Questa nota informativa è stata realizzata dalServizio Fitopatologico e Difesa dell’Istituto Regionale per la Floricoltura, con la collaborazione dei servizi tecnici della Cooperativa L’Ortofrutticola di Albenga, del Consorzio Agrario delle Province del Nord Ovest e della Cooperativa Florcoop Sanremo.

Lavanda: marciume degli apici dei rametti da Phytophthora sp., infezioni probabilmente favorite da stress termici (Immagine Cooperativa L’Ortofrutticola)

Nota meteo – Il passaggio tra estate e autunno rappresenta da sempre un momento cruciale, divenuto negli ultimi anni sempre più critico. In Europa, le proiezioni per l’autunno 2026 delineano un quadro termico complessivamente più caldo della norma, con anomalie positive diffuse dall’area occidentale a quella centrale e sud-orientale; anche le precipitazioni sono previste sopra la media. Questo scenario è legato alla prevalenza di correnti da ovest/sud-ovest che trasportano aria atlantica mite e umida, favorendo un susseguirsi di fasi piovose e perturbate. 

Le analisi statistiche descrivono una situazione di forte vulnerabilità meteorologica: i modelli matematici evidenziano infatti un’atmosfera incline a frequenti e ripetuti impulsi di instabilità. Il nucleo del problema risiede nel surplus di energia potenziale e umidità intrappolate nei bassi strati della troposfera; questo fattore, combinato con la presenza di un mare caldo, rischia di alimentare sistemi temporaleschi auto-rigeneranti (noti anche come v-shaped) al minimo transito di fronti instabili atlantici o polari.

Alla luce di questo contesto, anche la Liguria, nel trimestre settembre-novembre, potrà essere interessata da un’anomalia termica positiva – stimata intorno ai +2°C – e da episodi piovosi frequenti e di significativa intensità.

Immagini – Anomalie termiche e pluviometriche previste per il periodo settembre-novembre su diverse aree dell’Europa e del Mediterraneo (fonte: ECMWF- European Centre for Medium-Range Weather Forecasts). In alto anomalie termiche: sull’Italia è prevista un’anomalia termica diffusa positiva fino a +2/+3°C su gran parte delle regioni. In basso: anomalie pluviometriche: in Italia a settembre il centro-sud potrà registrare un surplus di piogge di circa il 50%, mentre nei mesi successivi questo è previsto accada al nord.

Per aggiornamenti più puntuali per la Liguria consultare il bollettino AgroMeteoLiguria del CAAR (Centro di Agrometeorologia Applicata Regionale) all’indirizzo www.agriligurianet.it/it/impresa/assistenza-tecnica-e-centri-serivizio/agrometeo-caar/bollettino-agrometeo-caar.htm, oppure il nostro sito all’indirizzo https://www.flornewsliguria.it/category/agrometeo/.

PROBLEMATICHE DI PARTICOLARE RILIEVO

Le principali produzioni autunnali da fiore reciso e da vaso sono ormai avviate: ciclamini e crisantemi sono ormai quasi pronti, mentre ranuncoli, anemoni, papaveri, poinsettie, margherite e aromi che sono ancora nella delicata fase di sviluppo.

Relativamente alle coltivazioni di piante da fronda verde (es. ruscus, eucaliptus, pittosporino, viburno, …), il periodo della raccolta si sta avvicinando; mentre per quelle da fronda fiorita (ginestra e mimosa) si è nella fase di differenziazione delle infiorescenze.

Parassiti animali: fitofagi defogliatori (soprattutto larve di lepidotteri nottuidi e tortricidi, e coleotteri quali oziorrinchi) e fitomizi (tripidi, cicaline, aleurodidi, nonché acari tetranichidi, tarsonemidi ed eriofidi) costituiscono ancora un serio pericolo per le coltivazioni. Dove la difesa è stata attuata adottando adeguate strategie preventive i risultati paiono buoni, ma in ogni caso, alla luce delle previsioni di un autunno caldo e instabile, bisognerà mantenere alta la guardia almeno fino a novembre e adottare criteri di difesa mirati alla fase di sviluppo dei vari parassiti.

Malattie fungine, batteriche, virali: i marciumi basali di origine fungina, e soprattutto da oomiceti, costituiscono la principale preoccupazione per le produzioni in atto. Non sono però da trascurare malattie fogliari quali mal bianco, maculature di varia origine, muffa grigia e, più localmente peronospora, il cui avvio può essere favorito dal clima caldo umido di fine estate. I sintomi di alcune virosi, in particolare da Tospovirus, stanno iniziando a comparire in impianti ad es. di margherite, ciclamini, statici.

Di seguito si riportano alcune problematiche di particolare rilievo.

FIORI E FRONDE RECISI

Ranuncolo, Anemone, Papavero – fase di germogliamento e sviluppo

La maggior parte dei trapianti di anemone e papavero è stata effettuata nel mese di agosto, periodo in cui si è avviata anche la piantagione del ranuncolo, che proseguirà in autunno con l’interramento dei “bulbilli”. 

