Questa nota informativa è stata realizzata dal Servizio Fitopatologico e Difesa dell’Istituto Regionale per la Floricoltura di Sanremo con la collaborazione dei tecnici della Cooperativa L’Ortofrutticola di Albenga, del Consorzio Agrario delle Province del Nord Ovest e della Cooperativa Florcoop di Sanremo.

Sottile ramo di ginestra a fiore bianco (Retama monosperma) con ovatura di Ricania speculum (immagine Florcoop)
Avvio di novembre: ipotesi irruzione fredda dal Polo Nord (fonte https://www.ilmeteo.it/portale/files/giornale/medium/novembre-201025.jpg)

Nota meteo – Per la prima quindicina di novembre si prevedono condizioni perturbate, con regimi pluviometrici nella media del periodo al centro-nord che potrebbero esprimersi attraverso frequenti, e a volte violenti, eventi piovosi. Le temperature massime dovrebbero mantenersi, soprattutto nelle ore diurne, ancora al di sopra della media del periodo, mentre di notte potrebbero calare significativamente causando condense e brinate. Da metà novembre in poi è difficile prevedere l’evoluzione del tempo: vari siti meteo ipotizzano un significativo abbassamento delle temperature e nevicate sui rilievi. Ci si attende quindi un novembre dinamico, tipicamente autunnale nella prima metà, ma dal volto più invernale nella seconda. Se questa tendenza sarà confermata, nei primi giorni di dicembre potremmo vedere la neve anche a bassa quota e temperature tipiche di gennaio.

Per aggiornamenti più puntuali per la Liguria consultare il bollettino AgroMeteoLiguria del CAAR (Centro di Agrometeorologia Applicata Regionale) all’indirizzo www.agriligurianet.it/it/impresa/assistenza-tecnica-e-centri-serivizio/agrometeo-caar/bollettino-agrometeo-caar.htm, oppure il nostro sito all’indirizzo https://www.flornewsliguria.it/category/agrometeo/.

PROBLEMATICHE DI PARTICOLARE RILIEVO

Le principali coltivazioni a produzione autunnale sono ormai pronte o prossime alla vendita: la raccolta dei fiori di ranuncolo e anemone, e delle fronde verdi è già avviata; a breve inizierà la raccolta dei papaveri e delle fronde fiorite (ginestra e mimosa).

Vaseria: i ciclamini e le succulente sono già pronti; le stelle di Natale sono prossime a concludere il loro ciclo in azienda; alcune produzioni, come quelle di aromi e margherite, sono ancora nelle prime fasi di allevamento e resteranno nelle aziende ancora per qualche mese.

L’avvio caldo dell’autunno ha favorito il persistere di infestazioni di molti parassiti animali (tripidi, afidi, lepidotteri, acari, …) e di infezioni fungine (soprattutto da agenti di mal bianco e di tracheofusariosi): dove la difesa è stata attuata in modo attento, adottando adeguate strategie preventive, le problematiche fitosanitarie sono in genere sotto controllo e, alla luce delle previsioni meteo, l’attenzione non dovrà calare almeno fino a tutto il mese di novembre.

Di seguito si riportano alcune problematiche di particolare rilievo.

FIORI E FRONDE RECISI

Anemone, ranuncolo, papavero – sviluppo vegetativo e fioritura

Malgrado il caldo intenso di agosto in alcuni impianti abbia rallentato l’avvio dei germogliamenti, pare che nel complesso le coltivazioni godano di buona salute.

– Lepidotteri: si osservano ancora erosioni della base di foglie e steli da larve di lepidotteri, soprattutto nottuidi (Spodoptera spp.).

– Afidi: sono ancora presenti negli impianti in serra e in pien’aria. Vanno attentamente monitorati e contrastati per evitare il rischio di trasmissione di malattie virali (ad es. da Potyvirus).

– Tripidi: stanno colpendo soprattutto gli impianti di anemone. I primi fiori costituiscono un comodo rifugio per questi fitofagi che sono pericolosi sia per le lesioni che provocano durante la fase trofica, sia per la loro capacità di trasmettere Tospovirus (soprattutto TSWV).

