C’è Marisa Rosasco alle radici della storica produzione floricola di famiglia. Siamo nella piana di Albenga, dove da oltre trent’anni l’azienda Rosasco si dedica a tante varietà diverse di piante da fiore. Da un’intuizione, si è aperto un vero e proprio mondo, come ci ha raccontato il genero, Michele, impiegato anche lui in un’azienda che al momento vede due titolari e cinque dipendenti.

Dove comincia la vostra storia?
«Quando l’azienda è nata la guidavano i genitori di mia suocera che producevano ortaggi. È stata poi lei ad avere l’idea di produrre piante da fiore, modificando completamente la struttura aziendale. All’epoca non c’erano molte piante, lei ha iniziato a differenziarsi in una zona, la piana di Albenga, nota per le aromatiche, le margherite e le coltivazioni classiche».
Cosa ha scelto di produrre?
«Ha iniziato con le prime perenni, di cui c’erano pochissime varietà, per esempio l’Aubretia, che all’inizio esisteva di un solo colore e oggi ha sei o sette varietà cromatiche. Erano piante nuove che le persone non conoscevano: ora ne produciamo oltre dieci varietà diverse».
E poi?
«Sono arrivate sempre più varietà di piante, e siamo sempre alla ricerca di novità da introdurre nel nostro programma di coltivazione. Lavoriamo molto sulla rotazione dei campi: finite le piante perenni passiamo alle annuali, ci siamo ritagliati anche uno spazio per le piante autunnali, piante verdi e resistenti al freddo. Da tre anni abbiamo inserito i crisantemi, non quelli per il 2 novembre ma quelli decorativi. Abbiamo introdotto colori particolari, per un fiore che non ricorda in nulla il classico fiore “da morto”».
Come è conformata l’azienda?
«L’azienda di estende su circa tredicimila metri quadrati, tutto a freddo, con due serre che usiamo per lo più per le piante in fase vegetativa, o per evitare malattie fungine, ma a freddo».
Quali sono i vostri mercati?

«Lo sbocco principale è la Francia, con un mercato in continua espansione, soprattutto la Costa Azzurra. Come azienda facciamo parte di una rete di imprese che abbiamo fondato con altri venti colleghi, si chiama Venti da Ponente, e poi siamo i soci fondatori della cooperativa Riviera Quality, due realtà che ci hanno aperto sbocchi di mercato. E poi collaboriamo con i grossisti della zona, dai garden al singolo, al quale comunichiamo le disponibilità delle piante pronte per la vendita spesso con le fotografie, perché non le conoscono».
Addirittura?
«Sì, abbiamo piante molto particolari per le quali abbiamo una sorta di esclusiva, per esempio la cosiddetta zampa di canguro, Anigozanthos, che arriva dall’Australia. Siamo un’azienda atipica, facciamo oltre cento varietà di piante, in un anno sono tante! Molti grossisti della zona, quando cercano una pianta strana ci contattano e dicono che “Se non la produce Rosasco non la fa nessuno”: stiamo diventando un punto di riferimento per le particolarità».
Siete molto attenti al ciclo annuale
«Sì, in questo periodo abbiamo i campi quasi pieni di piante che verranno vendute a ridosso dell’inizio e durante la primavera: il nostro lavoro si decide in settimane, per esempio la consegna, il periodo di vendita… Con le perenni si estende da fine gennaio a metà marzo, è molto importante non solo per l’indotto ma perché possiamo svuotare determinati lotti per inserire le piante annuali. Le nostre perenni hanno una produzione di circa cinquantamila piante».
Il cambiamento climatico sta impattando sull’attività?
«Il fenomeno che più ci danneggia sono le cosiddette “bombe d’acqua”, purtroppo tra le problematiche abbiamo allagamenti che danneggiano, a settembre e ottobre, la produzione primaverile. E poi le estati sono diventate molto torride, anche se fortunatamente a livello idrico non stiamo risentendo della crisi, ma la temperatura implica concimazioni maggiori e attenzioni particolari sulla produzione. Stiamo sentendo molto il cambiamento climatico: tante piante hanno bisogno di essere ombreggiate, si rischia che non superino l’estate».
Come guardate al futuro?
«La filosofia dell’azienda è fare il meglio che possiamo, dare il massimo. Ogni anno in base al fatturato facciamo piccoli investimenti: un muletto per i carichi pesanti, un camion per le consegne, così da offrire anche questo servizio… Piccole migliorie, non tutte le stagioni sono uguali».

Ci presenta sua suocera, Marisa Rosasco?
«Partita come impiegata Coldiretti, mia suocera ha fatto una scelta di cuore, ha costruito tutto con tanto sudore e fatica e ci ha creduto fortemente, come fa ancora oggi scegliendo piante con la sua grande passione che ci trasmette».
Ci sono piante alle quali è più affezionata?
«La passione di Marisa è l’elleboro, la rosa di Natale, ma da noi è difficile farlo per via delle stagioni che si sono modificate, non c’è freddo intenso come in Germania. Succede con alcune piante: proviamo, ma dobbiamo desistere. Amiamo poi ogni tipo di fiore, anche se mia suocera è innamorata delle succulente. Negli ultimi anni grazie a ricerche e sperimentazioni siamo entrati in contatto con un’azienda olandese che produce piante in Kenya, paese da cui ci arrivano delle talee che ci hanno permesso di creare una linea di succulente non spinose. Abbiamo 30 varietà, il sogno di mia suocera. Abbiamo puntato sul vaso 14 personalizzandole con un’etichetta che dice succulente di Albenga, per differenziarci dal mercato imperiese. Siamo arrivati a una produzione di quasi ottomila esemplari, un numero importante che ci dà molta soddisfazione».
Intervista di Alessandra Chiappori.