Malgrado in alcuni impianti il caldo intenso di agosto abbia rallentato l’avvio del germogliamento, nel complesso le coltivazioni godono di buona salute.

In questo periodo i pericoli principali sono costituiti da patogeni tellurici responsabili di marciumi basali e alcuni agenti di malattie fogliari:

  • fase di post-trapianto: è necessario prestare massima attenzione a deperimenti e marciumi radicali causati da funghi quali Sclerotinia spp., Rhizoctonia sp. e Phytophthora spp., oppure da attacchi di larve di ditteri (es. sciaridi);
  • autunno e, soprattutto in serra, inverno: potrebbero manifestarsi ingiallimenti e deperimenti dovuti ad agenti di tracheomicosi, come Fusarium oxysporum f. sp. ranunculi per il ranuncolo e Verticillium dahliae per il papavero;
  • malattie fogliari: il mal bianco, se non adeguatamente contenuto e soprattutto in serra, può costituire un problema per tutto il ciclo colturale; clima mite ed elevata umidità ambientale, specialmente in ambiente protetto e su tessuti particolarmente teneri e acquosi, possono favorire la comparsa di muffa grigia (botrite) e peronospora.

Sul fronte dei fitofagi, quelli da tenere sotto controllo sono:

  • larve di lepidotteri nottuidi e di ditteri: dannose per le erosioni che causano rispettivamente a germogli e radici;
  • afidi e tripidi: temibili soprattutto come vettori di virus (es. Tomato Spotted Wilt Virus -TSWV, trasmesso dai tripidi e Cucumber Mosaic Virus (CMV) e i Potyvirus trasmessi dagli afidi) che, se contratti precocemente, possono compromettere gravemente le produzioni.

Consigli agronomici e colturali per la gestione degli impianti:

  • Ottimizzare la gestione colturale: monitorare costantemente la dotazione nutrizionale, la salinità, il drenaggio e la ventilazione. Per le coltivazioni in piena terra, si raccomanda di effettuare un’analisi del terreno almeno ogni tre anni prima della piantagione.
  • Consultare i tecnici per le novità: in caso di utilizzo di nuove selezioni di cui non si conoscono le esigenze e il comportamento, è bene richiedere il supporto agronomico, colturale e fitoiatrico direttamente ai tecnici delle ditte produttrici.
  • Impiegare soluzioni biologiche e corroboranti: applicare fin dalle prime fasi di coltivazione formulati a base di microrganismi utili (come Trichoderma spp., Bacillus spp., Pythium oligandrum o complessi microbici) e/o di sostanze ad azione corroborante.
  • Gestire l’irrigazione con cura: irrigare in modo oculato per evitare ristagni idrici nel substrato. L’eccesso d’acqua, oltre a causare asfissia radicale, durante il giorno rischia di surriscaldarsi al sole ustionando le radici più giovani.
  • Monitorare i parassiti: installare trappole specifiche per rilevare tempestivamente la presenza di fitofagi. Utilizzare trappole cromotropiche gialle (per afidi, tripidi, aleurodidi e ditteri), blu (specifiche per tripidi) o trappole a feromoni (per i lepidotteri).

Per maggiori informazioni sulle problematiche fitosanitarie del ranuncolo è disponibile il Quaderno Tecnico “Avversità del ranuncolo – Guida al riconoscimento e alla lotta” pubblicato sul sito dell’Istituto Regionale per la Floricoltura consultabile all’indirizzo https://www.regflor.it/comunicazione/pubblicazioni-e-documenti/quaderni-tecnici/.

Per maggiori informazioni consultare l’articolo “Programmazione degli impianti di ranuncolo e anemone in un’ottica di difesa integrata”pubblicato sulle Avvertenze di giugno 2022 consultabile all’indirizzo https://www.flornewsliguria.it/avvertenze-colturali-e-fitosanitarie-giugno-luglio-2022/4462/

Crisantemo: sviluppo delle infiorescenze

– Afidi, tripidi, larve di lepidotteri e ragnetto rosso: costituiscono un grave pericolo per queste piante. Fitomizi e defogliatori richiedono l’adozione di strategie preventive tempestive: gli insetticidi e gli acaricidi disponibili sono infatti sempre più limitati e, in caso di forti infestazioni, rischiano di risultare poco efficaci.

Asclepias o Gonphocarpus – in allevamento

– Tripidi: le punture di suzione di questi insetti possono danneggiare gravemente la vegetazione e veicolare Tospovirus: mettere a punto piani di difesa in modo da limitarne l’ingesso negli impianti.

– Virus: questa specie è particolarmente soggetta a Tospovirus (soprattutto TSWV-Tomato Spotted Wilt Virus TSWV) trasmessi da tripidi, e a CMV-Cucumber Mosaic Virus e ArMV-Arabis Mosaic Virus trasmessi da afidi. I sintomi in genere sono costituiti da mosaici, clorosi, necrosi, riduzioni dello sviluppo.

