A cura dell’Istituto Regionale per la Floricoltura di Sanremo in collaborazione col Settore Fitosanitario della Regione Liguria.

Adulti di Popillia japonica su foglia di vite (immagine F. Valinotto – Servizio Fitosanitario Liguria)

Popillia japonica è uno scarabeo originario dell’Asia (Giappone, Cina settentrionale e Russia orientale). All’inizio del XX secolo è stato accidentalmente introdotto in Nord America (Stati Uniti e Canada) e nell’estate del 2014 P. japonica è stato segnalato per la prima volta nell’Europa continentale all’interno di una vasta area del Parco del Ticino tra Piemonte e Lombardia. Grazie all’ampia gamma di specie vegetali ospiti e alla facilità con cui le larve e gli adulti possono essere trasportati attraverso gli scambi commerciali, l’insetto è potenzialmente pericoloso per tutta la zona temperata dell’Europa e rappresenta una minaccia per l’agricoltura, pertanto è stato inserito dall’EPPO tra gli organismi da quarantena prioritari.

Distribuzione di Popillia japonica (fonte: https://gd.eppo.int/taxon/POPIJA/distribution)

Nella sua zona d’origine la coevoluzione con i nemici naturali autoctoni e le condizioni pedoclimatiche sfavorevoli allo sviluppo larvale contribuiscono a mantenere bassa la densità della popolazione; nel nord Italia, e soprattutto in Piemonte e Lombardia, l’insetto invece si è diffuso in modo preoccupante. Oggi P. japonica è presente anche in Veneto, Friuli Venezia Giulia e, dal 2024, anche in Liguria in tre comuni della provincia di Savona

Poiché Popillia japonica è considerata una seria minaccia per le piante coltivate e spontanee, la sua comparsa in nuove aree deve essere immediatamente segnalata alle autorità fitosanitarie regionali.

L’INSETTO

ADULTI

  • Colore: verde metallizzato brillante con le elitre di color bronzo ramato che non arrivano a coprire completamente il corpo;
  • Forma e dimensioni: insetto ovale lungo da 8 a 12 mm e largo da 5 a 7 mm, all’incirca come una moneta da 1 centesimo; la femmina è più grande del maschio. La presenza di ciuffi di peli bianchi (5 ai lati terminali dell’addome e 2 più ampi sulla parte terminale delle elitre) consente di distinguere facilmente P. japonica da altri coleotteri spesso presenti negli stessi ambienti, come Anomala vitis e Cetonia aurata, o da Phyllopertha horticola (maggiolino degli orti) la specie più affine per forma e dimensioni ma che predilige ambienti montani.

Il coleottero giapponese si diffonde principalmente con i mezzi di trasporto e lo spostamento di merci; talvolta anche attraverso voli di perlustrazione eseguiti da singoli insetti o voli di massa.

Erosioni fogliari su vite e adulti di Popillia japonica in accoppiamento (immagine F. Valinotto – Servizio Fitosanitario Liguria)

LARVE

Hanno caratteristica forma a “C”; sono di colore bianco-crema; il corpo è ricoperto di peli marroni e spine corte; possiedono un capo bruno-giallastro con mandibole scure. Le età larvali sono tre, ed è la larva di terza età quella che sverna approfondendosi nel terreno per 10-20 cm per sfuggire alle basse temperature. Le larve alla nascita sono lunghe circa 0,7-1,5 mm e a maturità possono arrivare a oltre i 30 mm.

CICLO

Nei nostri areali P. japonica compie una sola generazione all’anno: verso maggio le larve di terza età si impupano e quindi in giugno sfarfallano gli adulti che restano attivi per 30-40 giorni, fin verso settembre, con un picco di attività verso metà luglio. In estate le femmine depongono le uova direttamente nel terreno, preferibilmente umido, singolarmente o in piccoli gruppi, talvolta in piccole gallerie scavate nei primi 10 cm di suolo. In media una femmina depone 50 uova.

SEGNI/SINTOMI SULLE PIANTE OSPITI

Variano in funzione della fase dell’insetto.

