Si è svolta a Pigna domenica 24 luglio 2022, durante la 6a edizione della Festa della Lavanda, l’assemblea dei soci produttori della Lavanda Riviera dei Fiori durante la quale è stato dato mandato al Presidente Andrea Curto di iniziare il percorso per la richiesta del marchio IGP per la lavanda angustifolia Imperia®.

Un obbiettivo che non solo porterebbe un maggiore riconoscimento per la coltivazione, storica per le Alpi Liguri, ma anche valorizzazione del territorio, azioni che, in questi anni, l’associazione ha portato avanti coinvolgendo i comuni di Airole, Armo, Badalucco, Borgomaro, Castel Vittorio, Ceriana, Cesio, Cosio di Arroscia, Diano Castello, Dolcedo, Imperia, Molini di Triora, Olivetta San Michele, Perinaldo, Pietrabruna, Pigna, Pornassio, Prelà, Rezzo, San Lorenzo al Mare, Santo Stefano al Mare, Seborga, Taggia, Vallebona, Vasia e Vessalico in provincia di Imperia, nonchè Albenga, Arnasco, Castelbianco, Cisano sul Neva, Garlenda, Loano, Magliolo, Nasino, Osiglia, Pietra Ligure, Stellanello,Testico, Vendone e Villanova d’Albenga in provincia di Savona; e Alto, Caprauna, Ormea in provincia di Cuneo.

Secondo Marco Bolognesi, Consigliere di Pigna della Associazione Produttori Lavanda Riviera dei Fiori “Ci sono tutti i requisiti per presentare la domanda di registrazione IGP, avvalorata dal fatto che sul catalogatore delle 39 specie di lavanda angustifolia esistenti al mondo, a cura della ‘Royal Botanic Gardens Kew’ dal titolo ‘The Genus Lavandula’, l’aerale di nascita è principalmente indicato nelle Alpi Liguri e Marittime. La Lavanda Angustifolia ‘Imperia®’, che ha la particolarità di essere senza canfora e quindi ottima per l’alimentazione, nasce dall’unione della Lavanda delle Alpi Liguri conosciuta come Lavanda del Col di Nava e dalla lavanda ImperialGem (discendente di quella delle Alpi Liguri che i romani avevano portato nel loro Impero)”.

Secondo gli scritti di Plinio il Vecchio, la lavanda officinale delle Alpi Liguri era utilizzata già dagli antichi romani come pianta edibile e per aromatizzare per il vino per poi diventare una coltivazione tipica del territorio ed utilizzate per usi sia cosmetici che alimentari.

Step successivo sarà l’organizzazione di una serie di incontri con gli Enti ed i partner per predisporre il plico che verrà inviato al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e alle presidenze della Regione Liguria e Piemonte per il percorso che porterà la richiesta all’Unione Europea.

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