e aprile potrebbero comparire sintomi quali aborto delle gemme apicali, alterazione dello sviluppo dei germogli (scopazzamenti), deformazioni fogliari, disseccamenti delle porzioni apicali dei rami, causati dall’azione parassitaria di questo acaro eriofide. Si consiglia di intervenire al germogliamento negli impianti soggetti alle infestazioni utilizzando formulati acaricidi di cui si è certi della selettività su vegetazione tenera.
– Maculature fogliari: si osserva in numerosi impianti la comparsa di maculature fogliari da Alternaria sp. In condizioni di elevata umidità tendono ad allargarsi e a confluire fino a causare il disseccamento dei lembi. Sono diffuse soprattutto in impianti fitti, umidi e/o soggetti a rugiade.


Quambalaria eucalypti (Immagine Cooperativa Florcoop)
– Lesioni da Quambalaria eucalypti: soprattutto negli impianti di eucalipti, prestare attenzione all’eventuale comparsa di deformazioni sui germogli in crescita e di distorsioni delle foglie giovani, che possono derivare dalle lesioni causate da questo basidiomicete. Infezioni gravi possono causare la morte dei germogli e quindi la perdita di dominanza apicale, nonché la comparsa di cancri neri infossati sui fusti.

PIANTE IN VASO
Aromatiche – Produzioni prossime alla vendita
– Cicaline: sono già presenti negli impianti e stanno danneggiando le produzioni ormai pronte, tra cui soprattutto quelle di rosmarino, timo e maggiorana.
– Afidi: colonie del fitofago stanno comparendo in molti impianti, soprattutto di rosmarino.
-Afidi radicali: su piante di menta allevate in serra si osservano casi di bollosità, deformazioni e bronzature, fogliari da acari eriofidi. Ne possono andare soggette anche altre aromatiche come ad es. l’origano.

– Mal bianco: malattia presente già da qualche settimana su salvia e rosmarino, si osservano gravi attacchi sulla vegetazione emessa dopo la spuntatura. Questa malattia può colpire quasi tutte le piante aromatiche, ma le più suscettibili sono, oltre a rosmarino e salvia, timo e menta soprattutto se allevate in serra. Da qualche anno la malattia compare anche sporadicamente su piante di Lavandula spp.. Si consiglia di effettuare trattamenti con formulati ad azione preventiva e a basso impatto, es bicarbonato di potassio, olio essenziale di arancio dolce, zolfo bagnabile.
– Maculature fogliari da Alternaria sp.: stanno comparendo in alcuni impianti, soprattutto in quelli troppo fitti e/o umidi, di lavanda e rosmarino. Le foglie colpite col tempo si distorcono, seccano e spesso cadono.

– Marciumi basali di origine fungina: i marciumi daPhytophthora spp. costituiscono uno dei principalipericoli per le piante aromatiche, soprattutto se allevate in vaso. I sintomi delle infezioni, costituiti da deperimento progressivo associato a marciume dei tessuti radicali e del colletto, si osservano soprattutto tra l’estate e l’autunno, ma anche in primavera quando le temperature si mantengono tra i 20-35°C e l’umidità ambientale è elevata. La presenza di ristagni idrici è una delle principali condizioni predisponenti le infezioni. I marciumi basali da Sclerotinia sp. sono in genere meno diffusi e gravi dei precedenti, ma possono comunque causare perdite significative dalla primavera fino all’autunno inoltrato. In genere vengono attaccate piante già sviluppate, e quelle più facilmente soggette alle infezioni sono le specie più erbacee, quali basilico, menta ed erba cipollina.
– Fisiopatie: si osservano in numerosi impianti in genere si tratta di fenomeni transitori.
Margherita – Produzioni prossime alla vendita
– Afidi fogliari: questi insetti (Aphis sp., Myzus sp., …) sono presenti in molti impianti fin dall’inverno.
– Afidi radicali(Pemphigus bursarius): le margherite allevate nelle forme ad alberello che vengono messe in allevamento prima di quelle allevate a cespuglio, a breve potrebbero manifestare ingiallimenti fogliari, riduzioni dello sviluppo e deperimenti associati alla presenza di afidi radicali. Questi insetti formano caratteristiche colonie bianche e fioccose sulle radici che sono facilmente riconoscibili svasando le piante sintomatiche. In primavera i sintomi potrebbero comparire anche su piante allevate in vaso.