Adulti: colpiscono soprattutto le foglie. Popillia japonica ha un comportamento gregario e la presenza dei primi adulti ne attira altri; anche le lesioni a carico di fiori e frutti, liberando particolari composti volatili, sembrano avere un forte potere attrattivo. Quando si nutrono iniziano generalmente dalla cima delle piante ospiti per poi scendere via via verso il basso. In caso di elevata densità della popolazione del fitofago, le foglie colpite restano scheletrizzate con la sola venatura centrale ancora integra, mentre fiori e frutti vengono quasi completamente distrutti. Le foglie danneggiate imbruniscono, e possono cadere o restare attaccate alla pianta. È importante sottolineare che le piante in genere possono tollerare un certo grado di defogliazione senza che vi siano conseguenze importanti sulla loro produzione, e la gravità del danno tollerato varia da specie a specie.

Larve: causano danni esclusivamente alle radici. I sintomi sono aspecifici: nel caso di tappeti erbosi si osserva diradamento, ingiallimento ed avvizzimento, con la comparsa di evidenti macchie di erba morta verso la fine estate o all’inizio dell’autunno. Nel caso di gravi infestazioni l’intero manto erboso può andare incontro a morte.

Foglia di vite scheletrizzata da P. japonica (immagine F. Valinotto – Servizio Fitosanitario Liguria )

PRINCIPALI PIANTE OSPITI

Con oltre 300 piante ospiti, comprendenti alberi da frutto, essenze forestali, colture in pieno campo, ortive, piante ornamentali e spontanee, P. japonica possiede il potenziale per minacciare un’ampia gamma di habitat. L’insetto predilige piante con foglie sottili e tenere ed è attirato dalle fragranze emesse dai fiori e dai frutti in maturazione.

Piante coltivate: vite, rosa, nocciolo, mirtillo, lampone, mora, ribes, fragola, aronia, ciliegio, pesco, susino, melo, kaki, actinidia, mais, soia, melanzana, basilico, fagiolo, fagiolino e altre.

Piante ornamentali e spontanee: rosa, altea, ibisco, glicine, tiglio, betulla, carpino, biancospino, robinia, melo da fiore, salicone, azzeruolo, rovo, vite canadese, enotera, iperico, romice, salcerella, ortica, luppolo, iperico, conifere, tiglio, betulla, magnolia, olmo, ontano, castagno, liriodendron e liquidambar, quercia, noce, pioppo, acero palmato e altre.

COME DIFENDERSI DA POPILLIA JAPONICA

PREVENZIONE

In caso si sospettasse l’avvistamento di P. japonica bisogna innanzi tutto contattare il Servizio Fitosanitario regionale agli indirizzi di seguito indicati.

Attuare strategie preventive è la migliore arma di controllo per scongiurare le infestazioni. Una volta delimitata e circoscritta l’area focolaio, l’elemento primario per arginare l’infestazione è controllarne l’evoluzione adottando tutte le misure volte a impedire la diffusione dell’insetto: ad es. è opportuno evitare i movimenti di terra dalle zone infestate e controllare i veicoli che transitano in quelle zone (come molti altri coleotteri, P. japonica è definito un “insetto autostoppista”). Un altro rischio è costituito dallo spostamento di piante ospiti, che potrebbero celare forme adulte nella vegetazione o, se allevate in vaso, forme larvali nel terriccio. L’esecuzione di idonei monitoraggi sul territorio può contribuire a ridurre in rischio di diffusione dell’insetto dalle zone infestate a quelle indenni.

ADULTI

– In colture agrarie, quali vite, fruttiferi, ornamentali, si può sfruttare l’azione collaterale degli insetticidi ad azione abbattente utilizzati contro altri fitofagi (es. scafoideo, cimici, piralidi, oziorrinchi, maggiolini, cetonie, punteruoli, …), ma in caso di infestazioni di una certa gravità bisogna ricorrere a trattamenti mirati supplementari (per periodi di intervento e sostanze attive consultare i servizi di assistenza tecnica).

– Per la difesa delle coltivazioni di piccoli frutti e in coltura protetta si consiglia di installare reti anti-insetto e di scuotere le reti al mattino presto in modo da rimuovere dli adulti.

– Per le coltivazioni biologiche i prodotti a disposizione sono limitati e scarsamente efficaci. Si è constatato che trattamenti preventivi con caolino, che imbiancano la vegetazione, tendono a ridurre il numero di adulti che arrivano su piante molto attrattive (ad es. vite).

