Lunedì 12 ottobre, presso il Centro Congressi del Porto Antico di Genova, si è svolto l’incontro «Radici nel futuro: 60 anni di Euroflora per la nuova visione urbana». L’iniziativa è stata accompagnata da un’esposizione documentale comprendente memorabilia, fotografie, video e una selezione di pagine dedicate alla manifestazione, curata dalla Fondazione Il Secolo XIX. Il programma ha coinvolto rappresentanti istituzionali, operatori del florovivaismo internazionale, agronomi, architetti e ricercatori, con l’obiettivo di analizzare il ruolo del verde quale componente infrastrutturale delle strategie di adattamento e mitigazione climatica. Saranno questi i nuovi temi al centro del futuro di Euroflora, la principale manifestazione italiana dedicata alle piante e ai fiori, che negli anni ha dovuto e saputo cambiare pelle. L’evento non potrà più essere solo un momento eccezionale e straordinario di spettacolo a tema piante e fiori, ma deve essere anche un’occasione da cui tramite esempi replicabili, modelli virtuosi e best practices il verde possa poi diffondersi nella vita quotidiana dei cittadini, nei parchi e nelle case. Non si tratta solo di un’esigenza urbanistica e estetica, ma di un requisito fondamentale per garantire qualità della vita e mitigare gli effetti del cambiamento climatico, con un impatto ulteriormente positivo anche sulla salute dei cittadini.

La sessione mattutina, moderata dal direttore del Secolo XIX Andrea Castanini, è stata aperta dal presidente di Porto Antico, Mauro Ferrando. L’intervento introduttivo ha ripercorso tredici edizioni e oltre 6 milioni di visitatori, richiamando i risultati dell’edizione 2025: un impatto economico stimato da Deloitte in 36,9 milioni di euro e un indice di gradimento prossimo all’87%. Alla giornata hanno inoltre preso parte il vicesindaco Alessandro Terrile, il presidente del Consiglio comunale Claudio Villa, il presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari e il presidente della Camera di Commercio Luigi Attanasio. La presenza di numerose istituzioni, nonostante le contemporanee importanti manifestazioni che hanno interessato la città di Genova, hanno significato l’importanza del momento e della manifestazione per Genova e la Liguria.

La prospettiva internazionale è stata esaminata negli interventi di Tim Briercliffe, segretario generale AIPH, e Pieter Toebaert, direttore delle Floralies di Ghent. Le relazioni hanno evidenziato l’evoluzione nel tempo e nel mondo delle manifestazioni florovivaistiche quali strumenti di sviluppo settoriale e di connessione tra popolazione e sistemi naturali. Il successivo approfondimento sul verde urbano ha coinvolto Fabrizio Acquarone (direttore IRF), Laura Gatti (paesaggista), Alessio Montanari (Renzo Piano Building Workshop), Nicola Canessa (Genova Smart City), Francesca Salvarani (Ordine degli Architetti di Genova), Sabrina Diamanti (Ordine degli Agronomi della Liguria), Francesca Coppola, assessora all’Urbanistica e al Verde pubblico del Comune di Genova, e Giuseppe Sorrentino, dirigente del Comune di Roma.

La sessione pomeridiana, coordinata da Edoardo Sciutti (direttore ANVE), ha analizzato le priorità di intervento per il verde urbano secondo criteri scientifici e di sostenibilità. Federica Larcher (Università di Torino) ha presentato l’impiego di soluzioni nature-based per la realizzazione di rifugi climatici; Giulio Senes (UNIMI) ha illustrato il modello di «Città Spugna» in relazione alla gestione delle acque meteoriche e alla mitigazione delle isole di calore. Il Distretto Florovivaistico della Liguria, rappresentato da Alessandro Lanteri, Giovanni Minuto, Andrea Volante e Fabrizio Acquarone, ha esaminato l’adozione di tecnologie e processi riconducibili al Florovivaismo 4.0. Sergio Saporetti (MASE) ha infine approfondito l’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM).

Un’ulteriore sessione è stata dedicata al DDL Florovivaismo, con la partecipazione del sottosegretario al MASAF Patrizio Giacomo La Pietra, di Luca Brondelli di Brondello (Confagricoltura), Stefano Roggerone (CIA) e Gianluca Boeri (Coldiretti). Il confronto ha riguardato le modalità di attuazione del provvedimento e i relativi effetti sul comparto. A seguito dell’analisi della filiera vivaistica, con numerosi e interessanti dati, presentata da Eleonora Bonifazio (ANVE), è stato annunciato il bando per l’individuazione del direttore artistico di Euroflora 2028: il profilo richiesto dovrà sviluppare l’impostazione progettuale della manifestazione nel contesto del nuovo Waterfront di Levante, progettato da Renzo Piano. Si tratta di un’interessante evoluzione rispetto al passato per Euroflora.
A fine evento, si svolta l’assegnazione di riconoscimenti a soggetti che hanno contribuito allo sviluppo di Euroflora nei settori del florovivaismo, della cultura botanica, del paesaggio e delle istituzioni:

  • Luciano Ardizzoia, in rappresentanza dei florovivaisti del Piemonte;
  • Silvio Castagno, per la continuità della partecipazione, la qualità produttiva e il numero di premi conseguiti nelle tredici edizioni;
  • Arturo Croci, per il contributo scientifico e per l’attività svolta nell’ambito delle giurie (in foto premiato dal Presidente Ferrando);
  • Vincenzo Enrico, per l’attività nel settore della coltivazione delle orchidee;
  • Moritz Mantero, fondatore e presidente di Orticolario;
  • Emanuela Tenti, autrice nel 1966 del logo di Euroflora;
  • Paolo Zacchera, per il contributo alla tradizione florovivaistica del Lago Maggiore.

Sono stati inoltre conferiti riconoscimenti istituzionali a Floraliën Gent, Regione Campania, Regione Liguria e Comune di Genova, in qualità di partner storici della manifestazione.

L’incontro ha pertanto definito un quadro di indirizzo per l’evoluzione di Euroflora, con particolare riferimento al verde pubblico, all’adattamento climatico, all’innovazione di filiera e agli effetti sulla salute e sul benessere urbano. Non solo amarcord, ma curiosità e ottimismo verso i prossimi 60 anni di Euroflora.

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