I rappresentanti del comparto florovivaistico si sono radunati davanti a Montecitorio, insieme a Cia-Agricoltori Italiani e all’associazione Florovivaisti Italiani, per richiamare l’attenzione delle istituzioni sulle criticità economiche che interessano la categoria. Al centro della mobilitazione vi è lo squilibrio tra i prezzi liquidati ai produttori — definiti spesso insufficienti a coprire i costi di produzione — e le tariffe applicate ai consumatori finali, dinamica che evidenzia dispersioni di valore lungo i diversi passaggi della filiera commerciale.

Secondo i dati e le testimonianze presentate dagli operatori, la redditività delle aziende è compromessa dal continuo rincaro delle principali voci di spesa: energia, gasolio, concimi, prodotti fitosanitari, vasi, terriccio e manodopera. Tali aumenti hanno ridotto i margini operativi, spingendo numerose realtà a scelte drastiche, come la rinuncia al riscaldamento delle serre, senza tuttavia riuscire a ristabilire un equilibrio di bilancio soddisfacente.

Al quadro economico si aggiunge l’impatto dei mutamenti climatici. Gli sbalzi termici e il ripetersi di eventi meteorologici estremi costringono le imprese a modificare le pratiche agronomiche, la gestione dell’irrigazione e la pianificazione colturale. L’adeguamento delle infrastrutture e delle tecniche di protezione richiede capitali che, a fronte di entrate compresse, risultano difficili da reperire attraverso la sola autofinanziamento.

I manifestanti hanno presentato una serie di richieste operative indirizzate alla politica e al governo:

  • L’introduzione di strumenti per garantire remunerazioni adeguate ai costi effettivi di produzione;
  • Un rafforzamento dei controlli sui meccanismi di formazione dei prezzi lungo la catena distributiva;
  • Misure di sgravio fiscale ed economico sulle forniture energetiche e sui mezzi tecnici;
  • Linee di sostegno per investimenti mirati all’adattamento climatico e all’innovazione tecnologica.

La delegazione ha concluso la mobilitazione ribadendo che la stabilità economica dei produttori è condizione necessaria per salvaguardare l’occupazione del settore, il presidio territoriale e il valore ambientale e paesaggistico garantito dalle produzioni vivaistiche nazionali.

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