– Microlepidotteri minatori fogliari: le crisalidi di Bucculatrix chrysantemella sono presenti in numerosi impianti, soprattutto dell’estremo ponente, nascoste tra la vegetazione e i residui vegetali caduti; sporadicamente in alcune serre si osservano già le mine fogliari causate dalle larve. Posizionando trappole cromotropiche gialle si può rilevare la presenza degli adulti e quindi procedere con l’applicazione di formulati a base di Bacillus thuringiensis, in modo che le larve li ingeriscano prima di penetrare nelle foglie.
– Tripidi: al momento la loro presenza negli impianti è ancora piuttosto contenuta, ma con l’innalzarsi delle temperature le popolazioni si intensificheranno e potrebbero costituire un pericolo soprattutto in qualità di vettori di TSWV (Tomato Spotted Wilt Virus), che su margherita causa la comparsa di caratteristiche maculature fogliari giallo-necrotiche che deprezzano la produzione.
– Maculature fogliari: alcune selezioni di margherite a fiore colorato sono particolarmente soggette alle infezioni di agenti di maculature fogliari, quali Ramularia sp. e Alternaria sp., che si verificano più facilmente quando il clima è mite e piovoso, o comunque quando le foglie restano bagnate per più ore consecutive.
– Peronospora: in primavera negli impianti umidi, soprattutto in serra, il rischio che si sviluppi questa malattia è piuttosto elevato: monitorare le piante a partire da quelle nelle zone meno ventilate, ed eventualmente prevenire le infezioni mediante l’impiego di formulati ad azione corroborante o a base di fosetil alluminio.
– Giallumi dei rami: in caso di comparsa di giallumi, che a volte sono limitati a pochi rami di una parte del cespuglio, è bene effettuare indagini di laboratorio: in caso si trattasse di tracheofusariosi è bene eliminare prontamente le piante sintomatiche. In caso invece il fenomeno abbia origine abiotica (clorosi da ferro o da asfissia) l’impiego preventivo di sostanze ad azione corroborante può contribuire alla sua riduzione.
Si osservano anche ingiallimenti, spesso associati ad un indurimento dei tessuti, da stress nutrizionali e/o da non corretta gestione di formulati nanizzanti su piante di margherita sia a fiore bianco che colorato.
Piante grasse e succulente – Produzioni in atto
– Cocciniglie: costituiscono uno dei problemi più gravi e difficili da contrastare anche per molte di queste specie. È importante intervenire entro la fine della primavera in modo da eliminare i primi focolai e applicando insetticidi specifici (di cui si è certi della selettività) per colpire uova e neanidi che sono più sensibili ai trattamenti rispetto agli adulti, i quali sono ricoperti da strutture cerose che li proteggono.
– Malattie fungine della parte aerea: in primavera molti miceti patogeni (Bipolaris, Botrytis, Coniothyrium, …) possono colpire queste piante causando alterazioni di varia origine: maculature, seccumi, marciumi, … La lotta si basa sulla prevenzione in quanto i fungicidi a disposizione sono limitati ed alcuni, a seconda della specie, possono risultare poco selettivi.
Specie varie – Gran parte delle produzioni sono prossime alla vendita.
– Cocciniglie: questi insetti, appartenenti a numerosi generi e specie, costituiscono un problema che si sta aggravendo in modo proporzionale ai cambiamenti climatici e alla progressiva riduzione di mezzi di difesa specifici. In primavera le forme giovanili si spostano sulla vegetazione più tenera e danno luogo a colonie spesso difficili da contrastare. Molte sono le specie ornamentali soggette agli attacchi di questi fitofagi e tra queste si ricordano dipladenia, geranio, calle, oleandro, alloro, agrumi, piante da interno.
– Tripidi e afidi: si osservano già infestazioni su varie specie allevate in serra, ad es. garofani, dipladenia, geranio macranta.
