Dopo lo stop delle importazioni di piante ornamentali italiane nel Regno Unito a seguito del rischio di diffusione della Pochazia Shantungensis nell’ottobre 2024, il MASAF fa sapere che, ora, è possibile riprendere le esportazioni.

Dopo un lungo periodo di analisi, il 27 maggio 2025, le Autorità britanniche hanno dato il via libera alla ripresa dei commerci.

L’esito, non scontato, è stato raggiunto anche grazie al supporto che le autorità fitosanitarie italiane, in collaborazione con CREA, hanno dato agli esperti britannici venuti per condurre attività di Audit in Toscana e Lombardia lo scorso marzo.
La valutazione del rischio fitosanitario condotta dai britannici (Rapid Pest Risk Analysis – PRA) su Pochazia shantungensis, ha accertato che nessuna parte del Regno Unito è sufficientemente calda per favorire la diffusione e la proliferazione dell’insetto e dunque non sussistono i presupposti per il blocco del commercio. 

Questa decisione è stata accolta con grande favore dagli operatori nazionali del settore, per i quali il mercato britannico rappresenta grande interesse: il valore dell’export era stato di 42,6 milioni di euro nel 2024 e con i tre mesi di stop aveva subito un calo del 3,2%.

Fermo restando la comune soddisfazione per l’esito della vicenda, si sottolinea l’importanza di continuare a garantire la massima vigilanza su altri potenziali problematiche fitosanitarie che minacciano sia la salute delle piante sia i flussi commerciali che esse alimentano.

«Il mercato del florovivaismo italiano in UK, sebbene incida soltanto per qualche punto percentuale sul totale dell’export, è strategico per alcune imprese leader del settore. Negli ultimi due anni – rileva il presidente ligure di Confagricoltura e del Distretto Florovivaistico, Luca De Michelis – è in forte calo (-15% in valore e -18% in quantità), e pertanto va presidiato con particolare attenzione.»

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