– Larve di ditteri: in alcuni impianti di ranuncolo in fuorisuolo si osservano marciumi radicali favoriti da infestazioni di larve di ditteri, soprattutto sciaridi: le ferite da essi provocate alle radici possono aprire la porta a vari agenti di marciumi.

Foglie di ranuncolo che manifestano striature e anulature clorotiche da Tospovirus (immagine IRF).

– Acari tarsonemidi: su alcune selezioni di ranuncolo si osservano bollosità e bronzature fogliari, spesso associate ad un inspessimento delle lamine, causati da infestazioni di acari tarsonemidi (Polyphagotarsonemus latus).

– Virosi: in alcuni impianti di ranuncoli, soprattutto in pien’aria, sono già comparse decolorazioni, maculature e necrosi fogliari causate da infezioni di Tospopvirus (soprattutto Tomato Spotted Wilt Virus – TSWV), trasmessi da tripidi, soprattutto Frankliniella occidentalis. Monitorare gli impianti e prestare attenzione sia agli
impianti di anemoni che di ranuncoli. Infezioni precoci, contratte nelle prime fasi di allevamento possono compromettere le produzioni.

Muffa grigia: Botrytis cinerea: non si rilevano infezioni in atto, si consiglia però di adottare adeguate pratiche preventive in vista del periodo umido e mite che potrebbe instaurarsi nelle prossime settimane. Vedere nota.

– Mal bianco: la malattia è presente soprattutto negli impianti in serra. Per contrastarne la diffusione è importante intervenire, in modo mirato e ripetuto, fin dalla comparsa dei primi sintomi che in genere interessano le foglie delle piante più esposte alle correnti d’aria (bordi dell’impianto e in corrispondenza di aperture).

– Marciumi radicali da oomiceti (Pythium spp., Phytophthora spp.): malattie presenti soprattutto negli impianti di ranuncolo in fuorisuolo. È importante adottare adeguati piani di irrigazione per evitare che si instaurino ristagni che favoriscono lo sviluppo e la diffusione di questi miceti. La prevenzione attuata mediante l’impiego di microrganismi antagonisti (Trichoderma spp., Bacillus spp., …) rappresenta ormai una pratica diffusa, cosa che nel tempo ha contribuito a ridurre la diffusione e la gravità di queste malattie.

– Marciumi basali da Sclerotinia spp.: malattia ad oggi poco diffusa, ma che in condizioni di umidità elevata e temperature miti potrebbe costituire un pericolo, soprattutto negli impianti in piena terra.

Anemone: porzioni basali degli steli colpiti da Sclerotinia sp. (Immagine Consorzio Agrario)

Peronospora: si tratta di una malattia frequente e dannosa più su anemone (agente Peronospopraanemones) che su ranuncolo (agente Peronospora ficariae), anche se le prime infezioni di questa stagione sono comparse su quest’ultimo. I sintomi osservati sono: arresto dello sviluppo, ingiallimento edisseccamento delle foglie sulle quali facilmente compare una caratteristica efflorescenza grigio-bronzea. Èuna malattia favorita dai ristagni di umidità.

Ranuncolo: ingiallimenti fogliari e comparsa di muffa grigio-bronzea su foglie e steli (immagine IRF).

– Tracheofusariosi: deperimenti da Fusarium oxysporum f. sp. ranunculi sono presenti in numerosi impianti di ranuncoli: il caldo di fine estate ne ha favorito lo sviluppo, e fintanto che le temperature non raggiungeranno valori autunnali/invernali la malattia continuerà a progredire. Monitorare gli impianti, non eccedere con le irrigazioni e gli apporti di azoto. 

Ranuncolo: marciume degli apici radicali da Pythium sp. (immagine IRF)
Ranuncolo: sintomi di tracheofusariosi su ranuncolo: imbrunimento del tessuto vascolare delle radici rizomatose (immagine IRF)

Marciumi fogliari e degli steli da Pseudomonas spp.: le condizioni ambientali ad oggi non sono state favorevoli allo sviluppo di queste malattie di origine batterica; vi è però il rischio che possano comparire dopo le piogge autunnali. L’applicazione preventiva di formulati a base di forme di rame assorbibili dalla pianta
può contribuire a contrastare l’avvio delle infezioni.

