Conosciuto anche con il nome di “speronella”, oppure spron di cavaliere, il Delphinium è un fiore che si fa riconoscere al primo sguardo per l’aspetto, slanciato  e dal portamento prettamente verticale. Appartiene alla famiglia delle Ranunculaceae e ne fanno parte centinaia di specie che possono essere perenni (usate per giardini e bordure), ma anche annuali e biennali (queste ultime preferite dal mercato del reciso). È un fiore diffuso sia per giardini o per mazzeria, da reciso, grazie ai suoi bellissimi fiori colorati nelle sfumature di lilla, bianco, persino blu. La maggior parte dei Delphinium in circolazione è frutto di ibridazioni che prevalentemente provengono dal delphinium ajacis, dal delphinium elatum, specie spontanea, oppure dagli esotici delphinium grandiflorum o formosum.

Lo si incontra in tutto l’emisfero nord del mondo, tra Asia, Europa e America. Ogni specie ha proprie caratteristiche legate a morfologia, peculiarità di fioritura, e naturalmente colore. Tra le più diffuse in floricoltura il Delphinium alatum e Delphinium grandiflorum: il primo originario delle steppe euroasiatiche, molto resistente sebbene più rustico nella fioritura, il secondo cinese o siberiano, apprezzato per la sua appariscenza con grandi fiori in cui brilla un ventaglio di blu e azzurri, oppure rosa e bianchi. 

Ama il sole e una buona ventilazione, il terreno ben nutrito e come tante altre piante patisce il ristagno di acqua. In Italia è diffuso un po’ ovunque in zone dal clima temperato o raggiunte dagli effetti del mare, in pieno campo o in serra, fattori che incidono poi sulla fioritura, permettendo di avere il Delphinium pronto da marzo fino alla tarda estate. Esistono varietà piuttosto alte e imponenti che in coltivazione hanno bisogno di sostegni come bastoncini o griglie metalliche: si passa dai 50 cm fino addirittura ai due metri. 

Le infiorescenze si presentano a spighe, sono formate da decine di fiori che, negli ibridi, presentano colori inaspettati. La principale caratteristica visiva del Delphinium è proprio il portamento eretto, che lo rende perfetto come elemento per le composizioni floreali, dai bouquet agli allestimenti per cerimonie, fino alle decorazioni verticali. 

Il suo nome è legato a quel che ricorda per somiglianza linguistica: il delfino. Sembra infatti che derivi dal greco “delphis” (delfino) poiché i suoi fiori, ancora in bocciolo, ricordano la forma dell’animale marino. Fiore antico, è entrato nella leggenda greca. Si narra che un giovane artista creò una statua dalle sembianze della sua amata morta, e riuscì così a ridarle la vita. Un peccato di ubrys, tracotante di superbia e impudenza per le divinità che quindi lo punirono trasformandolo proprio in un delfino. In forma di animale, donava così quotidianamente un fiore all’amata: un fiore dalle gemme somiglianti proprio a un delfino. È da questa storia legata alla mitologia greca che deriva anche il significato del Delphinium nel linguaggio dei fiori, e cioè un amore sincero e semplice, privo di meschinità. 

A una storia tanto bella si contrappone un aspetto meno appetibile del Delphinium: la sua velenosità. Contiene infatti alcaloidi che agiscono sul sistema nervoso e tutte le sue parti, se ingerite, sono dannose sugli animali e sull’uomo. Attenzione anche se ne ricevete un mazzo: questo fiore è sensibile all’etilene e dunque è bene tenerlo lontano da frutti maturi o fonti di gas.

Articolo di Alessandra Chiappori.

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