– Aleurodidi: si osservano già infestazioni su varie specie allevate in serra, ad es. geranio macranta.
– Ragnetto rosso: le popolazioni di Tetranychus urticae sono già attive, soprattutto in serra e negli impianti più caldi e asciutti. L’inverno mite infatti ha favorito la sopravvivenza delle forme svernanti, e su piante di calla e fucsia in serra si osservano già infestazioni di una certa importanza. Una gestione integrata, basata sull’impiego di limitatori naturali quali acari fitoseidi, può contribuire a ridurre i danni causati da questo pericoloso fitofagi
– Marciumi da Botrytis cinereae Sclerotinia spp.: questi miceti possono colpire le parti aeree delle piante e soprattutto la base degli steli. Il loro sviluppo è favorito da condizioni di elevata umidità ambientale.
– Mal bianco: malattia in forte diffusione e aggravamento su molte specie. Prestare attenzione soprattutto alle produzioni in serra. Rosa, Dianthus spp., salvie colorate, evonimo, ortensia sono facilmente soggette a questa malattia.
– Ruggine e peronospora: in primavera, in concomitanza di periodi piovosi o comunque di condizioni di prolungata bagnatura fogliare, possono avviarsi le infezioni degli agenti di queste malattie fogliari di difficile contenimento. Le specie più soggette alla ruggine sono pelargoni, rose, garofani, alcune bulbose e molte asteracee; tra quelle più soggette alla peronospora vi sono mesembriantemi, limonium, rosa e numerose asteracee.
Per gran parte delle malattie da funghi e batteri, la prevenzione si basa sull’adozione di adeguate pratiche colturali atte a mantenere bassa l’umidità relativa e a garantire una corretta spaziatura tra le piante.
STIMA DEL RISCHIO DELLA COMPARSA DI AVVERSITA’ NEL BREVE PERIODO
| AVVERSITA’ | RISCHIO LIEVE | RISCHIO MODERATO | RISCHIO ALTO |
| Parassiti animali | – Avvio delle infestazioni da parassiti animali (insetti, acari e nematodi) | – Afidi (serra) – Tripidi (serra) – Lepidotteri (serra) – Cocciniglie (serra) – Aleurodidi (serra) | |
| Malattie fungine | – Tracheomicosi – Marciumi basali | – Malattie fogliari in genere – Marciumi basali da oomiceti | – Mal bianco – Peronospora – Muffa grigia – Marciumi da Sclerotinia |
| Virosi | – Avvio delle infezioni in pien’aria | – Avvio delle infezioni in serra – Comparsa di necrosi/clorosi da TSWV, INSV, CMV; Potyvirus su piante infettate in autunno | |
| Batteriosi | – Malattie batteriche in generale | ||
| Altro | – Fisiopatie da stress ambientali/nutrizionali |
Valutazione effettuata sulla base dei dati raccolti sul territorio negli ultimi 15 anni, sull’andamento meteo e sull’esperienza dei tecnici che collaborano alla rubrica e che conducono costante attività di monitoraggio.
Afidi
Con l’innalzarsi delle temperature gli afidi stanno riprendendo la loro attività, e bisogna adottare strategie per contrastarne la diffusione negli impianti.

Gli afidi sono insetti molto pericolosi per molte colture e sono caratterizzati dalla capacità di svilupparsi molto rapidamente e causare danni di vario tipo:
– danni diretti: sottraggono linfa e sostanze nutritive al vegetale, e nel far ciò immettono saliva che può interferire con la fisiologia della pianta e indurre fenomeni di alterazione dello sviluppo, quali la formazione di galle, pseudogalle o deformazioni fogliari (bollosità, arrotolamenti, accartocciamenti);
– danni indiretti: gli afidi possono trasmettere numerosi virus, e ciò può avvenire in modo non persistente, semipersistente e persistente. Nella trasmissione non persistente (disegno A) gli stiletti boccali degli afidi si imbrattano del virus che potrà essere trasmesso alle altre piante che l’insetto pungerà; in questo caso l’afide perderà la capacità di trasmettere virus nell’arco di poche ore. Vi sono poi virus, ed in genere sono quelli vincolati ad una o poche specie afidiche, che vengono trasmessi in modo persistente (disegno B): una volta che sono stati assorbiti dall’afide entrano in circolazione nell’emolinfa e vanno ad infettare le ghiandole salivari; un afide così contaminato sarà infettivo a lungo e, soprattutto se è una forma alata, potrà trasmettere il virus ad un gran numero di piante anche lontane tra loro. Gli afidi possono essere vettori di numerosi virus pericolosi per le colture orto-floricole, tra cui CMV, AMV e molti Potyvirus (es. RMMV, RMV, RLDV, RLV, CarMV), che vengono trasmessi in modo non persistente.