– Giallumi da carenze nutrizionali: in occasione di piogge abbondanti, e conseguente dilavamento dei terreni, potrebbero comparire, soprattutto negli impianti di papaveri, giallumi e clorosi. Si consiglia di adottare adeguati piani di concimazione.

Pianta di Limonium con deformazione e necrosi dello stelo fiorale causato da Tospovirus (Immagine IRF)

Rosa, Limonium e altre da fiore – in allevamento

– Muffa grigia: questa malattia rappresenta un grave pericolo per molte coltivazioni sia in serra, sia in pien’aria, sia in post raccolta (conservazione in frigo e trasporto). Si raccomanda di prevenire in modo adeguato ricorrendo all’impiego di microrganismi antagonisti o di sostanze in grado di attivare le difese delle piante. Vedere nota.

Virosi: su piante di Limonium sp. allevate in vaso si sono sviluppati vistosi sintomi costituiti da deformazioni, ingiallimenti e necrosi dei germogli causati da infezioni da Tospopvirus (TSWV/INSV), virus trasmessi soprattutto dal tripide Frankliniella occidentalis.

Ginestra a fiore bianco e mimosa – prossime alla fioritura

– Lepidotteri: in alcuni impianti il clima mite di settembre ha favorito lo sviluppo della “piralide della ginestra” (Uresiphita limbalis) che ha causato danni significativi alle infiorescenze. Monitorare gli impianti per verificare l’assenza di eventuali infestazioni tardive.

– Ricania speculum: si osservano i danni causati da questa cicalina a molte fronde ornamentali, tra cui ginestra, mimosa ed eucaliptus. Le femmine di questi insetti possiedono un robusto ovopositore col quale conficcano le uova in profondità nei tessuti delle piante, che tendono a disseccare. Nel caso di deposizioni in rametti apicali sottili, come ad es. capita su mimosa, questi possono seccare interamente causando la perdita dell’infiorescenza. Questo fitofago esotico si sta diffondendo in modo preoccupante, sia in ambito vivaistico che, soprattutto, urbano e naturale

– Muffa grigia: le piogge autunnali, soprattutto se violente, potrebbero favorire l’avvio di infezioni botritiche. Si consiglia di adottare strategie preventive per ridurre il rischio di marciumi in prossimità della raccolta o durante lo stoccaggio in post raccolta.

– Clorosi ferrica: la clorosi è un fenomeno frequente in molti impianti di mimose, e potrebbe essere aggravato da piogge abbondanti. Le mimose in questo momento sono in piena vegetazione per cui è importante effettuare interventi nutrizionali tempestivi.

Ruscus – in raccolta

Marciumi basali da patogeni ad habitat tellurico (Cylindrocarpon sp., Fusarium spp., Rhizoctonia violacea): anche quest’anno le sofferenze radicali causate da condizioni agronomiche avverse e da miceti tellurici, prevalentemente parassiti di debolezza, hanno causato morie in molti impianti di ruscus. Per prevenirne lo sviluppo si consiglia di adottare corrette pratiche colturali, favorire lo sviluppo della flora microbica “utile” nel terreno e aumentare le difese naturali delle piante (es. applicazione di corroboranti o altri attivatori).

– Alterazioni fogliari di origine virale: in numerosi impianti di ruscus si sono riscontrati giallumi e necrosi delle fronde associati a infezioni di Tospovirus (TSWV-INSV) trasmessi da tripidi quali Frankliniella occidentalis.

Eucalyptus spp. – in raccolta

– Acari eriofidi: le infestazioni sono presenti in molti impianti e in alcuni anche in modo importante. La lotta tradizionale basata sull’impiego di acaricidi fornisce risultati sempre meno soddisfacenti, sia perché alcune sostanze stanno perdendo efficacia sia perché i formulati disponibili sono sempre meno. È importante intervenire precocemente, subito dopo la fase di “pulitura” a fine raccolta, in modo da riuscire a trattare l’intera pianta.

