Come sono andate le festività di San Valentino e della Festa della Donna? Abbiamo raccolto alcuni articoli, non esaustivi, per analizzare lo stato dell’arte del comparto florovivaistico durante due tra le feste più importanti dell’anno.
Il periodo di San Valentino mostra un quadro contrastante per il settore florovivaistico internazionale.
Nei Paesi Bassi, dopo un dicembre positivo, l’anno è iniziato con un forte calo del fatturato per Royal FloraHolland: i fiori recisi registrano un -17,4%, con cali significativi per giacinti (-35,8%) e rose (-23,3%). Anche le piante da appartamento diminuiscono (-10,5%), mentre crescono leggermente le piante da giardino (+3%), trainate soprattutto da skimmia, agrumi e composizioni floreali.

Situazione difficile anche in Germania, dove la debole propensione alla spesa dei consumatori continua a pesare sul settore. La spesa pro capite per piante da giardino è scesa sotto i 50 euro e quella per fiori recisi sotto i 36 euro, facendo scendere il mercato complessivo sotto i 3 miliardi di euro. Anche le piante da appartamento registrano una contrazione del 4,5% rispetto al 2024.
Negli Stati Uniti, invece, i fioristi hanno affrontato aumenti dei costi fino al 15% a causa di un’ondata di freddo che ha danneggiato le coltivazioni, costringendo a maggiori importazioni. Intanto la U.S. Customs and Border Protection ha ispezionato oltre un miliardo di fiori nella settimana di San Valentino, intercettando centinaia di parassiti. L’aeroporto di Miami rimane il principale punto di ingresso per i fiori importati, soprattutto da Colombia, Ecuador e Messico.
In controtendenza alcuni mercati emergenti: in Nepal, secondo la Floriculture Association Nepal, la domanda di rose per San Valentino è cresciuta sensibilmente, con circa 450.000 steli venduti durante il periodo della festa.
Per quel che riguarda la Festa della Donna: Mimosa fiorita subito dopo Natale, non è l’incipit di un romanzo, ma quello che è accaduto in provincia di Imperia.
«Non è la prima volta che succede» ci raccontano «Nel 2015 il 25 gennaio avevamo già finito di raccogliere, ma quest’anno forse si finirà anche prima».
Un’annata difficile per i coltivatori di mimosa della Liguria, a causa di condizioni climatiche che hanno dettato un anticipo di fioritura come non avveniva da almeno 10 anni.
«La qualità quest’anno era eccellente» ci racconta Luca Valenti «Non abbiamo vissuto le problematiche fitosanitarie degli scorsi anni».
Situazione ribadita anche da Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria «Quest’anno, le anomalie climatiche hanno reso più incerta la fioritura, ma la qualità della mimosa ligure resta altissima».
Dal punto di vista del mercato nazionale, si è verificata una flessione del 15-20% nei consumi rispetto allo scorso anno. Secondo Coldiretti la causa non è da attribuirsi solo alla volontà dei consumatori ma ad un insieme di fattori: l’8 marzo era una domenica, un fattore che incide sugli scambi commerciali normalmente attivi nei giorni feriali, fenomeno che si osserva ogni volta che la ricorrenza cade di fine settimana.
Questo calo è tuttavia, secondo Coldiretti Liguria, è controbilanciato dall’andamento positivo del mercato estero, con una crescita significativa delle esportazioni, soprattutto in Russia, dove gli acquisti di mimosa ligure sono aumentati fino al 30%.





