Una scuola per formare nuovi imprenditori del settore floricolo, questa l’idea di Florcoop Liguria, cooperativa agricola che lavora e vende in Italia e all’estero fiori del Ponente ligure, con costante attenzione alla qualità. La cooperativa è ampia, include anche produzione di vini, olio e prodotti agricoli, e ha da poco lanciato l’idea di una Scuola di Floricoltura applicata.
Per capire di cosa si tratta abbiamo parlato con Pasquale Restuccia, che ne è responsabile tecnico. 

scuola floricoltura

Ci racconta di che cosa si occupa? 

«Sono un tecnico del CIPAT, il Centro Istruzione Professionale e Assistenza Tecnica della Confederazione Italiana Agricoltori di Imperia. Attraverso la collaborazione con Florcop sono anche consulente per questa realtà. La mia attività principale è di consulenza tecnica aziendale agricola legata alla produzione: problematiche di coltivazione, tecniche, gestione dei parassiti, lotta antiparassitaria, ecc.  Seguo la parte prevalentemente floricola, ma anche un po’ di olivicoltura, viticoltura, orticoltura e da quando Florcoop ha aperto il punto vendita ad Albenga per commercializzare aromatiche e piante fiorite in vaso, anche quella parte lì». 

La realtà di Florcoop include anche un centro di produzione

«Sì: in questi anni l’azienda ha deciso di non essere solo un centro di commercializzazione ma ha affittato diverse aziende dove si producono per esempio il pitosforo Silver Queen, ranuncoli in fuori suolo, o vigna. Florcoop ha una cantina con un enologo che produce vini tipici del Piemonte: io seguo la parte agronomica delle vigne di Vermentino, Pigato, Moscatello Granaccia e Rossere per la zona di Dolceacqua e Soldano. Nella piana di Albenga un collega si occupa delle aromatiche in vaso, ma anche di lavanda e margherite». 

Come si inserisce in questo panorama il progetto della Scuola applicata di floricoltura?

«Come CIPAT e Florcoop abbiamo ragionato su come attrarre i giovani per favorire un ricambio. I giovani difficilmente si mettono nel campo della floricoltura, anche se il prodotto manca e per la provincia di Imperia questo è ancora un settore trainante. Vorremmo che questi giovani avessero una base minima per fare delle scelte, e così è venuta fuori questa idea». 

Una vera e propria scuola? 

«Ho voluto chiamarla così non perché dobbiamo fare lezioni teoriche ma, a fronte di alcuni approfondimenti, dobbiamo avere un risvolto pratico che includa anche la parte in campo, che generalmente manca. A volte vediamo ragazzi che affrontano piani di investimento aziendali e non sanno di che specie parliamo, non fanno analisi del terreno, non conoscono varietà, problematiche…»

Anche il clima va affrontato?

«Oggi si sta facendo sentire in maniera pesante, sì. Non abbiamo mai dato troppa importanza alla gestione dell’irrigazione, specie alla parte della sensoristica per modernizzare e innovare. Lo scopo della scuola è dare rudimenti teorici ma completare anche tutto l’aspetto pratico, dalla piantagione alla raccolta». 

La parte teorica su cosa insisterà? 

«Si tratterà di principi di tecnica colturale, malattie e possibili interventi di lotta, fondamentali per affrontare una coltura. Le problematiche relative ai trapianti saranno affrontate in campo: l’interesse prevalente è per i ranuncoli, quindi come devono essere trattati i rizomi dopo la piantagione, poi in campo, i prodotti antiparassitari, la raccolta, il confezionamento. Tutte attività quotidiane seguite da Florcoop». 

Ci sarà anche spazio per la parte economica? 

«Sì abbiamo già preventivato alcune lezioni per fare un po’ di analisi economica complessiva e fornire dei dati che riguardano l’aspetto economico, le rese a metro quadrato, i costi da sostenere. Bisogna fare un po’ di bilanci e un’analisi economica inquadrando le tendenze di mercato. È un settore dove la moda ha la sua importanza: un anno va il ranuncolo rosa, quello dopo l’arancione. La situazione evolve e i gusti cambiano: vorremmo far capire loro dove si sta indirizzando il mondo a conclusione del percorso formativo per permettere a questi ragazzi di fare delle scelte». 

Dove si possono trovare informazioni? 

«Sul sito di Florcoop è stato inserito un questionario sulla base del quale è possibile iscriversi al corso. Abbiamo inserito alcune domande per capire le esigenze di chi abbiamo di fronte, se hanno avuto esperienza pregressa o sono a digiuno. Sulla base dei risultati cercheremo di venire incontro e far sì che si portino a casa una base magari da integrare e migliorare. Si potrà poi fare una replica, ma per ora partiamo così, con l’idea di non essere troppo teorici ma collegati all’aspetto produttivo». 

Come si sviluppa il calendario? 

«Le date di piantagione sono variabili: saranno comunicate di volta in volta in base all’andamento delle colture e in funzione del clima. Aggiorneremo quindi tutti gli iscritti. La prima lezione sarà mia e sarà un’introduzione agronomica sulle caratteristiche che deve avere il terreno per ospitare la coltivazione. Sarà una chiacchierata e in base agli interlocutori aggiusteremo l’indirizzo: dagli aspetti fitopatologici ai ciclo biologico di una specie, con i rischi e le condizioni ambientali». 

Di che colture vi occuperete

«Le abbiamo chieste, per non rischiare. La maggior parte di coloro che hanno risposto al questionario hanno indicato ranuncolo: il fiore reciso principe di questa provincia. Logisticamente quindi sarà facile perché abbiamo un’azienda a Coldirodi, lo accompagneremo quindi facendo vedere dalla a alla z tutto quello che viene fatto dai nostri collaboratori seguendo il protocollo di coltivazione». 

Questionario e ulteriori informazioni sulla Scuola di Floricoltura applicata sono sul sito https://florcoop.it/scuola-di-floricoltura-applicata/

Intervista di Alessandra Chiappori.

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