Inoltre gli afidi producono deiezioni zuccherine (melata) che possono imbrattare la vegetazione e che rappresentano un ottimo substrato per lo sviluppo di funghi saprofiti agenti di “fumaggini”.
A partire dall’inizio della primavera e durante l’estate, le forme alate delle varie specie di afidi tendono a spostarsi da coltura a coltura alla ricerca dell’ospite più adatto sul quale nutrirsi e riprodursi, per cui migrano dagli ospiti invernali (ospiti primari), a quelli primaverili o estivi (ospiti secondari). La scelta dell’ospite avviene attraverso prove di assaggio (probing), ed è questo il momento più pericoloso per la trasmissione dei virus.
Nel corso dell’estate questi insetti possono dare origine a numerose generazioni, il cui numero varia da specie a specie, e dalla fine dell’estate all’autunno avranno luogo le migrazioni autunnali verso gli ospiti invernali.
Difesa
L’approccio migliore per controllare efficacemente gli afidi è quello integrato, e le strategie da attuare devono avere il duplice obiettivo: ridurre le fonti d’infestazione e bloccare sul nascere gli afidi prima che creino colonie difficili da debellare:
· impiego di piante sane, per evitare infezioni da virus
· monitoraggio della coltura (ad es. posizionando trappole comotropiche gialle all’altezza delle piante) fin dal trapianto per intervenire al primo segno di presenza di afidi;
· controllo delle erbe infestanti negli ambienti circostanti la coltura, per minimizzare possibili fonti d’infestazione
· sfruttamento degli antagonisti naturali (predatori, parassitoidi ecc.) che contribuiscono a ridurre le popolazioni dei parassiti, e loro eventuale integrazione con lanci mirati;
· scelta di insetticidi privilegiando l’impiego di prodotti con elevato potere abbattente sulle popolazioni di afidi ed elevata selettività nei confronti degli utili, siano essi pronubi, predatori o parassiti naturali.
Queste strategie sono utili per ridurre la presenza degli insetti nelle coltivazioni, ma risultano poco efficaci per contenere la diffusione dei virus che, come visto sopra, gli afidi possono trasmettere con le attività di assaggio (probing): in questo caso si può ricorrere all’impiego di reti che è vanno posizionate prima che inizino le migrazioni delle forme alate, e in maniera da ostacolare l’ingresso degli afidi (lungo i bordi e/o le aperture degli impianti).
Lotta chimica: dato l’elevato numero di generazioni a cui gli afidi possono dare origine, il ricorso ad aficidi prevede numerosi interventi, soprattutto in primavera/estate. Alcuni di essi però presentano ridotta efficacia e/o scarsa persistenza d’azione, per cui è importante alternare formulati a diverso meccanismo d’azione e integrare il mezzo chimico con insetticidi di origine naturale, tra cui azadiractina, piretrine naturali, polisaccaridi naturali, sali potassici di acidi grassi, oli essenziali e altri che possono essere impiegati con successo in programmi di difesa integrata.

