“L’utilizzo dei robot per la raccolta dei fiori è ancora considerevolmente lontano“.
Questa è la conclusione a cui sono giunti i ricercatori dell’Università di Scienza e Tecnologia di Henan, in Cina in uno studio riguardo l’utilizzo dei robot nel campo della raccolta di fiori recisi.
La raccolta dei fiori è un processo che impiega molta manodopera e rimane prevalentemente manuale. Ma, nonostante la crescente carenza di personale agricolo specializzato ed il continuo aumento dei costi del lavoro, l’impiego di sistemi robotici per la raccolta dei fiori è ancora lontano dall’attuabilità e diffusione su larga scala.
«Al livello tecnologico attuale, i robot hanno dimostrato un potenziale applicativo in ambienti di serra strutturati per un numero limitato di varietà di fiori di alto valore, ma devono ancora affrontare sfide fondamentali in pienarea e per quanto riguarda l’adattabilità a molteplici varietà.» spiegano i ricercatori «La ricerca futura dovrebbe concentrarsi su: fusione di sensori multimodali e percezione adattabile ad ambienti dinamici, progettazione di effettori adattabili alla diversità dei fiori e ottimizzazione dell’integrazione a livello di sistema dell’intera pipeline di percezione, pianificazione ed esecuzione.»
Le tecnologie chiave su cui si sta investendo sono, infatti, la percezione visiva e il riconoscimento dell’oggetto da cogliere, il controllo del movimento e la pianificazione del percorso, nonchè la progettazione di un effettore finale flessibile e delicato che non danneggi il prodotto.
Nello studio vengono analizzati lo stato della ricerca e i limiti di queste tecnologie chiave, con particolare attenzione alle loro applicazioni sia in pieno campo che in ambienti controllati. Le sfide attuali per l’utilizzo dei robot in questo particolare campo della floricoltura, includono la bassa precisione del riconoscimento in condizioni di illuminazione complesse e occlusione, l’insufficiente adattabilità dell’effettore finale a diverse varietà e la bassa efficienza complessiva di raccolta.
L’articolo completo è disponibile qui in lingua inglese: https://www.frontiersin.org/journals/plant-science/articles/10.3389/fpls.2026.1945189/full





