Rosette compatte, fatte di foglie carnose, caratteristiche inconfondibili: l’echeveria è un genere di piante succulente molto diffuso e conosciuto proprio in virtù della forma originalissima delle foglie e della versatilità d’impiego. Originarie dei deserti del Messico e del Sud e Centro America, le echeverie fanno parte della famiglia delle Crassulaceae e sono piante perenni. Fu proprio un botanico e naturalista messicano a dare loro il nome: Atanasio Echeverrìa y Godoy è il personaggio al quale questa pianta si lega da quando fu classificata scientificamente nel 1828.

Il genere Echeveria accomuna molte piante, ma la loro caratteristica principale è il fusto a forma di rosetta, composto da foglie carnose di diverse dimensioni – si va da quelle piccolissime fino a quelle di oltre i 30 centimetri di diametro -, e di sfumature di diversi colori, dal verde al blu fino al rosso, a seconda delle condizioni di luce alle quali la pianta viene esposta. Non è insolito che, nella stagione calda, alcune specie di echeveria presentino delle infiorescenze: alcune sono a forma di campanelle che si aprono su lunghi steli, a partire dalla rosetta, presentano colori vivaci, dal giallo all’arancione, e naturalmente attirano gli insetti impollinatori. 

Le specie di echeveria sono numerosissime, superano il centinaio, e ciascuna si presenta con caratteristiche differenti. Per esempio la Echeveria agavoides, simile all’agave per forme e colori, o anche la Echeveria elegans, detta anche “rosa di alabastro”, che ha rosette con foglie verde chiaro e fiori di color rosa. Al contrario, la Echeveria “Black Prince” ha foglie scure, mentre la Echeveria pulvinata presenta sulle foglie una peluria che ricorda una polvere argentata. La Echeveria derembergii ha, insolitamente, le rosette inserite su steli, oppure, ancora, la Echeveria Lovely Rose ha una rosetta che, in fede al nome, sembra proprio un bocciolo di rosa. 

Viste le sue origini geografiche, non stupirà scoprire che l’echeveria vive bene in pieno sole e ha bisogno di luce diretta: sarà proprio la luce a intensificarne i suoi colori, rendendoli brillanti. Bando ai ristagni d’acqua, nocivi per questa pianta che vuole un terreno drenato, con il tipico substrato adatto alle succulente, che aiuta a prevenire umidità eccessiva. Per lo stesso motivo, l’innaffiatura è peculiare: l’echeveria vuole poca acqua, solo quando il terreno è asciutto, e ancora meno quando la pianta va in riposo vegetativo durante l’inverno. Ma attenzione: perfetta su terrazzi e davanzali soleggiati, l’echeveria non ama il freddo intenso e le correnti gelide. 

Il suo aspetto e la sua resistenza ne fanno una pianta associabile ai significati simbolici della forza e, visto il suo aspetto particolare, con foglie che sembrano formare dei fiori, viene spesso utilizzata come portafortuna.

Grazie al progetto Insuli, portato avanti dall’Istituto Regionale per la Floricoltura di Sanremo – IRF e finanziato dal PSR 2014-2020, le echeverie sono state oggetto di studio, anche commerciale, utilizzate, per lo più, come fiore reciso. Una vera particolarità della nostra Regione (ne abbiamo parlato qui: https://www.flornewsliguria.it/progetto-insuli-presentate-le-attivita-di-valorizzazione-delle-piante-succulente-da-reciso-presso-lazienda-ag-sanremo/4744/)

Articolo di Alessandra Chiappori.

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