Marciumi basali: in alcuni impianti si osservano morie di piante adulte associate a marciumi basali che potrebbero essere insorti a seguito di più concause: stress colturali, stress termici/idrici, infezioni da miceti di origine tellurica. In presenza di deperimenti si consiglia di effettuare indagini di laboratorio in modo da accertare l’origine del deperimento e quindi intervenire in modo mirato.orita da condizioni di stress. Macrophomina sp. è un micete che da qualche anno si rileva con frequenza crescente su giovani piante di Eucalyptus (2-3 anni) che manifestano rapidi deperimenti associati a marciumi radicali.

Asparagus spp. – in raccolta

Tripidi e Tospovirus: questi insetti infestano le fronde causando un deprezzamento della produzione e trasmettendo virus (TSWV-INSV) responsabili di necrosi e deperimento della vegetazione.

PIANTE IN VASO

Aromatiche – in allevamento

– Cicaline: sono presenti in molti impianti di aromi, ma per fortuna non in modo grave. In questi ultimi anni le popolazioni di questi insetti fitomizi si sono significativamente ridimensionate.

– Lepidotteri: sono presenti in molti impianti di aromi, e soprattutto su piante del genere Salvia e Thymus, erosioni di foglie e steli da larve di lepidotteri nottuidi. Larve di Pieris brassicae stanno invece danneggiando piante di cappero.

– Afidi: deformazioni fogliari comparse in seguito ad attacchi di afidi sono presenti su piante di Lavandula stoechas e menta. 

– Cocciniglie: insetti presenti su molte specie, tra cui il cappero.

Cappero: infestazioni di cocciniglia cotonosa (Immagine Cooperativa L’Ortofrutticola)
Cappero: infestazioni di larve di Pieris brassicae (Immagine Consorzio Agrario);

– Virosi: su basilico si osservano maculature fogliari e necrosi lungo gli steli associate alla presenza di infezioni di Tomato Spotted Wilt Virus – TSWV.

– Muffa grigia: avviare strategie di difesa preventive; nelle prossime settimane potrebbero instaurarsi condizioni favorevoli alle infezioni botritiche. Vedere nota.

Mal bianco: sta colpendo altre specie, soprattutto se allevate in serra, e in particolare le piante madri di rosmarino e quelle di salvia. 

Maculature fogliari da Alternaria sp.: costituiscono un problema fitosanitario per molte specie, ma soprattutto per le lavande: intervenire preventivamente impiegando fungicidi mirati.

Mal bianco su salvia (immagine Consorzio Agrario)

– Disseccamento dei rami da Phoma sp.: ne vanno particolarmente soggette le piante di rosmarino e di lavanda; eventuali piogge violente autunnali potrebbero favorire l’avvio delle infezioni.

– Marciumi basali da Phytophthora sp.: questa malattia con l’abbassarsi delle temperature sta progressivamente regredendo; si osservano ancora focolai in alcuni impianti di salvia e lavanda. 

Maculatura batterica: in autunno ne vanno particolarmente soggette le piante di rosmarino prostrato: prevenire le infezioni con formulati a base di sali di rame, di microrganismi antagonisti o di attivatori delle difese delle piante.

– Giallumi: le piogge potrebbero impoverire i substrati dei vasi causando la comparsa di giallumi: adottare adeguati piani di concimazione.

Sn e centro: pianta di basilico che manifesta i sintomi della peronospora e foglia sulla cui pagina inferiore si è sviluppata la caratteristica efflorescenza scura di Peronospora belbahrii (Immagini Florcoop).
Ds: foglia di basilico con maculature anulari scure comparse in seguito a infezione virale (TSWV) (Immagine
Cooperativa L’Ortofrutticola)

Margherita –  piante madri, talee in radicazione e piante nella forma ad alberello allevate sotto ombraio

– Mal bianco: si osservano infezioni su piante madri.

– Marciumi basali: su piante di margherita allevate ad alberello, e in modo meno grave su talee in radicazione, si stanno verificando deperimenti associati a marciume della base delle piante causato da infezioni di Phytophthora sp.: i tessuti colpiti assumono una caratteristica colorazione nero/bluastra.

