Liguria International lavora per la promozione e il sostegno all’internazionalizzazione delle imprese liguri, incluse quelle che operano nei settori dell’agroalimentare e della floricoltura. Tra fiere Internazionali, eventi B2B , missioni outgoing e incoming, ci siamo fatti raccontare da Alessandro Pittaluga, coordinatore dei progetti, le attività di questa società che porta sui mercati globali alcune delle eccellenze produttive liguri. 

Liguria International ha organizzato lo spazio Liguria a Expo Osaka 2025

Che cos’è Liguria International e di cosa si occupa?

Liguria International è una società in house di Regione Liguria e del sistema camerale ligure – Camera di Commercio di Genova, Camera di Commercio Riviere di Liguria – e ha come scopo l’internazionalizzazione e la promozione delle imprese liguri all’estero. È stata fondata nel 2002 ed è sancita istituzionalmente con la legge regionale 28 del 2007 che riguarda interventi per l’internazionalizzazione delle produzioni liguri. 

Come dialogate con le aziende?  

Siamo facilitatori istituzionali, cioè mettiamo in contatto diverse realtà liguri con realtà straniere. Il tramite con le imprese sono le associazioni di categoria. Per quanto riguarda il settore florovivaistico e agroalimentare, per esempio, collaboriamo con il Distretto Florovivaistico. Di solito lavoriamo tra aziende liguri e internazionali, ma progettiamo anche missioni per mettere in contatto il “sistema Liguria” con i sistemi del paese interessato. Lo facciamo organizzando missioni all’estero e stand istituzionali nell’ambito di manifestazioni internazionali. 

Per esempio? 

Siamo stati a metà ottobre in Svizzera per una missione sulla Space Economy, non abbiamo portato aziende ma Confindustria, l’Università di Genova, Filse che ha un incubatore certificato, il Distretto Ligure delle Tecnologie Marine, il centro di competenza Start 4.0 e li abbiamo messi in contatto con l’ecosistema svizzero. L’input era arrivato dall’Ambasciata d’Italia di Berna per la necessità di colmare un gap tecnologico svizzero al quale i nostri progetti potevano essere adatti.  

Chi fa da filtro? 

Le camere di commercio italiane all’estero, soggetti italiani che vivono l’economia del paese, e sono per noi partner fondamentali insieme ovviamente alla rete estera degli uffici di ICE Agenzia. E poi ci interfacciamo con le ambasciate italiane nei vari paesi.

Cosa c’è in programma a novembre? 

Olioliva a Imperia, per esempio. Quest’anno ha presentato una formula più innovativa: a maggio si è svolto il Frantoio delle idee, e abbiamo organizzato un incoming al Frantoio Giromela con aziende liguri e aziende del Benelux. Poi proseguiranno anche attività con il Giappone. Nel 2024 abbiamo iniziato a lavorare per Expo Osaka, nel 2025 siamo stati molto impegnati e a fine giugno siamo andati là. Stiamo già vedendo dei ritorni in termini di missioni e delegazioni che sono venute in Liguria a settembre. Quindi il 2026 sarà importante per continuare questo scambio con il Giappone. Avremo anche nuovamente la Svizzera: la Space Economy è un settore molto importante che si collega alla Blue Economy. 

Che interesse c’è per la Liguria da parte del Giappone? 

Loro amano il saper fare, questo è il motivo per cui abbiamo presentato a Osaka il nostro format sull’artigianato di qualità: amano vedere come si fanno le cose, e amano il cibo italiano e quello ligure. Per approcciare questi paesi ci affidiamo a soggetti locali che conoscano la cultura del posto: affacciarsi a mercati come quello giapponese è difficile senza filtri culturali. 

Su cosa state lavorando per l’agroalimentare? 

Abbiamo azioni legate al mercato tedesco: saremo a Berlino per il settore frutta, e poi in Spagna. In Giappone abbiamo rappresentato artigiani che hanno avuto la possibilità di mettersi in mostra, ma anche il settore agroalimentare. E siamo stati per il secondo anno a New York per il Summer Fancy Food, una fiera importante dove abbiamo presenziato in collaborazione con l’Agenzia Liguria, con cui abbiamo una collaborazione istituzionale. 

Ci sono progettualità specifiche per il settore florovivaistico? 

Con il Distretto florovivaistico stiamo lavorando per una presenza ad Amsterdam per l’IFTF, International Floriculture Trade Fair: il settore del florovivaismo è fondamentale. 

In base a cosa vengono decise le missioni e destinazioni?

Grazie al budget annuale che ci è assegnato da Regione Liguria e al piano attuativo annuale coinvolgiamo i nostri portatori di interessi per la richiesta di progettualità. In base alle risposte capiamo come renderlo il più efficace possibile per il territorio. 

Per che cosa la Liguria è famosa nel mondo? 

Sicuramente per il pesto, la salsa ormai più nota al mondo. Ma ci conoscono anche per la blue economy e tutto ciò che riguarda il design nautico, per i prodotti high-tech, trasversali, oltre che per l’economia turistica e il settore agroalimentare. Poi c’è l’artigianato di qualità, e naturalmente tutto quello che riguarda il florovivaismo con le piante ornamentali e quelle in vaso.

Intervista di Alessandra Chiappori.

iscriviti alla newsletter

Per ricevere periodicamente gli aggiornamenti importanti da Flornews Liguria

Con l'iscrizione alla newsletter si accetta che il proprio indirizzo email venga automaticamente inserito in una lista di contatti a cui potranno essere trasmessi messaggi email relativi a Flornews Liguria, al Distretto Florovivaistico della Liguria e al mondo della floricoltura.
L'ente regionale che utilizzerà i dati raccolti è esclusivamente il Distretto Florovivaistico della Liguria (proprietario di Flornews Liguria). I dati non verranno trasmessi o condivisi con terzi.