Grande successo, di pubblico e di contenuti, per il convegno “Florovivaismo: proposte a confronto” organizzato da CIA e Florovivaisti italiani ad Albenga.

Venerdì 13 febbraio, sfidando la cabala e l’imminenza della festività di San Valentino, all’Auditorium San Carlo di Albenga si sono è svolta un importante momento di approfondimento sulle tematiche floricole. CIA ha sottolineato l’importanza fondamentale del florovivaismo per la Liguria, di cui rappresenta circa i due terzi della produzione. (ne abbiamo parlato qui: https://www.flornewsliguria.it/florovivaismo-proposte-a-confronto-convegno-ad-albenga-venerdi-13-febbraio-2026/15954/)

Non solo fiori: rimangono sul tavolo anche grossi problemi: tra tutti, burocrazia, logistica e mancanza di dati economici e produttivi lasciano molto spesso i floricoltori in seria difficoltà. Ma ci sono anche proposte concrete: CIA vede nell’aggregazione aziendale e nel modello cooperativo una possibilità per migliorare la gestione e la produttività, ma chiede uno sforzo anche agli Enti: al Distretto chiede di attivarsi per realizzare un osservatorio economico, a Regione una maggiore attenzione al settore in ambito CSR e al Governo chiede di approvare i decreti attuativi della Legge sul Florovivaismo, attesi da anni.

Presenti all’incontro anche il senatore Patrizio La Pietra, sottosegretario con delega al florovivaismo, Enrico Lupi, presidente della Camera di Commercio delle Riviere, Cristiano Fini, presidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani, Aldo Alberto, presidente dell’Associazione Florovivaisti Italiani, e Stefano Roggerone, presidente CIA Liguria.

Il senatore Patrizio La Pietra, sottosegretario con delega al florovivaismo, ha svolto, durante la mattinata, una serie di visite aziendali per meglio comprendere la realtà del territorio . «La piana di Albenga rappresenta una specificità, anche all’interno del sistema floricolo nazionale. Ho potuto toccare con mano come la logistica sia una delle criticità più importanti, ma, nonostante questo le aziende portano avanti le loro produzioni con tanta passione e conoscenza del mestiere. Credo che l’aggregazione sia importante per superare la frammentazione delle aziende liguri, dobbiamo trovare dei meccanismi che aiutino e vadano in questa direzione. Solo così potremmo permettere a queste aziende di essere competitive con gli altri distetti italiani e, soprattutto, europei» ha dichiarato al termine del confronto.

«Il florovivaismo italiano e ligure è un comparto in salute, dinamico e fortemente orientato all’export. La Liguria, con orgoglio, si conferma regina dei fiori, forte di una tradizione storica che oggi sa coniugarsi con innovazione e sostenibilità» così l’assessore all’Agricoltura Alessandro Piana è intervenuto al convegno “Florovivaismo: proposte a confronto”. «La Liguria si distingue con oltre 437 milioni di euro di produzione floricola, più di 5.000 aziende attive e una propensione all’export superiore all’80% – ha spiegato PianaNumeri che raccontano un settore identitario, capace di generare economia, occupazione e qualità della vita. Il florovivaismo è un patrimonio culturale oltre che produttivo».

«Il fiore rappresenta un tratto distintivo della nostra identità economica e culturale: un brand riconosciuto e apprezzato che esprime qualità, innovazione e radicamento territoriale – ha dichiarato il presidente della Camera di Commercio delle Riviere, Enrico LupiValorizzare il comparto florovivaistico significa sostenere un sistema produttivo strategico, capace di generare sviluppo, occupazione e attrattività, anche attraverso segmenti in crescita come i fiori eduli e le erbe aromatiche- In questo quadro, la Camera di Commercio Riviere di Liguria conferma il proprio impegno nel supportare i comparti florovivaistico, orticolo ed erbe aromatiche, promuovendo insieme alle organizzazioni del settore agricolo e alle istituzioni tutte le occasioni di visibilità e attrazione, come ad esempio Fior di Albenga, in programma dal 4 aprile al 3 maggio 2026».

Secondo Stefano Roggerone, presidente di Cia Liguria, la raccolta di dati statistici sullo stato della floricoltura ligure e delle aziende è essenziale per programmare il futuro. «Servono dati perchè il settore è dinamico e cambia velocemente» ha dichiarato «bisogna conoscere le richieste dei mercati e formare adeguatamente i nostri giovani, anche attraverso cooperative ed esperienze concrete di lavoro nelle aziende prima di affacciarsi alla professione

Cristiano Fini, presidente nazionale di Cia dichiara riguardo all’incontro «Si sono trattati tutti temi importanti cercando di dare delle soluzioni. Sicuramente la Legge Quadro è un punto importante, non risolutivo, ma può dare una mano allo sviluppo del settore florovivaistico, anche se occorre lavorare maggiormente sull’aggregazione delle aziende in un territorio così particolarmente frammentato. Dobbiamo ricercare alternative alle torbe e lavorare sulla resistenza delle piante ai fitofagi, stabilendo regole uguali per tutti. La reciprocità vale per il Mercosur ma deve valere anche per i principi attivi a livello europeo.»

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