– Giallumi di origine fisiologica: significativi abbassamenti termici, soprattutto se bruschi, nonché condizioni di asfissia radicale e/o di squilibri nutrizionali, possono favorire la comparsa di giallumi su margherite allevate in pien’aria. Si consiglia di prevenire il fenomeno in quanto su margherita non sempre è transitorio. 

Pianta di ciclamino con deformazioni di foglie e fiori causate da acari tarsonemidi (Immagine Cooperativa L’Ortofrutticola)

Ciclamino: produzioni pronte

– Tripidi: gravi infestazioni sono presenti in molti impianti e sono difficili da debellare in quanto i tripidi trovano rifugio nei fiori.

– Larve lepidotteri: sono soprattutto le larve di lepidotteri nottuidi che stanno ancora erodendo la base delle foglie e la zona centrale delle piante favorendo l’avvio di infezioni fungine e batteriche.

– Acari tarsonemidi: in numerosi impianti si osservano bollosità fogliari e deformazioni dei boccioli causati da acari del genere Polyphagotarsonemus latus.

– Muffa grigia: avviare strategie di difesa preventive; nelle prossime settimane potrebbero instaurarsi condizioni favorevoli alle infezioni botritiche, pericolose soprattutto sui fiori. Vedere nota.

Poinsettia: in allevamento

– Aleurodidi: Bemisia tabaci continua a costituire il principale problema di questa coltura. Le infestazioni, se non adeguatamente prevenute, possono assumere un’intensità tale da causare ingenti danni, derivanti anche dalla difficoltà di asportare dalla vegetazione le fumaggini che si sviluppano sulle deiezioni di questi insetti.

– Muffa grigia: avviare strategie di difesa preventive; nelle prossime settimane potrebbero instaurarsi condizioni favorevoli alle infezioni botritiche, pericolose soprattutto su steli e bratee. Vedere nota.

Piante grasse e succulente: in allevamento

Hercinothrips dimidiatus, tripide dell’Aloe – Verso fine agosto sono ricomparse le infestazioni di questo tripide esotico che l’anno scorso ha causato la morte di centinaia di piante di A. arborescens. La sua presenza in Liguria costituisce un grave rischio sia per i vivai commerciali di piante grasse/succulente sia per le aree pubbliche e private in cui queste piante sono molto diffuse a scopo ornamentale. Per approfondimenti: https://www.flornewsliguria.it/avvertenze-colturali-e-fitosanitarie-novembre-e-dicembre-2024/13060/ 

Cocciniglie: questi fitofagi costituiscono un problema di difficile gestione per molte specie appartenenti a questo gruppo di piante. Si consiglia di programmare interventi fitosanitari mirati da avviare precocemente fin l’inizio della primavera, in modo da colpire le neanidi che nascono dalle forme svernanti, in quanto sono quelle meno protette e quindi più facilmente suscettibili ai trattamenti insetticidi. Si raccomanda di eliminare/isolare gli esemplari/lotti colpiti in modo da limitare la diffusione del parassita.

Marciumi dei tessuti e tracheofusariosi: numerosi sono i miceti agenti di marciumi che possono colpire la parte vegetativa o quella basale di questa tipologia di piante, tra questi si ricordano soprattutto Fusarium spp., specie varie agenti di tracheofusariosi o di marciumi basali, e agenti di maculature (Botrytis sp., Alternaria spp., Drechslera sp. …): prevenire le infezioni applicando formulati biologici o a base di sostanze attivatrici delle difese delle piante valutandone prima la selettività.

Varie da vaso: in allevamento

Ruggine si Bellis sp. (Immagine Consorzio Agrario).

Bellis: Infezioni di ruggine da Puccinia sp. stanno comparendo in alcuni impianti particolarmente umidi.

Elicriso: si osservano erosioni da larve del lepidottero Tebenna micalis.

Osteospermum: si osservano marciumi del colletto da Rhizoctonia sp. 

Dipladenia: diffuse infestazioni da Bemisia tabaci e Tetranychus urticae.

Lantana: sono facilmente soggette a infestazioni di Bemisia tabaci e cocciniglie. 