Margherite da reciso a fiore bianco – fase di allevamento delle piante madri

– Afidi: nell’estate in alcuni impianti si sono verificate infestazioni di afidi (sia fogliari che radicali) che in alcuni casi sono ancora presenti in quanto difficili da debellare. 

Ortensia – fase di fioritura e raccolta

– Fisiopatia: nell’estate si sono osservati con una certa frequenza casi di aborto e deformazioni fiorali dovute a stress da alte temperature

aborto e deformazioni fiorali da stress da caldo (Immagine Cooperativa Florcoop)

Ruscus – sviluppo e raccolta delle fronde

– Lepidotteri tortricidi: le larve di Epichoristodes acerbella e Cacoecimorpha pronubana stanno provocando erosioni sui cladodi. Si consiglia di posizionare trappole a feromoni per catturare gli adulti e individuare il momento del volo e poter programmare gli interventi contro le larve, ad es. attraverso l’applicazione di formulati a base di Bacillus thuringiensis.

– Cocciniglie: in generale sono insetti sempre più difficili da contrastare. La loro presenza si rileva osservando la base degli steli e i cladodi dei rami più interni dei cespugli. La lotta, per essere efficace, deve iniziare al primo apparire dei focolai (magari anche solo asportando le fronde colpite o intervenendo con trattamenti localizzati) e gli interventi vanno eseguiti preferibilmente contro le forme giovanili, cioè all’inizio di ogni generazione. È anche importante: favorire l’arieggiamento sfoltendo le chiome troppo dense ed evitare gli eccessi di azoto che rendono più tenera e vulnerabile la vegetazione. Prima di ricorrere all’applicazione di insetticidi è consigliabile verificarne la selettività.

– Cicaline: sui cladodi si osservano già con una certa frequenza i segni dei loro attacchi: intervenire regolarmente per evitare il deprezzamento della fronda. 

– Oziorrinco: in numerosi impianti, soprattutto dell’entroterra, si rileva la presenza di erosioni fogliari e radicali da Otiorhynchus sulcatus: le prime causate dagli adulti e le seconde dalle larve

– Ragnetto rosso: causa arrossamenti e argentature della vegetazione. Questi sintomi sono già presenti soprattutto in impianti assolati ed asciutti. È importante intervenire rapidamente prima che la fronda venga compromessa. 

–  Marciumi basali da miceti ad habitat tellurico (Fusarium sp., Cylindrocarpon spp., Rhizoctonia violacea): colpiscono prevalentemente piante già indebolite (es. condizioni colturali non idonee, stress ambientali, altri agenti di malattia), e i danni più gravi si osservano a partire da fine estate all’autunno inoltrato. È importante prevenire le infezioni adottando corrette pratiche colturali e impiegando regolarmente formulati a base di microrganismi antagonisti e/o di sostanze attivatrici delle difese naturali.

Eucalyptus spp – fronde prossime alla raccolta

– Nuovi impianti: l’eucalipto è particolarmente sensibile ai ristagni idrici, specialmente nelle prime fasi di sviluppo.

– Psilla: Glycaspis brimblecombei sta infestando molti impianti, soprattutto di E. cinerea, e i germogli colpiti stentano a svilupparsi. Questi parassiti una volta insediati sono difficili da debellare attraverso l’impiego del mezzo chimico: la prevenzione e la lotta integrata costituiscono i principali strumenti di difesa. 

– Acari eriofidi: Phyllocoptes cacolyptae è già presente in molti impianti e il clima caldo umido ne sta favorendo lo sviluppo. Per prevenire danni alle fronde – il cui sviluppo può risultare stentato, irregolare o con apici deformati e disseccati – si consiglia di intervenire tempestivamente con acaricidi ad azione adulticida e ovicida (utilizzando formulati singoli o in miscela), verificandone preventivamente la selettività sulla cultura.

– Disseccamento delle foglie e dei germogli da Quambalaria eucalypti: il momento è favorevole alla manifestazione dei sintomi della malattia e all’avvio delle infezioni. La malattia è presente in alcuni impianti del savonese. Vedere nota dedicata. 

– Marciumi basali: si sono osservati deperimenti delle piante soprattutto da Phytophthora sp. patogeno fungino ad habitat tellurico la cui azione patogena spesso è favorita da condizioni di stress. Vedere Pittosporum.

Pittosporum tenuifolium “Silver Queen”

– Afidi e cocciniglie: insetti fitomizi diffusi in molti impianti.

– Marciumi basali: come ogni anno, anche in questa fine estate si registrano morie di piante, soprattutto in impianti giovani (1,5/3 anni), in seguito a infezioni di Phytophthora spp. Per prevenirle è fondamentale una corretta gestione delle bagnature; sono anche utili le applicazioni al terreno di formulati a base di microrganismi antagonisti o di attivatori delle difese naturali delle piante. In presenza della malattia eliminare le piante colpite e intervenire in modo mirato.