– In giardini, orti e frutteti familiari si consiglia la raccolta manuale degli adulti, ad esempio facendoli cadere in contenitori contenenti acqua e detersivo, che andranno quindi eliminati. Questi interventi sono più efficaci se effettuati nelle prime ore del mattino, quando gli adulti sono poco reattivi, mentre sopra i 20-21°C se disturbati volano via facilmente.

Mezzi di difesa disponibili

Trappola per adulti di P. japonica (immagine
F. Valinotto – Servizio Fitosanitario Liguria)

Trappole a base di feromoni e componenti floreali: il potere attrattivo delle trappole è di molto superiore alla loro capacità di cattura, per cui il loro impiego è fortemente sconsigliato in orti o giardini privati in quanto catturano solo una parte degli insetti attratti mentre gli altri finiscono sulle piante vicine.

Trattamenti insetticidi sulle colture:

Insetticidi di sintesi: a base di acetamiprid, chlorantraniliprole, piretroidi (es. deltametrina).

Insetticidi autorizzati anche in agricoltura biologica: a base di azadiractina, piretrine naturali e spinosad; vi sono anche alcuni formulati a base di microrganismi antagonisti (ad es. a base di funghi entomopatogeni della specie Metarhizium) che paiono performanti contro gli adulti.

Insetticidi ad uso non professionale (destinati esclusivamente a coloro che non sono dotati di abilitazione all’acquisto e uso dei prodotti fitosanitari, ex patentino): ad es. alcuni a base di tetrametrina+permetrina+piperonil butossido che hanno dimostrato una certa efficacia sugli adulti di P. japonica; prima del loro impiego verificare in etichetta che siano destinati alla difesa delle piante e non esclusivamente a uso civile (disinfestazione abitazioni, etc..).

Purtroppo, nelle zone gravemente colpite da P. japonica le aree trattate a distanza di pochi giorni possono venire nuovamente infestate da adulti provenienti da aree limitrofe: sarebbe bene pertanto evitare l’uso ripetuto e ravvicinato di insetticidi di sintesi, visto il loro impatto negativo su ambiente e salute. Inoltre alcuni di questi formulati, ad es. i piretroidi, possono risultare poco selettivi e danneggiare le popolazioni di insetti utili e quindi favorire gli attacchi di ragnetto rosso o di altri fitofagi secondari.

Nella programmazione degli interventi contro gli adulti, vista l’epoca di sfarfallamento e la durata media della loro vita, bisogna considerare che in genere le popolazioni dell’insetto diminuiscono significativamente a partire dalla terza decade di luglio.

LARVE

Ciclo di P. japonica nei tappeti erbosi (fonte Douglas Scott Richmond, Purdue
University, Indiana).

Le larve si sviluppano nel terreno, si nutrono di radici e sono pericolose soprattutto per tappeti erbosi di giardini e campi sportivi. In caso di infestazioni sono risultati efficaci ad es. formulati a base di nematodi entomopatogeni della specie Heterorhabditis (ad es. E. bacteriophora),che vengonogiàutilizzati contro gli oziorrinchi e sono innocui per l’uomo e gli animali. Questi formulati biologici una volta acquistati devono essere conservati in frigorifero e impiegati rapidamente. Si consiglia di distribuirli in soluzione acquosa sui tappeti erbosi (previo sfalcio e irrigazione) tra agosto e settembre (periodo in cui le larve sono localizzate a pochi cm di profondità e quindi più sensibili al trattamento), e di effettuare un’ulteriore bagnatura dopo poche ore dal trattamento per favorirne la penetrazione nel terreno. Perché il trattamento abbia successo è importante rispettare le indicazioni specificate in etichetta relative a umidità del terreno, temperatura, conservazione del prodotto, ecc…

Un accorgimento da applicare soprattutto nei giardini pubblici/privati e – se possibile – nei prati/campi è la limitazione dell’irrigazione nel periodo di ovideposizione in quanto uova e primi stadi larvali non sopravvivono nei terreni asciutti.

