Arriva dalla Nuova Zelanda e dall’Australia, ma è ormai diffusa in tutta Europa dove è nota come Craspedia globosa, anche se il nome ufficiale è Pycnosorus globosus. La craspedia fa parte della famiglia delle Asteraceae, come le margherite. Il nome del genere cui appartiene, Pycnosorus, ha un’etimologia parlante: deriva infatti dal greco pynkos – denso, fitto – e soros, quantità. È chiamata anche Billy Button oppure woolyheads (teste lanose): la sua caratteristica principale sono infatti i tipici fiori sferici che ricordano la forma di un pompon, o di una pallina da golf, di colore giallo vivace. 

L’italiano ha trovato per lei anche il simpatico appellativo di “fiore bacchetta”, legato al suo aspetto particolare: quando fiorisce, la pianta mostra steli tubolari che all’estremità si presentano con un’infiorescenza globosa di colore giallo. L’infiorescenza, che si aggira tra i 2 e 3 centimetri di diametro, è formata in realtà dai flosculi, piccoli fiori gialli, fitti, e in quantità.  

Pianta rustica, che tollera bene la siccità, la craspedia non richiede tanta manutenzione: sopporta il caldo estivo intenso, e può sopravvivere fino a dieci gradi sotto lo zero con gli opportuni provvedimenti. Ama il sole, che garantisce fioriture abbondanti, e teme invece i ristagni, per questo la si trova spesso giardini mediterranei. È una pianta adatta sia per esterni e aiuole sia per la coltivazione in vaso, ma ha bisogno di buona illuminazione. 

Il suo aspetto originale tra le varie fioriture da giardino l’ha resa famosa e sempre più apprezzata. Al centro dell’interesse restano i suoi fiori, dalla straordinaria longevità: sulla pianta possono restare anche per un paio di settimane, mentre una volta recisi, se essiccati, si mantengono per anni senza cambiare il loro aspetto. Considerata questa sua specialità, ovvero i fiori, la craspedia è molto utilizzata anche nella realizzazione dei bouquet matrimoniali, e fa bella mostra di sé anche nelle decorazioni a tema campestre. Per quanto esistano prodotti stabilizzati realizzati appositamente per durare nel tempo, è possibile anche divertisti e tagliare lo stelo, lasciando che l’essicazione avvenga a testa in giù: i fiori manterranno la loro bellezza e allegria. 

Esistono studi australiani che hanno evidenziato come per alcune specie di craspedia sia possibile riprendersi anche dopo un incendio. Sarà per questo che nel linguaggio dei fiori questa pianta rimanda alla speranza. Il suo giallo intenso è simbolo di gioia di vivere, solarità e fortuna. 

Articolo di Alessandra Chiappori

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