– Deperimento di origine fisiologica: questo fenomeno si sta aggravando nel tempo anche a causa delle elevate temperature: le piante di “pittosporino”, essendo originarie delle aree a clima temperato della Nuova Zelanda, non sono abituate a questo calore. La problematica interessa prevalentemente gli esemplari adulti, che subiscono un rapido deperimento e disseccamento, spesso a partire da un solo lato della chioma.

Asparagus spp. – In produzione

– Tripidi: è importante cercare di mettere a punto strategie che limitino l’ingresso negli impianti. Le loro punture di suzione possono danneggiare gravemente la vegetazione e trasmettere Tospovirus.

– Oziorrinco: è uno dei parassiti più temuti sia nelle piante ornamentali (ruscus, vari asparagus tra cui la medeola, ederine, azalee, ortensie, ciclamini, ..). Il danno si manifesta in due modi: gli adulti rosicchiano le foglie creando le caratteristiche erosioni geometriche a semicerchio (o a mezzaluna) lungo i margini, mentre le larve vivono nel terreno e distruggono l’apparato radicale, portando la pianta al rapido deperimento. 

A sinistra: Fronda di Asparagus densiflorus ‘Meyerii’ gravemente danneggiato dai tripidi (Immagine Cooperativa Florcoop)
A destra: Esemplari di Otiorhynchus sp. su fronda di Asparagus medeoloides, noto come medeola (Immagine Cooperativa Florcoop),

Ginestra a fiore bianco – sviluppo dell’infiorescenza 

– Lepidotteri: monitorare la vegetazione per verificare l’eventuale comparsa di erosioni della vegetazione da larve di lepidotteri (Uresiphita limbalis); si consiglia di intervenire preventivamente con formulati a base di Bacillus thuringiensis, o eventualmente con piretroidi.

– Mal bianco: malattia tipica del periodo autunnale ad oggi presente solo in modo sporadico: monitorare gli impianti.

danni fogliari da Tomato Spotted Wilt Virus su girasole. Foto IRF

Girasole – fine produzione 

– Virosi: sulle piante nate dalle ultime semine si registrano danni fogliari da Tospovirus (soprattutto Tomato Spotted Wilt Virus). Il virus viene trasmesso dai tripidi, che continuano a infestare molte coltivazioni.

– Maculature fogliari di origine fungina: si osservano infezioni fungine (in particolare da Alternaria spp.): le infezioni sono soprattutto negli impianti con scarso ricircolo d’aria e ventilazione insufficiente.

Mimosa – sviluppo dell’infiorescenza 

– Cocciniglie e psille: sono i fitofagi più dannosi su queste piante, soprattutto su quelle a fioritura precoce.

Limonium sinuatum 

– Tripidi e virosi da Tomato Spotted Wilt Virus (TSWV): la virosi si manifesta con la comparsa di necrosi delle infiorescenze e degli steli, spesso associate a giallumi fogliari: eliminare le piante colpite ed attuare la lotta al tripide vettore.

– Marciumi basali: in alcuni impianti stanno già comparendo deperimenti associati a marciume basale causato da patogeni fungini di origine tellurica, tra cui soprattutto Phytophthora sp.

PIANTE IN VASO

Aromatiche – talee in radicazione e piante in fase di allevamento

– Cicaline: anche quest’anno le infestazioni siano partite tardivamente e in modo poco intenso, forse grazie alle temperature elevate. I danni maggiori si stanno registrando soprattutto su basilico e rosmarino.

– Lepidotteri: su piante di basilico, rosmarino, salvia (Salvia spp.) e salvione (Phlomis fruticosa) si osservano erosioni fogliari da larve di lepidotteri, soprattutto Spodoptera spp. In un impianto di origano si è osservata la presenza di larve di Duponchelia sp.: questo lepidottero rappresenta una minaccia silenziosa ma devastante per le coltivazioni di origano e di altre piante aromatiche: le larve tendono a nascondersi alla base della pianta, erodendo i colletti e i tessuti interni, e l’infestazione si rileva quando ormai il danno è in fase avanzata.

– Afidi: insetti diffusi in molti impianti di aromi, soprattutto rosmarino e timo. Le piante colpite trascurate si coprono di melata e quindi di fumaggini.

– Aleurodidi: sono presenti infestazioni di Bemisia tabaci su piante di cappero allevate in serra.

– Cocciniglie: insetti diffusi su molte specie, e in particolare sulle salvie colorate.

– Ragnetto rosso: ne vanno facilmente soggette le piante di timo, menta e salvione.

– Nematodi galligeni: si osservano gravi attacchi su basilico da taglio allevato in pieno campo.

– Mal bianco: colpisce facilmente la nuova vegetazione prodotta dalle piante di rosmarino dopo la spuntatura. Altre specie facilmente soggette a questa malattia sono salvie e mente.