COSA FA REGIONE LIGURIA

Il Servizio Fitosanitario della Regione Liguria è l’autorità competente in materia di protezione delle piante sul territorio regionale. In seguito al rilevamento di alcune incursioni nello spezzino e al ritrovamento di un focolaio di P. japonica nei comuni di Celle Ligure, Albisola Marina e Albissola Superiore, il Servizio Fitosanitario ha intrapreso numerose azioni al fine di prevenirne e contrastarne la diffusione sul territorio. Tra le azioni messe in atto si annoverano: ispezioni visive, trappolaggi (sia per la cattura massale degli individui, sia per monitorare l’andamento delle popolazioni dell’insetto), cattura manuale degli individui presenti sulla vegetazione, ispezioni di aziende agricole, vivai e tappeti erbosi, gestione dei siti a rischio di diffusione passiva e prescrizione di misure fitosanitarie contro larve ed adulti sia mediante prodotti chimici che biologici.

Le indagini svolte dal Servizio Fitosanitario sono inoltre volte ad accertare l’estensione dell’infestazione ed adottare successivamente il provvedimento di delimitazione dell’area interessata, che comprenderà la zona infestata e una circostante zona cuscinetto del raggio di almeno 5 km. Con successivo provvedimento sarà poi approvato il piano di azione regionale, che definirà le misure di lotta obbligatoria all’interno dell’area delimitata nonché i soggetti coinvolti a vari livelli nella gestione dell’emergenza.

Il Servizio Fitosanitario organizzerà una serie di incontri sul territorio per informare la popolazione sui rischi connessi alla P. japonica e sulle misure per contrastarla.

Tutte le indagini sono svolte in accordo con le indicazioni del Documento Tecnico Ufficiale (DTU n. 38) del Servizio Fitosanitario Nazionale. Le attività di diagnostica sono svolte col supporto del Laboratorio di patologia Vegetale dell’Istituto Regionale per la Floricoltura di Sanremo (IM).

Si invita inoltre a prendere visione della brochure dedicata, scaricabile dalla seguente pagina web:

https://www.agriligurianet.it/it/impresa/assistenza-tecnica-e-centri-serivizio/servizio-fitosanitario-regionale/sorveglianza-del-territorio-carte-di-diffusione-e-monitoraggio-degli-organismi-nocivi/colettero-giapponese.html

COSA FARE IN CASO DI AVVISTAMENTO

Poiché Popillia japonica costituisce un serio pericolo per molte piante coltivate e spontanee, è importante segnalare eventuali avvistamenti alle autorità competenti per la protezione delle piante.

Si segnala a tal proposito la recente attivazione dell’indirizzo email popillia@regione.liguria.it, che potrà essere utilizzato da chiunque per segnalare al Servizio Fitosanitario la sospetta presenza di P. japonica sul territorio regionale.

Se si vede un coleottero simile a quello descritto:

– verificare la presenza dei ciuffi di peli bianchi su entrambi i lati dell’addome;

– inviare una email a popillia@regione.liguria.it allegando una foto nitida dell’insetto, la posizione esatta del punto di ritrovamento e un numero di telefono per essere eventualmente ricontattati.

La diagnosi precoce consentirà una rapida attuazione di misure appropriate contro Popillia japonica.

Si ricorda che ai sensi dell’art. 28 del d.lgs. 19/2021 “è fatto obbligo a chiunque ne venga a conoscenza, compresi gli operatori professionali o altri soggetti privati, gli enti pubblici e privati ed ogni altra istituzione scientifica, di dare immediata comunicazione, anche con modalità di tipo telematico, al Servizio fitosanitario regionale competente per territorio ovvero al competente Comando dell’Arma dei carabinieri o alla polizia locale ai fini del tempestivo inoltro al predetto Servizio, della presenza effettiva o sospetta di organismi nocivi da quarantena rilevanti per l’Unione europea, di organismi prioritari nonché di ogni altro organismo nocivo non segnalato precedentemente nel territorio della Repubblica italiana, nonché qualsiasi dato a loro disposizione riguardante un pericolo imminente, comunque prima di divulgare l’informazione o pubblicarla”.

N.B. La violazione dell’obbligo di comunicazione sopra riportato comporta l’applicazione della sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.000,00 ad euro 6.000,00.

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