Il Centro di Agrometeorologia Applicata Regionale (CAAR) di Sarzana si trova nel complesso del Mercato ortofrutticolo cittadino e fa parte del Settore Servizi alle imprese agricole e florovivaismo della Regione Liguria. Si occupa prevalentemente dell’emissione di bollettini informativi negli ambiti di riferimento: abbiamo approfondito le attività del Centro con Federico Grillo, responsabile dei bollettini informativi per l’olivicoltura.

Che funzione svolge il centro?
«Supporta le aziende agricole e i tecnici che si occupano di viticoltura, olivicoltura e floricoltura, anche se quest’ultima in maniera meno specifica, in quanto operano già il Distretto e l’Istituto Regionale per la Floricoltura dalla parte opposta della Liguria. Offriamo servizi come bollettini informativi per tutto il territorio regionale in ambito olivicoltura, viticoltura e agrometeo, dedicati all’analisi dell’andamento meteo e quindi precipitazioni, temperature massime e minime in relazione alla media storica…»
A chi sono destinati i bollettini su vite e olivo?
«Forniscono ad aziende e tecnici le informazioni necessarie per attuare con le corrette tempistiche e i giusti mezzi le attività agronomiche: potatura e concimazione, ma anche difesa dalle principali problematiche fitosanitarie. Non ci occupiamo di emergenze fitosanitarie “da quarantena” per le quali è competente il Settore Fitosanitario Regionale, ma di parassiti e fitopatie che, pur non essendo regolamentati da disposizioni normative, causano danni rilevanti alle coltivazioni, per esempio la mosca olearia, che è la principale avversità, ed è difficile da contrastare».
Avete anche dei laboratori?
«Sì, il primo è il Laboratorio regionale di analisi terreni e produzioni vegetali, accreditato Accredia, che svolge prove analitiche relative a olio, vino e terreni, certificazioni qualità e supporta la redazione dei bollettini con varie analisi, per esempio il grado di maturazione delle uve, che confrontiamo con la media storica per poter dare indicazioni ai viticoltori e calibrare al meglio il momento della vendemmia, oppure la determinazione del grado di inolizione delle olive».
Il secondo?
«È il laboratorio fitopatologico, dove sono prese in considerazione le varie patologie che colpiscono in particolare vite e olivo e dove vengono eseguite ad esempio prove per la determinazione del grado di infestazione da mosca olearia».
Come procedete per emettere i bollettini?
«Il monitoraggio viene svolto a livello regionale e su base provinciale da tecnici a cui affidiamo questo tipo di servizio, in particolare l’attività si inserisce in un intervento del Complemento di Sviluppo Rurale (CSR) che ci consente di svolgere, per esempio in olivicoltura, il monitoraggio di 120 aziende a livello regionale, distribuite in maniera rappresentativa rispetto all’olivicoltura ligure. Sono 36 a Imperia e 28 nelle altre tre province. A partire dal primo di luglio, settimanalmente viene analizzato dai tecnici un campione di olive per verificare l’andamento dell’infestazione della mosca olearia. A noi arrivano i dati e con l’aiuto della modellistica emettiamo i bollettini, dando consigli per esempio sulla difesa dalla mosca. È un servizio particolarmente apprezzato dagli olivicoltori: abbiamo oltre 4000 utenti iscritti ai nostri servizi gratuiti, che sono consultabili anche Telegram (CAARserviziBot), il canale Whatsapp (https://tinyurl.com/wappcaar) e il sito del settore (sia.regione.liguria.it). Uno sforzo molto importante per il nostro settore il cui risultato è particolarmente apprezzato dagli utenti».
In ambito olivicoltura, quella sulla mosca è un’analisi importante?
«Da inizio luglio fino alla raccolta delle olive sono campionate settimanalmente 100 olive per ogni oliveto della rete di monitoraggio, e sono analizzate al microscopio, sezionandole e qualificando il tipo di infestazione all’interno. Si valutano l’età larvale e le altre forme presenti: è molto importante per dare indicazioni all’olivicoltore sulla tempistica di effettuazione degli interventi con prodotti ad azione larvicida, la finestra per l’intervento con i quali è molto stretta, di 4 o 5 giorni, ed è quindi necessario intervenire con la corretta tempistica per ottenere una buona efficacia delle tecniche di difesa adottate».
