Nel panorama floricolo europeo, Il sistema olandese e quello italiano sono due modelli che si confrontano e si completano. Da una parte quello olandese, fortemente orientato all’innovazione e alla logistica, dall’altra quello italiano, radicato nella qualità artigianale e nella biodiversità.
Il recente Trend Report Floriculture pubblicato da Royal FloraHolland (luglio 2025) offre uno spunto prezioso per riflettere su come questi due approcci possano e debbano, dialogare, senza necessariamente rincorrersi ma integrando le rispettive peculiarità.
Il report di Royal FloraHolland è uno dei pochi strumenti di settore che fornisce un quadro completo sugli aspetti economici e strutturali, basato su un’indagine tra coltivatori nazionali e internazionali.
È emerso che le principali preoccupazioni del settore olandese:
Il 68% dei floricoltori teme l’aumento della pressione normativa.
Il 61% è preoccupato per i costi e la disponibilità energetica.
Il 45% segnala l’instabilità dei prezzi come minaccia per la sopravvivenza delle imprese.
Nonostante queste criticità, l’Olanda si conferma leader nell’adozione di pratiche sostenibili e nell’impiego di innovazioni tecnologiche:
L’84% dei coltivatori ha già adottato misure ecologiche per il miglioramento della sostenibilità delle produzioni.
Il 67% prevede investimenti in piattaforme digitali.
Il 45% punta sull’innovazione, il 34% sull’automazione e il 33% sulla sostenibilità.
Il sistema floricolo italiano affronta sfide simili, come emerge dal 1° Rapporto sul Florovivaismo 2025 (agosto 2025, Myplant & Garden) ma con caratteristiche strutturali differenti.
Il settore è cresciuto del 23% in cinque anni superando i 3,25 miliardi di euro di valore.
È il terzo esportatore mondiale per valore.
La contrazione dei volumi produttivi del 6,1% nell’ultimo decennio, fa emergere il valore delle produzioni più qualificate.
La floricoltura italiana pertanto si distingue per la varietà delle specie coltivate, la forte connessione con il territorio e una rete di piccole e medie imprese che puntano su qualità, artigianalità e sostenibilità ambientale.
Se l’Olanda rappresenta un modello di efficienza logistica e innovazione tecnologica, l’Italia incarna un approccio più legato alla tradizione, alla biodiversità e al valore culturale del verde.
Entrambi i sistemi riconoscono la sostenibilità come una responsabilità condivisa:
In Olanda, il 63% dei coltivatori lavora quotidianamente per rendere più sostenibile la propria attività.
In Italia, crescono le certificazioni ambientali e le iniziative di filiera corta
La vera domanda non è, quindi, se l’Italia debba inseguire il modello olandese e colmare un gap ultra decennale di investimenti in logistica e management, ma come possa valorizzare le proprie peculiarità integrando le migliori pratiche internazionali. L’innovazione non è solo tecnologia: è anche capacità di raccontare il valore del prodotto, di creare reti tra produttori, istituzioni e consumatori, e di difendere un’identità florovivaistica unica al mondo come è stato fatto per l’agroalimentare tricolore.
In un’Europa che guarda sempre più al verde come leva di benessere, economia e sostenibilità, Olanda e Italia non sono rivali, ma complementi di un settore molto vasto e diversificato. La sfida è costruire un futuro floricolo che sappia unire efficienza e bellezza, mercato e cultura.
Articolo di Marcello Militello, Agronomo e Dottore di Ricerca Agro-Ecosistemi Mediterranei ricopre il ruolo di Funzionario Tecnico-Scientifico dell’area di Tecniche Colturali dell’Istituto Regionale per la Floricoltura di Sanremo.





