Si sono riuniti l’8 giuigno 2026 i ministri dell’Agricoltura del G7 per far fronte alle conseguenze del conflitto in Medio Oriente e della chiusura dello Stretto di Hormuz sul settore agricolo, in particolare sui prezzi dei fertilizzanti.
L’Italia è stata rappresentata dal sottosegretario Luigi D’Eramo «È essenziale sviluppare una strategia che coniughi interventi di risposta immediata con politiche strutturali. A seguito del blocco dello Stretto di Hormuz, l’Italia, attraverso il ministro Francesco Lollobrigida, si è immediatamente attivata, sia in sede europea per richiedere la sospensione dei dazi sui principali fertilizzanti azotati utilizzati nella produzione agricola, sia a livello nazionale, destinando 100 milioni di euro a sostegno del settore primario, attraverso il riconoscimento di crediti di imposta alle aziende agricole per l’acquisto di fertilizzanti e carburanti».
Nel corso della riunione è stata inoltre evidenziata l’importanza di diversificare le fonti di approvvigionamento di materie prime e di incentivare la produzione di fertilizzanti innovativi, anche derivanti dal recupero di sottoprodotti, in linea con i principi dell’economia circolare.
«Le sfide richiamate oggi richiedono un impegno coordinato dei nostri Paesi per rafforzare la resilienza dei sistemi alimentari. Tutti noi abbiamo il dovere morale e politico di rispondere alle emergenze non solo con dichiarazioni di principio, ma anche con azioni urgenti e concrete, attraverso politiche sostenibili e protese al futuro delle nuove generazioni», ha concluso D’Eramo.
Intanto, il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha così commentato le azioni di aiuto messe in atto dalla Commissione Europea sul tema: «La risposta della Commissione dimostra che l’attività dell’Italia a Bruxelles continua a essere efficace. Avevamo chiesto che la Commissione non si voltasse dall’altra parte e che trovasse una soluzione al caro dei fertilizzanti innescato dal blocco dello stretto di Hormuz e dal conflitto in atto in Medio Oriente.
Sono soldi che possono essere considerati una prima e concreta risposta all’emergenza; naturalmente la Commissione deve farsi trovare pronta a continuare in questa direzione e sostenere il settore primario, in questo momento di tensione. Adesso confidiamo che il Parlamento europeo approvi immediatamente questa misura.
Noi come Italia abbiamo però chiesto e continueremo a chiedere la sospensione del CBAM e dell’ETS, regolamenti che, soprattutto in questo periodo di incertezza, non hanno ragione d’esistere. La Commissione europea deve abbandonare posizioni ideologiche ed essere più pragmatica, non si possono imporre dazi su fattori di produzione essenziale agli agricoltori».