Fucsia e geranio: sono soggette a infezioni botritiche localizzate sugli steli, che potrebbero quindi compromettere le produzioni: avviare strategie di difesa preventive in quanto nelle prossime settimane potrebbero instaurarsi condizioni favorevoli alle infezioni. Vedere nota

Lithodora sp.: si osservano deperimenti e marciumi basali causati da infezioni di Phytophthora sp.

Piante di Lithodora con marciumi basali da Phytophthora sp. (Immagine IRF)

URBANO E SPONTANEO

Paysandisia archon – farfalla delle palme. È un lepidottero della famiglia Castiniidae che sta causando gravi morie di palme lungo tutta la costa ligure. https://www.flornewsliguria.it/avvertenze-colturali-e-fitosanitarie-gennaio-e-febbraio-2025/13473/ 

Nell’areale di origine P. archon vive a spese di palme spontanee, mentre nelle zone di diffusione europee attacca molte specie, soprattutto ornamentali, afferenti a vari generi, tra cui Trachycarpus, Chamaerops, Washingtonia e Phoenix. Quando è stata introdotta in Europa, nei primi anni del 2000, è stato ritenuto poco pericoloso in quanto nei paesi d’origine convive con le palme senza arrecare danni significativi. In Europa invece si è dimostrata letale e sono ormai migliaia le palme portate a morte: si stima siano oltre 7.000 nella sola Costa Azzurra. 

I danni sulle piante non sono sempre facilmente riconducibili alla presenza di questo insetto: l’infestazione avviene ad opera delle larve a livello della corona fogliare della palma e può essere rilevata dalla presenza di lesioni semicircolari sulle foglie, emissione di rosura e ingiallimento/disseccamento fogliare, con conseguente sofferenza e spesso deperimento della pianta. Piante giovani o fortemente infestate possono andare incontro a rapida morte. Solo con misure di controllo e prevenzione è possibile limitare la diffusione di questo parassita che costituisce una seria minaccia per le aree verdi. La lotta contro Paysandisia archon richiede un approccio combinato che include il monitoraggio costante, la rimozione meccanica delle piante infette e l’uso di formulati biologici o chimici.

Piante di Washingtonia filifera e Chamaerops humilis con caratteristiche forature delle foglie causate dalle larve di Paysandisia archon (Immagini IRF Sanremo)

Tappeti erbosi: in alcune aree inerbite del ponente ligure, soprattutto in giardini privati, stanno comparendo avvizzimenti e ingiallimenti diffusi, con chiazze irregolari medio-grandi, e sollevamento del cotico erboso. Osservando campioni di zolle si è rilevata la presenza di numerose larve di coleotteri appartenenti alla
specie Amphimallon sostitialis, una tra le tante specie che possono causare danni simili. I dannicausati ai tappeti erbosi dalle larve di coleotteri radicicoli è duplice: deterioramento diretto dell’erba che portaalla morte di ampie aree di tappeto erboso e sollevamento del cotico erboso causato da uccelli e altri animaliche, per
cibarsi delle larve, scavano il terreno.

Tappeto erboso con disseccamenti e sollevamenti causati da larve radicicole di coleotteri Amphimallon sostitialis e sollevamento delle zolle causato anche dall’azione di uccelli predatori. (Immagine Cooperativa L’Ortofrutticola)

NOTA – MUFFA GRIGIA

Si consiglia di consultare la nota pubblicata nel bollettino Flornews di dicembre 2024 all’indirizzo https://www.flornewsliguria.it/avvertenze-colturali-e-fitosanitarie-novembre-e-dicembre-2024/13060/

Si tratta di una malattia che può colpire molte specie di interesse ornamentale e orticolo, difficile da contrastare una volta che le si sono avviate le infezioni e che può provocare gravi perdite di produzione. La lotta deve essere attuata in via preventiva. 

In vista dell’autunno si consiglia di adottare tutte le strategie di difesa disponibili:

  • interventi agronomici (primari ed essenziali) tra cui:

– favorire la circolazione dell’aria, soprattutto negli impianti in serra e sotto copertura;

– adottare razionali piani di concimazione ed evitare eccessi azotati: le piante lussureggianti sono più soggette alle infezioni;

– evitare le irrigazioni a pioggia, soprattutto nelle ore pomeridiane/serali;

– adottare efficaci piani di lotta a parassiti che potrebbero causare ferite alle piante (tripidi, larve di lepidotteri/ditteri, …)

– curare l’igiene delle coltivazioni e disinfettare eventuali ferite ed attrezzi da taglio;

– eliminare i tessuti/piante colpiti.

