E’ entrata in vigore il 27 agosto 2026 la legge nazionale sul florovivaismo, un provvedimento atteso da anni che introduce una riforma organica volta a riordinare, valorizzare e promuovere il settore florovivaistico e la sua filiera in Italia.

Oltre ad alcuni aspetti più tecnici, quali le definizioni dei vari comparti che compongono la filiera. Importante notare come sia stata ricompresa all’interno dell’attività agricola anche la lavorazione a secco o stabilizzato del reciso. Un’altra particolarità è la suddivisione tra floricoltura, comprendente il reciso e le piante da interno, e il vivaismo, che include la gran parte del fiorito e anche le aromatiche.

Viene istituito a livello nazionale l’ufficio per la filiera del florovivaismo, che avrà il compito principale di organizzare i due Tavoli Tecnici (Floricoltura e Vivaismo), oltre a predisporre il Piano nazionale del florovivaismo e organizzare la raccolta dati economici di settore in accordo con ISMEA.

Sono auspicati nella legge interventi per la riconversione anche a fini energetici delle serre dismesse oltre a procedure specifiche per il settore all’interno della PAC e tra le altre attività, la possibilità di formalizzare contratti di coltivazione. Numerosi sono inoltre gli interventi e le possibilità predisposte per il settore del verde pubblico, molto al centro dell’attenzione pubblica negli ultimi anni.

L’efficacia concreta delle nuove disposizioni dipenderà dall’emanazione dei relativi decreti ministeriali attuativi e dal recepimento regionale nei prossimi mesi, stabilendo finalmente un quadro di riferimento nazionale per un settore che conta oltre 20.000 imprese in Italia.

«Con questa riforma mettiamo fine a un’attesa durata decenni e diamo finalmente al florovivaismo le regole e la centralità che merita. Per troppo tempo un comparto strategico dell’agricoltura italiana è stato interessato solo da interventi e soluzioni parziali. Ringrazio il sottosegretario Patrizio La Pietra per il lavoro che ha svolto, grazie al quale oggi possiamo cambiare metodo e visione.» dichiara il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.

«Il decreto – aggiunge – introduce una legge quadro organica, che garantisce certezze alle imprese, valorizza il lavoro, rafforza il Made in Italy e consente una programmazione stabile degli investimenti. Si passa dalla gestione delle crisi a una politica di sviluppo strutturata, capace di accompagnare il settore nel medio e lungo periodo», prosegue Lollobrigida. «Il florovivaismo quindi entra finalmente a pieno titolo nelle politiche agricole e ambientali del Paese: non solo produzione, ma qualità, tutela del territorio, verde urbano e competitività sui mercati internazionali.  È una risposta concreta a migliaia di aziende che chiedevano regole chiare e una prospettiva certa. Una riforma di sistema che guarda al futuro», conclude il ministro dell’Agricoltura.

«Per anni il florovivaismo, pur rappresentando un comparto strategico per l’economia agricola e l’identità del Made in Italy, è rimasto privo di una legge quadro dedicata. Oggi lo Stato ne riconosce pienamente il valore produttivo, economico, ambientale e sociale, inserendolo a pieno titolo tra le attività agricole» ha dichiarato il sottosegretario al Masaf, con delega al florovivaismo, Patrizio La Pietra, che ha inoltre aggiunto che «il decreto segna un deciso cambio di paradigma non prevedendo più interventi occasionali per fronteggiare le crisi, ma introducendo una visione strutturata e di medio-lungo periodo».

Assofloro accoglie con grande soddisfazione un provvedimento atteso da anni che finalmente dota il comparto di una cornice normativa organica.  «Finalmente si compie un passo avanti concreto verso il riconoscimento pieno del florovivaismo come filiera strategica del Paese», dichiara Nada Forbici, Presidente Nazionale di Assofloro e Coordinatore della Consulta Nazionale Florovivaismo di Coldiretti. «Dopo anni di attesa, il settore ottiene una normativa che valorizza il lavoro delle nostre imprese e pone le basi per uno sviluppo strutturato, centrato su sostenibilità, innovazione e qualificazione professionale. Ringraziamo il Sottosegretario Patrizio La Pietra per la costante disponibilità al dialogo. Questo risultato è il frutto di un percorso condiviso e di un confronto costruttivo con il Ministero dell’Agricoltura Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste».

Mario Faro, Presidente della Consulta Nazionale Florovivaismo di Coldiretti, sottolinea che «il provvedimento arriva in un momento cruciale per il settore che è tra i più esposti alle recenti tensioni internazionali; il conflitto in Iran ha innescato rincari insostenibili su fertilizzanti, gasolio e materie plastiche, oltre a gravose complicazioni logistiche per l’esportazione delle piante.Lo schema di decreto introduce strumenti fondamentali per la crescita del settore, tra cui l’istituzione di un Ufficio specifico presso il Ministero, un Tavolo tecnico e un Piano nazionale di settore, l’introduzione dei contratti di coltivazione e accordi quadro per stabilizzare i rapporti di filiera, il rafforzamento della formazione e delle figure professionali, nuove misure su logistica, infrastrutture e potenziamento del verde urbano. È ora fondamentale garantire coerenza nel percorso parlamentare, mantenendo l’impianto del provvedimento e rafforzandone l’efficacia. Il settore ha bisogno di strumenti stabili e di una visione di lungo periodo. In questo senso sarà importante accompagnare la riforma anche con adeguate misure di sostegno, per tradurre le opportunità normative in crescita reale per le imprese, anche alla luce delle difficoltà legate all’aumento dei costi e alle tensioni sui mercati internazionali».

Soddisfazione anche da Confagricoltura Liguria.

«Non possiamo che essere soddisfatti del varo della nuova legge quadro sul florovivaismo – sottolinea il presidente della FNP Florovivaismo di Confagricoltura, e presidente di Confagricoltura Liguria , Luca De Michelis – ad esempio per quanto riguarda l’inquadramento della attività agricola florovivaistica nell’ambito dell’articolo 2135 del Codice Civile, per la diversa impostazione dei piani di settore tra ‘floro’ e ‘vivaismo’; ma anche per la rilevazione statistica dei dati, il piano di riconversione serricolo, la razionalizzazione della logistica attraverso piattaforme che fanno perno sui mercati all’ingrosso».

«Fondamentale il contributo per ottenere il risultato odierno – continua Luca De Michelis – del sottosegretario con delega al settore, Patrizio La Pietra, da sempre attento alle esigenze del settore e grande sostenitore della necessità della legge quadro per lo sviluppo e consolidamento del florovivaismo, da lui sempre giustamente considerato strategico nel panorama agricolo e, soprattutto, del Made in Italy nel mondo».

Il commento di Coldiretti

«Si tratta di un segnale importante», sottolineano Gianluca Boeri, Presidente Coldiretti Liguria, e Bruno Rivarossa, Delegato Confederale, «perché riconosce il valore di una filiera che va dalla produzione alla commercializzazione fino alla manutenzione del verde, e che in Liguria ha un peso determinante sia in termini economici che occupazionali.»

Di seguito il testo della legge:

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