Nella tabella sottostante vengono riassunte le sostanze attive ad azione insetticida/aficida contenute nei formulati autorizzati su colture floreali e ornamentali (fonte: Banca dati “Fitogest” aggiornata al 28/02/26).
| SOSTANZA ATTIVA AD AZIONE INSETTICIDA | SINONIMO / FORMULATO PRINCIPALE | GRUPPO / MOA IRAC | AUTORIZZATA SU: | MOBILITA’ | ATTIVITA’SVOLTA |
| Acetamiprid | Epik | Neonicotinoidi / 4A | Floreali, ornamentali | Citotropica, contatto, sistemica, translaminare, ingestione | Adulticida, larvicida, neanicida/ninficida |
| Akanthomyces muscarius-ceppo Ve6 | Verticillium lecanii | Funghi antagonisti | Floreali, ornamentali | Contatto | Neanicida/ninficida |
| Azadiractina A | Azadiractina, olio di neem | Derivati vegetali | Floreali, ornamentali | Contatto, sistemica, translaminare | Larvicida, neanicida/ninficida, repellente |
| Beauveria bassiana – ceppi vari | Naturalis | Funghi entomopatogeni | Floreali, ornamentali | Contatto | Adulticida, larvicida, neanicida/ninficida, ovicida |
| Ciantraniliprole | Cyazypyr | Antranilammidi / 28 | Floreali, ornamentali | Sistemica, translaminare, ingestione | Adulticida, larvicida, ovicida |
| Cipermetrina, deltametrina, esfenvalerate, lambda-cialotrina, tau fluvalinate, altri | Cypermethrine, deltamethrine, …. | Piretroidi / 3A | Floreali, ornamentali | Citotropica, contatto, ingestione | Adulticida, larvicida, repellente |
| Emamectina benzoato | Affirm | Avermectine / 6 | Floreali, ornamentali | Translaminare, ingestione | Larvicida |
| Estratto di piretro | Piretrine | Piretrine / 3A | Floreali, ornamentali | Contatto | Adulticida |
| Etofenprox | Trebon | Piretroidi / 3A | Floreali, ornamentali | Contatto, ingestione | Adulticida |
| Flupyradifurone | Sivanto | Butenolidi / 4D | Floreali, ornamentali | Contatto, sistemica, ingestione | Adulticida, neanicida/ninficida |
| Formetanato | Dicarzol | Carbammati / 1A | Crisantemo, garofano, gerbera, rosa, ornamentali | Contatto, ingestione | Adulticida, larvicida |
| Maltodestrina | Floreali, ornamentali | Contatto | Adulticida | ||
| Metarhizium anisopliae var. anisopliae F52 | Funghi entomopatogeni | Floreali, ornamentali | Contatto | Larvicida | |
| Olio essenziale di arancio dolce | Olio di arancio | Crisantemo, rosa, ornamentali | Contatto | Adulticida, larvicida, neanicida/ninficida | |
| Olio minerale | Olio di paraffina, olio bianco | Idrocarburi | Floreali, ornamentali | Contatto, inalazione | Adulticida |
| Pirimicarb | Pirimor | Carbammati / 1A | Floreali, ornamentali | Contatto, inalazione, sistemica, translaminare | Adulticida |
| Piriproxifen | Admiral, Juvinal | Ossipiridine / 7C | Floreali, ornamentali | Contatto | Larvicida, neanicida/ninficida, ovicida |
| Sali di potassio degli acidi grassi | Saponi molli | Derivati vegetali | Gerbera, poinsettia, ornamentali | Contatto | Adulticida, larvicida, neanicida/ninficida |
| Spinosad | Laser | Spinosine / 5 | Crisantemo, garofano, gerbera, rosa, ornamentali | Contatto, ingestione | Adulticida, Larvicida, Ovicida |
| Sulfoxaflor | Isoclast Active | Neonicotinoidi | Floreali, ornamentali | Contatto, sistemica, translaminare, ingestione | Adulticida |
NB – Il presente lavoro non ha carattere di ufficialità e non si assume nessuna responsabilità per possibili errori od omissioni. Si raccomanda di verificare i dati riportati sull’etichetta di ogni singolo formulato commerciale prima del suo impiego.
Per informazioni:
- Servizio Fitopatologico e Difesa dell’Istituto Regionale per la Floricoltura di Sanremo (IM): martini@regflor.it
- Servizio Tecnico della Cooperativa L’Ortofrutticola di Albenga (SV): asstec@ortofrutticola.eu
- Consorzio Agrario delle province del NORD-OVEST: mario.mattone@capnordovest.it
- Servizio Tecnico della Cooperativa Florcoop Sanremo (IM): florcoop@florcoop.it





