Fiore di carta, lo si conosce anche così: i suoi petali hanno l’aspetto e la fragilità di delicate creazioni di carta. Parliamo dello statice, che si presenta in diversi colori sgargianti, dal bianco al rosa, dal lilla all’azzurro, ed è noto anche come latifolium, lavanda di mare ma soprattutto limonium sinuatum, genere che include decine di altre specie. Fa parte infatti del limonium, famiglia delle Plumbaginaceae, piante diffuse in Mediterraneo, in Australia e Nord America. A denominarlo statice fu Linneo, nella sua famosa classificazione: una staticità che descrive al meglio questa pianta.

Lo statice come lo conosciamo noi arriva dalle isole Canarie ed è coltivato come pianta annuale. In Italia lo si trova anche come pianta spontanea. Questo aspetto ricorda le sue origini: la parola limonium ha origine greca e significa infatti prato: forse perché, nonostante crescesse in zone acquitrinose, l’aspetto della pianta da lontano simulava nell’osservatore l’impressione di vedere dei prati. Molte specie di statice crescono su suoli ricchi di sale e dunque non stupisce che questa pianta sia diffusa in habitat costieri: il limonium bellidifolium cresce addirittura sulla spiaggia. Il segreto per resistere alla salinità è racchiuso nelle cellule secretrici del fusto e delle foglie, capaci di espellere il sale.

La caratteristica che rende lo statice inconfondibile è la durata: senza acqua, lo statice sopravvive diversi mesi, e così fanno i suoi fiori recisi, che restano colorati e prendono in tutto e per tutto l’aspetto di fiori finti. Per questa sua caratteristica, è uno dei fiori che più vengono utilizzati per composizioni con fiori essiccati che restano identiche e colorate per mesi. Con il suo aspetto rustico, è una pianta perfetta sia per i mesi caldi, quando gli altri fiori appassiscono, sia per chi ama l’artigianato creativo con gli elementi naturali. Da fresco, visto l’aspetto delicato e colorato, è usato anche per arricchire e vivacizzare i bouquet.

La consistenza dei fiori “di carta” può in effetti essere definita papiracea: a volte i fiori recisi da poco sembrano già secchi al tatto. La fioritura avviene da luglio a settembre: i fiori sono piccoli, hanno cinque petali, in forma di stella, e sono riuniti in spighe colorate o bianche.

Vista la sua natura, per crescere in salute lo statice predilige gli ambienti pieni di luce e il sole diretto. Allo stesso modo, il terreno migliore per coltivarlo è quello sabbioso, proprio come le zone costiere dove cresce. L’umidità è bandita, e così i ristagni! Lo statice resiste bene anche all’assenza di acqua, fino a 7 o 10 giorni.

La sua straordinaria capacità di durare nel tempo senza perdere la vivacità nelle tinte, ne fa il fiore del ricordo, ma anche di sentimenti capaci di protrarsi nel tempo, uno su tutti l’amore. Eccolo così diventare protagonista di tanti bouquet nuziali, rappresentante della bellezza eterna. Sembra che questo fiore fosse utilizzato dalle civiltà mediterranee come decorazione dei luoghi sacri perché simboleggiava, senza mai appassire, l’immortalità. Questo è il suo messaggio, che si è tramandato fino all’epoca vittoriana, simbolo dell’omaggio a quanti non ci sono più, ma attraverso la delicatezza colorata di questo fiore, possono essere ricordati.

Articolo di Alessandra Chiappori.

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