La famiglia a cui appartiene è quella delle Asclepidiaceae, e se è conosciuto anche come “falso cotone” o “erba della seta”, il Gomphocarpus fruticosus, o Asclepias fruticosa è una pianta perenne nota per i suoi fiori e poi frutti che la rendono affascinante a scopo decorativo, malgrado qualche aspetto da tenere sotto controllo.

Si tratta di una pianta sempreverde, si presenta con un aspetto ramificato, quasi fosse un arbusto, e può arrivare in altezza a un metro e o mezzo o due. Originario dell’Africa del sud, il gomphocarpus fu introdotto in Mediterraneo per uso tessile – da qui i suoi nomi gergali – fino a inselvatichirsi. Lo si trova diffuso in Sardegna, Sicilia, Calabria, Campania e Toscana. È una pianta che si adatta a diverse condizioni ma predilige sole e assenza di ristagni e può resistere a qualche grado sotto lo zero. 

Ama le zone umide, specie le valli fluviali, eppure non è raro incontrarlo anche sui bordi delle strade. È infatti una specie a cui piace colonizzare gli incolti. Il motivo risiede nella sua grande capacità di autodisseminazione. Sfuggita al controllo, ha invaso zone in Australia e anche in Mediterraneo. In particolare nella Francia del sud, tra Var, Alpi Marittime, Pirenei orientali e Corsica, dove ha il nome di Anis e decora tanti giardini mediterranei.

Gomphocarpus è un termine di origine greca, formato dai termini “gomfos“, ovvero “chiodo”, e “kàrpos“, cioè “frutto”, perché i frutti di questa pianta sono cosparsi di aculei sottili. Ad aggiungere un dato descrittivo, l’attributo fruticosus, che indica la produzione dei frutti. 

La bellezza della sua fioritura e l’aspetto dei frutti la rendono una pianta perfetta per essere coltivata a scopo ornamentale, per questo fa bella figura nei giardini, nella mazzeria, ed è una pianta nota da tempo in Riviera dei Fiori come fronda recisa ornamentale. Il gomphocarpus ha fiori bianco-rosati dal gradevole profumo che danno il meglio di sé tra maggio e agosto. Sono larghi un centimetro o poco più e riuniti in “pannocchie” pendule, da 4 a 12, molto decorative. Ovoidali, dalla consistenza che ricorda la carta, e cavi dentro, sono invece i frutti, verde pallido e ricoperti di peluria. È al loro interno che si trovano le migliaia di semi della pianta, ciascuno attaccato a ulteriore peluria di aspetto cotonoso, ed ecco perché il frutto aperto ricorda un batuffolo di cotone. Con la maturazione i fiori si fanno marroni ed è allora che liberano i semi pronti a disperdersi con il vento. 

Pianta curiosa, ma con qualche precauzione da usare, oltre all’attenzione ai suoi numerosissimi semi. Se scalfita, emette infatti un latice bianco irritante e tossico, contenente glicosidi cardiaci, simile a quello dell’oleandro, da evitare per umani e animali. 

Articolo di Alessandra Chiappori.

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