– Peronospora: periodi caldo umidi potrebbero favorire l’avvio delle infezioni peronosporiche sulle specie soggette a questa malattia. Su basilico da taglio si stanno verificando infezioni molto gravi, con conseguente significativa perdita di produzione: visto l’andamento climatico decisamente favorevole a questa malattia, si consiglia di effettuare trattamenti preventivi anche sulle selezioni meno suscettibili alla malattia.

– Muffa grigia: gravi marciumi fogliari e degli steli da Botrytis cinerea sono presenti in alcuni impianti di basilico da taglio. Infezioni più sporadiche si osservano anche sulle talee in radicazione di rosmarino, salvia e lavanda.

– Maculature fogliari da Alternaria sp.: prestare attenzione all’eventuale comparsa di questa malattia, che durante l’autunno tende a colpire soprattutto rosmarino prostrato e lavande. 

– Ruggine bianca: infezioni da Albugo sp. potrebbero comparire nell’autunno su cappero.

– Disseccamento dei rami da Phoma multirostrata: malattia che si manifesta con un caratteristico e progressivo disseccamento dei rami. Non è ancora comparsa negli impianti ma, visto che si prevede un autunno caldo umido e con eventi temporaleschi, si raccomanda di effettuare trattamenti preventivi (ad es. con formulati a base di microrganismi antagonisti, rame o attivatori delle difese naturali delle piante), soprattutto dopo eventi piovosi di una certa intensità. Le specie più soggette a questa malattia sono rosmarino e lavanda: a volte su lavanda i primi sintomi da infezioni da Phoma sp. possono essere confusi con quelli causati da Phytophthora sp., ma nel primo caso le radici restano sane e la pianta dopo qualche tempo tende a produrre nuovi germogli.

– Marciumi da Phytophthora sp.: malattia molto dannosa che sta già causando morie negli impianti di rosmarino, sia da vaso che da taglio, e di lavanda in vaso. Su lavanda si osservano anche singolari casi di infezioni sui rami, a cui segue il marciume dei tessuti: probabilmente la densità degli impianti e la scarsa aerazione favoriscono il permanere di un microclima umido e caldo a livello dei vasi che agevola le infezioni del fungo anche sui germogli. 

– Marciumi radicali da Rhizoctonia sp. e tracheofusariosi da Fusarium oxysporum f. sp. basilici: malattie presenti soprattutto negli impianti di basilico.

– Batteriosi fogliari: verso l’autunno e dopo eventi piovosi, su rosmarino e lavanda potrebbero comparire maculature e alterazioni fogliari di origine batterica, prevalentemente da Xanthomonas spp.: intervenire preventivamente con formulati a base di attivatori delle difese naturali delle piante o rame, utili anche per contrastare il disseccamento dei rami e altre avversità di origine fungina. 

– Stress termico: il brusco calo delle temperature registrato a fine agosto nel Ponente ligure, causato da un’improvvisa e violenta grandinata, ha provocato il disseccamento degli apici vegetativi, in particolare sulle piante di lavanda. In diversi casi, alle lesioni da freddo sono subentrate rapide infezioni fungine secondarie.

A sinistra: Contenitore di piante di origano infestato da larve di Duponchelia sp. (Immagine Consorzio Agrario) 
Al centro: Pianta di rosmarino “da taglio” in avanzato stato di deperimento a causa di marciume basale da Phytophthora sp. (Immagine Cooperativa L’Ortofrutticola)
A destra: Lavanda: conseguenza di shock termico a seguito di grandinata. (Immagine Consorzio Agrario)

Per maggiori informazioni sulle problematiche fitosanitarie delle piante aromatiche è disponibile il Quaderno Tecnico “Avversità delle piante aromatiche coltivate in Liguria – Guida al riconoscimento” pubblicato sul sito dell’Istituto Regionale per la Floricoltura e consultabile all’indirizzo https://www.regflor.it/comunicazione/pubblicazioni-e-documenti/quaderni-tecnici/

Margherita – piante madri in allevamento

Prima di prelevare le talee, sarebbe bene effettuare indagini di laboratorio sulle piante madri mirate ad accertare l’assenza di infezioni da agenti patogeni trasmissibili per via vegetativa; in ogni caso si raccomanda di evitare di prelevare materiale di propagazione da piante che manifestano sintomi quali giallumi, maculature clorotiche e/o necrotiche, deformazioni o disseccamenti dei rami, che potrebbero essere causati da agenti di virosi o di tracheomicosi.

– Tripidi e afidi fogliari: si raccomanda di impostare corretti piani di lotta onde evitare anche il diffondersi di malattie virali. In questo momento sono soprattutto i tripidi a infestare gli impianti, a volte anche in modo preoccupante, e la loro abitudine a rifugiarsi nei fiori li rende poco raggiungibili dagli insetticidi. Si consiglia di eliminare i fiori dalle piante madri e di trattare periodicamente in modo mirato. 

