Tra le piante che caratterizzano la Riviera dei fiori, la cosiddetta ginestra bianca è una delle più note e diffuse, una vera e propria ambasciatrice del territorio. Il suo nome scientifico è Genista monosperma o Retama monosperma, appartiene alla famiglia delle Fabaceae, piante che si presentano come arbusti dai rami sottili e ricadenti, con un volume che può raggiungere i tre metri, e con foglie piccole e infiorescenze sui toni del bianco, delicatamente profumate. Grazie alla sua eleganza data dal portamento e dalla fioritura ricchissima, la ginestra bianca è oggi parte integrante del paesaggio e annuncia l’arrivo della primavera ben prima della data sul calendario grazie a vere e proprie nuvole bianche che si accendono tra le colline e brillano agitandosi al vento.

La ginestra bianca è una pianta prettamente mediterranea che si è adattata al clima ligure e ha casualmente trovato un habitat conforme anche in Sardegna. Le sue origini si rintracciano in Turchia, area da cui si è diffusa in maniera spontanea nel sud dell’Europa e nel Nord Africa, dalle Canarie al Marocco, dalla Sicilia alla penisola iberica, sempre seguendo la linea di costa. Il suo sviluppo in Liguria è legato soprattutto all’ampio sfruttamento come fiore reciso per mazzeria.

Per questo motivo, nel corso del Novecento proprio nel Ponente sono state selezionate numerose varietà che presentano periodi di fioritura diversi e fiori con caratteristiche varie, dal colore alla dimensione fino alla capacità di tollerare le basse temperature. Se i fiori sono sempre bianchi, il calice può presentarsi per esempio marrone o verde. Tra le varietà liguri più diffuse si registrano la “Baboira”, “Gabriele”(la più precoce, con calice marrone e fiore più grande), “Merella”, “Renise”, e ancora la ginestra “Sanbiagina” dal calice di colore verde chiaro, quella “Seborghina”, la più tardiva, e quella “Rabassina”, che è la varietà più antica. A distinguerle non è solo il periodo di fioritura, ma anche la forma del fiore. Il ventaglio di possibilità è così esteso da permettere di commercializzare la ginestra bianca in una finestra temporale che si estende da novembre ad aprile.

In natura la ginestra bianca predilige terreni aridi, pendii che vanno da livello del mare fino anche ai 300 metri di altitudine. È una pianta che tollera molto bene i terreni sabbiosi e poveri a ama le aree soleggiate, resistendo inoltre bene alla siccità. Sembra che il nome scientifico – Retama monosperma – derivi da un termine arabo-andaluso “ratama” che definiva storicamente questo tipo di piante. L’ebraico “rothem” si avvicina molto al suono e definisce anch’esso le stesse piante. L’attributo di monosperma deriva invece dalla presenza di un unico seme, contenuto nel legume che si sviluppa dal fiore.

L’abbondante fioritura bianca di questa ginestra ricorda un velo da sposa, ed è infatti all’amore casto e puro che questa pianta viene associata nella simbologia dei fiori. Introdotta in Liguria di ponente all’inizio del Novecento, la ginestra bianca è oggi tra i fiori più diffusi in questa zona insieme alla mimosa e al ruscus: una parte significativa viaggia oltre i confini italiani come fiore reciso, talvolta viene anche colorata con pigmenti naturali, visto che resiste molto bene anche dopo il taglio. Una vera eccellenza del territorio, al quale ormai viene associata, e del quale restituisce un’immagine di delicatezza e colori tenui che ben descrive la mitezza e la dolcezza del clima che ha resto famoso questo angolo di Liguria in tutto il mondo.

In alcune occasioni, la ginestra bianca, viene colorata artificialmente con soluzioni colorate (blu, verde, rossa etc…).

Articolo di Alessandra Chiappori.

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