  • Applicazione di formulati ad azione preventiva (utili anche contro altre malattie fogliari) a base di:

– microrganismi antagonisti (quali ad es. Bacillus subtilis, B. amyloliquefaciens, Aureobasidium pullulans, Pythium oligandrum, …)

– calcio e potassio (preferibilmente per via fogliare), 

– oli essenziali (ad es. olio di arancio dolce); 

– miscele igienizzanti tollerate dalle piante (a base di perossidi, acido peracetico, zinco, …);

– formulati in grado di attivare le difese naturali delle piante (ad es. fosfiti di potassio, estratti di alga laminaria ed altri);

– polveri di roccia;

– rame (soprattutto nelle forme assimilabili dalle piante e preferibilmente a ridosso di eventi piovosi).

In momenti critici, quando le condizioni sono favorevoli alle infezioni (per individuarli è possibile ricorrere a modelli previsionali), o alla comparsa delle prime infezioni, potrebbe essere necessario applicare antibotritici di sintesi. Nei piani di difesa che comprendono il mezzo chimico è importate adottare adeguate strategia anti resistenza alternando formulati a diverso meccanismo d’azione.

Tra i formulati antibotritici i più utilizzati su colture da fiore e/o erbe fresche sono quelli a base di:

  • boscalid+ pyraclostrobin (autorizzato su floreali, ornamentali, erbe aromatiche)
  • ciprodinil + fludioxonil (autorizzato su floreali, erbe fresche) 
  • fenexamid (autorizzato su erbe fresche e fiori commestibili)
  • folpet (autorizzato su floreali, ornamentali)
  • isofetamide (autorizzato su erbe fresche e fiori commestibili)
  • pirimetanil (autorizzato su ciclamino)
  • rame e suoi composti (autorizzato su floreali, ornamentali, erbe fresche)

Si ricorda che prima di impiegare qualsiasi prodotto fitosanitario bisogna controllare l‘etichetta in modo da verificarne le autorizzazioni e l’ambito di applicazione (pieno campo e/o serra); nel caso delle erbe fresche è necessario ricordarsi che alcune sostanze attive, come ad es. il rame, quando vengono utilizzate a basse temperature prima di raggiungere i limiti residuali previsti dalla legge potrebbero richiedere un tempo di carenza più lungo rispetto a quello indicato in etichetta.

STIMA DEL RISCHIO DELLA COMPARSA DI AVVERSITA’ NEL BREVE PERIODO

Valutazione effettuata sulla base dei dati raccolti sul territorio negli ultimi 15 anni, sull’andamento meteo e sull’esperienza dei tecnici che collaborano alla rubrica e che conducono costante attività di monitoraggio.

AVVERSITA’RISCHIO LIEVERISCHIO MODERATORISCHIO ALTO
Parassiti animali– Nematodi – Psille– Afidi- Aleurodidi 
– Cicaline
– Cocciniglie
– Tripidi
– Acari tetranichidi, eriofidi e tarsonemidi
– Lepidotteri (serra)
– Aleurodidi (serra)
– Tripidi (serra)
Malattie fungine– Marciumi basali da Cylindrocarpon, Rhizoctonia, ed altri- Tracheomicosi– Peronospora 
– Mal bianco
– Maculature fogliari
– Ruggine
– Marciumi basali da Sclerotinia e Fusarium
– Muffa grigia
– Alternariosi
– Danni ai rami da Phoma spp.
– Marciumi basali da oomiceti
– Marciumi basali da Sclerotinia (in serra)
Virosi– Da TSWV, INSV, CMV, Potyvirus ed altri
Batteriosi– Varie-Batteriosi fogliari da Pseudomonas spp. e Xanthomonas spp. 
Altro– Fisiopatie da stress ambientali/nutrizionali

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