– Afidi radicali: ingiallimenti, rallentamento della crescita, deprimento generalizzato sono sintomi che potrebbero far sospettare la presenza di infestazioni di afidi radicali, soprattutto Pemphigus bursarius. Svasando piante infestate da afidi radicali si possono facilmente osservare colonie cotonose biancastre sulle radici. 

– Minatori fogliari: monitorare gli impianti per verificare l’eventuale comparsa di mine fogliari da larve di ditteri (Liriomyza spp.) o di micro lepidotteri (Bucculatrix chrysantemella). Contro B. chrysantemella, che durante inverni miti negli impianti in serra può rimanere vitale, si consiglia di intervenire preventivamente con formulati a base di Bacillus thuringiensis.

– Lepidotteri: soprattutto le larve di tortricidi possono costituire un pericolo per le piante di margherita sulle quali causano erosioni fogliari e dei germogli. Anche in questo caso formulati a base di B. thuringiensis possono prevenire le infestazioni.

–  Virus: per prevenire la diffusione di virosi in vivaio, eliminare le piante sintomatiche e verificare, mediante analisi di laboratorio, la sanità delle piante madri prima di prelevare le talee.

– Mal bianco: malattia dannosa su piante madri.

– Malattie telluriche: per ridurre il rischio di infezioni da patogeni ad habitat tellurico (ad es. Phytophthora sp., Rhizoctonia sp., Sclerotinia sp., Fusarium spp., Verticillium dahliae) è consigliabile applicare preventivamente, fin dall’impianto, formulati a base di microrganismi antagonisti o di induttori di resistenza. In caso si osservassero sintomi di intristimento si consiglia di condurre accertamenti fitosanitari, soprattutto se si tratta di piante madri.

Ciclamino – produzioni prossime alla vendita

– Larve di lepidotteri: larve di lepidotteri (Spodoptera sp. e Duponchelia sp.) in alcuni impianti stanno causando erosioni della base dei piccioli e del falso fusto, favorendo l’avvio di marciumi e la morte delle piante.  Controllare regolarmente il colletto e il “cuore” delle piante, dove i bruchi amano nascondersi.

– Tripidi: questi insetti, verso i quali la lotta risulta particolarmente difficile in quanto si rifugiano nei fiori, già presenti sulle selezioni precoci, causando sia danni diretti (lesioni a petali e foglie) che indiretti (trasmissione di Tospovirus).

– Acari tarsonemidi: iniziano a manifestarsi casi di bollosità fogliari e deformazioni di fiori causate da Polyphagotarsonemus latus

– Tracheofusariosi: quest’anno solo in modo sporadico si osservano deperimenti e morie da Fusarium oxysporum f. sp. cyclaminis. Negli ultimi anni questa importante malattia del ciclamino è comparsa in modo sempre meno grave, il che è indice di buona qualità fitosanitaria del materiale di propagazione e di efficace prevenzione. 

A sinistra: Pianta di ciclamino con erosioni interne da larve di Duponchelia sp. (Immagine Consorzio Agrario)
A destra: Fusto di ciclamino colpito da tracheofusariosi (Immagine Cooperativa L’Ortofrutticola)

Crisantemo – sviluppo delle infiorescenze

– Tripidi e afidi: mettere a punto piani di difesa in modo da limitarne il più possibile l’ingresso negli impianti: infestazioni tardive potrebbero deprezzare la produzione. 

– Lepidotteri: si stanno osservando distorsioni fogliari e degli steli da larve di tortricidi.

– Miridi: alcuni miridi, soprattutto del genere Lygus, possono causare danni ai crisantemi in quanto pungono la pianta per nutrirsi della linfa, e durante la puntura iniettano saliva tossica ricca di enzimi che distrugge le cellule vegetali circostanti.

Mal bianco e muffa grigia: applicare sostanze a base di microrganismi antagonisti o di oli naturali per prevenire infezioni in prossimità della vendita. 

Poinsettia: produzioni in fase di sviluppo

– Aleurodidi: stanno iniziando a comparire le infestazioni di Bemisia sp.: bisogna intervenire tempestivamente per evitare il rischio che restino negli impianti fino all’autunno inoltrato. La lotta biologica preventiva, ad es. effettuata impiegando insetti utili quali Amblyseius spp., Encarsia sp. ed Eretmocerus sp., sta fornendo ottimi risultati; in alternativa intervenire tempestivamente con prodotti mirati.

– Tripidi: prevenire le infestazioni di questi insetti che possono danneggiare le bratee colorate.

– Muffa grigia: si consiglia di effettuare un’adeguata prevenzione per ridurre il rischio di marciumi o maculature delle bratee. Si ricorda che B cinerea, quando le piante hanno raggiunto un buon sviluppo vegetativo, trova nel sotto chioma e nella base degli steli un ambiente umido favorevole al suo sviluppo.