Un’assistenza utile agli agricoltori
«È lo scopo dei bollettini che emettiamo: fornire assistenza così che viticoltori e olivicoltori usino al meglio le risorse, effettuando interventi solo quando servono per evitare sprechi di varia natura».
Che differenze ci sono per quanto riguarda l’olivicoltura tra le province?
«Come nel caso della floricoltura, l’imperiese è la provincia trainante per l’olivicoltura, con un’importanza a livello nazionale. Nonostante le superfici siano limitate rispetto a quelle nazionali, la taggiasca ha conquistato grandi fette di mercato, ora anche con le olive in salamoia. È importante come fonte di reddito per molte aziende, ma soprattutto perché conserva il territorio».
Cioè?
«Continuare a coltivare l’olivo vuol dire non abbandonare le aree interne e limitare smottamenti, frane e incendi, che sono più rilevanti laddove c’è abbandono. È il problema principale dell’olivicoltura in Liguria e viene anche affrontato nei tavoli olivicoli nazionali. È in corso la redazione del Piano olivicolo nazionale da parte del Ministero nel quale verranno stanziate risorse importantissime proprio a sostegno del dell’olivicoltura: al tavolo è stato portato anche il tema dell’abbandono. Rispetto alla vite, l’olivo presenta alternanza produttiva, cioè non produce tanto tutti gli anni. Il fenomeno può essere contrastato con la gestione agronomica corretta, ma chi gestisce oliveti tende a coltivarli sono negli anni favorevoli. Per questo si sta cercando di intervenire anche con sostegni economici regionali per la tutela degli oliveti a carattere paesaggistico».
L’abbandono ha a che vedere con la mosca?
«L’abbandono ha diverse cause, tra queste c’è sicuramente anche la mosca, la cui difficile gestione scoraggia gli olivicoltori perché può causare gravi perdite produttive. Inoltre la quantità delle popolazioni di mosca è direttamente proporzionale alla quantità di olive residue che restano negli oliveti e l’aumento dell’abbandono influisce negativamente su tutto il territorio».
Com’è la situazione dopo un’estate di straordinarie ondate di calore?
«In tutta la regione abbiamo una situazione molto grave causata proprio dalla moschea olearia. Il caldo causa danni a livello di siccità, stress idrico e colpi di calore sulle olive, ma è sfavorevole all’insetto. Quando si superano i trenta gradi per molte ore al giorno, l’insetto non depone le uova e le poche deposte muoiono. Quando però termina il caldo, le temperature diventano favorevoli alla mosca che infatti a metà luglio ha iniziato a riprodursi nella prima generazione estiva grazie alle condizioni molto favorevoli e alla buona idratazione delle olive. Questo ha determinato la necessità di intervenire in tutti gli areali regionali con prodotti larvicidi autorizzati».
Le olive come stanno?
«La carica produttiva quest’anno è scarsa in tutta la regione, con situazioni più gravi nel Levante, nello Spezzino e nel Genovese. Quando ci sono poche olive la mosca entra in quelle poche e fa danni più elevati in percentuale. In alcuni casi potremmo aggirarci intorno al 50% della produzione danneggiata sullo Spezzino e il Genovese: oltre al danno sulle olive colpite, nelle stesse olive le forme larvali completano il loro ciclo vitale e danno origine a una nuova mosca e a una nuova generazione che attaccherà altre olive. È un danno quantitativo sulla produzione».
A Ponente com’è il panorama?
«Nell’Imperiese il danno è più contenuto, siamo intorno al 15-20% in virtù della scarica produttiva meno grave e di un territorio maggiormente coltivato e con figure professionali più qualificate, che quindi sanno intervenire più tempestivamente e nel modo adeguato per i trattamenti».
Cosa si può immaginare sulla prossima stagione di molitura?
«I frantoi anticipano sempre più l’avvio dell’attività: la raccolta anticipata è anche un modo per proteggere la produzione dal punto di vista quantitativo e qualitativo, in relazione non solo alle infestazioni da mosca, ma anche per la maggior frequenza di eventi meteo estremi nel periodo autunnale che possono compromettere la raccolta. La scarsa carica produttiva tuttavia riduce il lavoro, e di questo si dovrà tenere conto. Molti frantoi, in passato, per annate negative non hanno nemmeno aperto».
A questo link è possibile consultare i bollettini e scaricare il modulo di iscrizione ai servizi: https://sia.regione.liguria.it/index.php/bollettini/
Intervista di Alessandra Chiappori.