– Marciumi basali da oomiceti e Rhizoctonia sp.: il periodo è favorevole a questi miceti, soprattutto a Phytophthora sp.: i primi sintomi che si possono rilevare a seguito delle infezioni sono l’appassimento dei rametti basali e l’imbrunimento del tessuto sottocorticale della base degli steli. L’applicazione preventiva di formulati a base di Trichoderma spp. o di altri microrganismi antagonisti, oppure di sostanze ad azione corroborante può contribuire a ridurre il rischio di infezioni. 

Pianta di dipladenia infestata da cocciniglie (Immagine Cooperativa L’Ortofrutticola)

Dipladenia (mandevilla) – in allevamento

– Bemisia tabaci: la mosca bianca è presente sulle piante in serra.

– Tripidi e afidi: con le loro punture di suzione possono danneggiare i tessuti; soprattutto i tripidi stanno provocando la comparsa di bollosità deformazioni fogliari.

– Cocciniglia: è diffusa in molti impianti: essendo difficile da combattere bisogna intervenire precocemente fin dalla primavera.

– Acari: ragnetto rosso (Tetranychus urticae) e acari tarsonemidi (Polyphagotarsonemus latus) sono sporadicamente presenti.

Mesembriantemo – piante in fase di sviluppo

– Ruggine bianca da Albugo sp: malattia non ancora osservata negli impianti ma che conviene prevenire, soprattutto sulle selezioni più suscettibili, in prospettiva delle piogge autunnali: una volta che le infezioni sono avviate è difficile intervenire per contrastarle. 

Miride su pianta di crisantemo (Immagine Consorzio Agrario)

Garofanini: piante in fase di sviluppo

– Tripidi, ragnetto rosso: fitomizi che attaccano con frequenza queste specie e che pertanto vanno precocemente contrastati.

– Marciumi basali di origine fungina: in autunno si possono facilmente verificare infezioni soprattutto da Rhizoctonia solani e Phytophthora spp. L’applicazione preventiva di fungicidi a base di microrganismi antagonisti può contribuire a ridurre le infezioni.

Piante grasse e succulente – in allevamento

– Insetti fitomizi: tripidi e varie specie di cocciniglie sono presenti in molti impianti: sono in corso monitoraggi per l’identificazione delle specie.

– Lepidotteri: erosioni da larve di lepidotteri (es. Duponchelia sp) si osservano su varie specie, tra cui euforbie.

– Miridi: come nel caso del crisantemo, anche su portulaca alcuni miridi possono causare danni alle piante

– Marciumi basali: si osservano in modo diffuso marciumi basali da Phytophthora sp. e in modo più sporadico, da Rhizoctonia solani; alcune specie manifestano marciumi dei fusti da Fusarium sp. 

A sinistra: Tripidi su fiore di Astrophytum myriostigma (Immagine IRF Sanremo)
A destra: Larva di lepidottero (Duponchelia sp.) all’interno di un germoglio di Euphorbia triangularis (Immagine IRF)

Geranio: in allevamento

– Virosi: osservate caratteristiche decolorazioni su foglie di geranio causate da infezioni di PFBV-Pelargonium Flower Break Virus, virus trasmesso per contatto.

Convolvolus cneorum – in allevamento

– Cocciniglie: su piante ornamentali allevate in vaso sono sempre più diffuse le infestazioni di cocciniglie di varie specie.

Chamelaucium “Wax flower” e altre arbustive – in allevamento

– Marciume e disseccamento dei rametti: su giovani piante allevate in vaso si sono osservati singolari casi di marciumi degli apici dei giovani rami causati da Phytophthora sp. Lo sviluppo della malattia probabilmente è stato favorito dal fatto che le giovani piante si trovavano in condizioni di elevata fittezza d’impianto e in un periodo caratterizzato da umidità particolarmente elevata.

A sinistra: Foglia di geranio con fitte decolorazioni da PFBV-Pelargonium Flower Break Virus (Immagine IRF)
Al centro: Pianta di Convolvulus cneorum infestato da cocciniglie ((Immagine Cooperativa L’Ortofrutticola)
A destra: Deperimenti degli apici dei rametti su pianta di Chamelaucium Wax Flower colpito da Phytophthora sp. Il singolare fenomeno potrebbe essere stato favorito da stress ambientali (Immagine IRF Sanremo)

Portulaca – in allevamento

– Miridi: stanno causando danni ai fiori

NOTA – Quambalaria spp.: patogeni emergenti dell’eucalipto 

Il genere Quambalaria comprende molte specie, tra cui Q. eucalypti, originarie dell’Australia e nella maggior parte dei casi sono strettamente infeudate a Myrtaceae, tra cui varie specie di Eucalyptus e Corymbia, su cui causa la cosiddetta “nebbia” o “ruggine fogliare e dei germogli”..

Questi patogeni, un tempo considerati di minore importanza, stanno diventando una seria minaccia per la produttività delle piantagioni di eucalipti e la salute delle foreste in diversi continenti. La loro diffusione è stata favorita dall’espansione delle piantagioni di eucalipto al di fuori dell’Australia, dal movimento di materiale vegetale e dall’aumento degli scambi commerciali, che facilitano la diffusione intercontinentale dei patogeni.

Da qualche anno la presenza di Q. eucalypti è stata osservata anche in Portogallo e Italia; in Liguria gli impianti più colpiti sono quelli di E. parvifolia ed E. gunnii. 

Il basidiomicete colpisce prevalentemente vivai e giovani piantagioni, e si sviluppa rapidamente in condizioni di elevata umidità, penetrando attraverso gli stomi o le ferite della pianta.

I principali sintomi causati sono:

  • comparsa di macchie clorotiche su foglie giovani e germogli in crescita, che evolvono in lesioni;
  • distorsioni fogliari e malformazione dei giovani germogli;
  • presenza di masse di spore bianche e farinose sulle lesioni;
  • nei casi più gravi si formano cancri neri infossati sui fusti, con possibile morte dei germogli a cui segue perdita della dominanza apicale e sviluppo disordinato dei rami.
A sinistra Eucalyptus parvifolia: lesioni sui fusti da Quambalaria eucalypti (Immagine Cooperativa Florcoop)
Al centro: Ramo di Eucalyptus cinerea con lesioni e alterazioni fogliari da Quambalaria eucalipti (Immagine L. Martini)
A destra: Marciume dei germogli causata dal Quambalaria sp. su germoglio di eucalipto: si osservano le strutture fruttifere bianche e le foglie deformate.
(Immagine Queensland Government www.business.qld.gov.au/industries/farms-fishing-forestry/forests-wood/pests-diseases/trees-timber/quambalaria-shoot-blight.

La difesa contro il fungo Quambalaria eucalypti si basa principalmente sulla prevenzione agronomica, sul controllo dell’umidità e su trattamenti fungicidi mirati nei periodi a rischio (indicativamente fine estate e primavera). 

La strategia di difesa integrata si articola in tre punti:

Gestione del microclima (prevenzione in vivaio e campo)

  • Riduzione dell’umidità: il fungo prolifera con l’acqua libera sulle foglie, per cui è fondamentale evitare l’irrigazione soprachioma nelle ore serali.
  • Distanziamento e ventilazione: nei vivai e nei nuovi impianti è necessario garantire un ampio sesto di impianto o distanziare i vasi per favorire la circolazione dell’aria e il rapido asciugamento della chioma. 

Pratiche agronomiche e sanitarie

  • Verificare la sanità del materiale di propagazione, eventualmente effettuare un trattamento fungicida prima dell’impianto.
  • Potatura e distruzione del materiale infetto: in caso di comparsa di foglie distorte, masse di spore bianche polverose o cancri, è fondamentale asportare i rami colpiti recidendo ben al di sotto della lesione. Il materiale infetto va allontanato e distrutto per eliminare la fonte di inoculo.
  • Nutrizione equilibrata: evitare gli eccessi di azoto che stimolano una crescita vegetativa troppo tenera, acquosa e suscettibile alle infezioni.

Difesa chimica e trattamenti tempestivi

  • Interventi preventivi: il fungo diventa particolarmente pericoloso e aggressivo in presenza di elevata umidità ambientale e tessuti vegetali molto teneri (es. in primavera o post-pioggia). In queste condizioni favorevoli all’infezione, si consiglia di effettuare trattamenti preventivi.
  • Fungicidi: rameici, IBS e strobilurine autorizzati aiutano a proteggere la nuova vegetazione impedendo la penetrazione delle spore attraverso gli stomi o le micro-lesioni. Prima di applicare questi fungicidi sull’intera coltivazione si consiglia di verificarne la selettività.

Per approfondimenti

STIMA DEL RISCHIO DELLA COMPARSA DI AVVERSITA’ NEL BREVE PERIODO

AVVERSITA’RISCHIO LIEVERISCHIO MODERATORISCHIO ALTO
Parassiti animali– Nematodi – Cocciniglie
– Psille
– Aleurodidi 
– Acari tetranichidi, eriofidi e tarsonemidi
– Tripidi 
– Afidi
– Cicaline
– Lepidotteri 
Malattie fungine– Mal bianco
– Peronospora 
– Ruggine
– Rizottoniosi
– Marciumi basali da Sclerotinia, Cylindrocarpon, Fusarium 
– Muffa grigia
– Alternariosi e maculature fogliari 
– Marciumi basali da oomiceti 
– Tracheomicosi 
BatteriosiTumori batterici da Pseudomonas savanstanoi e Agrobacterium tumefaciens– Marciume batterico da Pseudomonas spp. su ranuncolo ed altre specie;
– Alterazioni fogliari da Xanthomonas sp. su lavanda
Virosi– Virosi in genere– Da TSWV, INSV, CMV, Potyvirus (ranuncolo)
Altro– Stress idrici, ambientali, nutrizionali, ..

Valutazione effettuata sulla base dei dati raccolti sul territorio negli ultimi 15 anni, sull’andamento meteo e sull’esperienza dei tecnici che collaborano alla rubrica e che conducono costante attività di monitoraggio.

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