Il Settore Fitosanitario Regionale si occupa di monitorare, controllare e, quando possibile, eradicare o ridurre l’eventuale diffusione di organismi nocivi per le piante e da quarantena presenti o che potrebbero arrivare nel territorio ligure. Abbiamo parlato con Gianni Sciandini, che lavora nel Settore Fitosanitario della Regione (SFR Liguria) in provincia di Savona, in particolare nella zona della Piana di Albenga. Con lui abbiamo approfondito le principali attività del Settore focalizzate sul comparto florovivaistico della realtà albenganese, addentrandoci nelle problematiche legate agli aspetti fitosanitari per capire meglio in cosa consistano le attività del Settore e a quali normative e regolamenti devono attenersi gli operatori coinvolti nei vari segmenti della filiera. 

Partiamo dal suo lavoro: di cosa si occupa? 

«Lavoro presso la sede di Albenga del Servizio Fitosanitario Regionale (SFR – Liguria), in particolar modo mi occupo dei controlli alla produzione (controlli aziendali e campionamenti di piante) riguardanti gli Operatori iscritti al RUOP (Registro Unico degli Operatori Professionali), assieme agli altri colleghi Ispettori Fitosanitari, agli Agenti e Assistenti, sotto il coordinamento del Dirigente del Settore, Dott. Gianni Anselmo. Inoltre, ci occupiamo delle iscrizioni al RUOP e del rilascio delle Autorizzazioni all’emissione del Passaporto delle Piante, agli Operatori che ne fanno richiesta (produttori di piante in vaso, commercianti, esportatori) e a tutti coloro che a qualche titolo rientrano nella disciplina del passaporto delle piante, ai sensi del Regolamento (UE) 2016/2031, che posseggono almeno un Centro Aziendale sul territorio. Inoltre, rilasciamo i Certificati di Esportazione e di Pre-Esportazione, alle ditte iscritte al RUOP, di cui sopra, rientranti nella categoria degli Esportatori, dopo aver effettuato controlli fitosanitari, documentali e anche fitosanitari, sullo stato delle piante oggetto di spedizione, presso i magazzini utilizzati dalle ditte stesse. Effettuiamo poi monitoraggi aziendali e presso il territorio di competenza (giardini privati, siti pubblici quali aiuole, giardini, parchi, porti, strade e vie di comunicazione, in generale), sui principali Organismi Nocivi di Quarantena, già presenti oppure che potrebbero interessare il nostro territorio regionale, sulla base di Programmi di Monitoraggio annuali concordati e approvati dal Servizio Fitosanitario Nazionale (S.F.N.). I monitoraggi sono costituiti da osservazioni visive, installazione e controllo periodico di trappole di cattura a feromoni, campionamenti».

Che cosa significa passaporto delle piante? 

«Il passaporto delle piante è un’etichetta ufficiale utilizzata per lo spostamento di piante, prodotti vegetali e altri oggetti nel territorio dell’Unione che attesta, in buona sostanza, che quella merce è indenne da organismi nocivi rilevanti per l’Unione Europea, intesi, questi ultimi, sia da quarantena che non da quarantena, disciplinati dal sopra citato Reg. (UE) 2016/2031. Il Passaporto deve essere emesso da tutti gli operatori professionali che vendono piante da impianto, in substrato colturale (piante in vaso, sia talee radicate, materiale di propagazione, in generale), destinate alla vendita o allo spostamento, esclusa la vendita al dettaglio al consumatore finale. Formalmente il passaporto attesta che il vivaista, o comunque l’operatore che ha sotto il proprio controllo quella merce (commerciante, esportatore, grossista, ecc.) ne garantisce lo stato fitosanitario, cioè l’assenza degli organismi Nocivi disciplinati di cui già detto, e ne permette, sotto la propria responsabilità, la circolazione nell’UE. Questa etichetta può essere applicata o direttamente sui vasi o sui contenitori dei vasi o sui carelli, preparati per il trasporto. L’inosservanza delle prescrizioni di legge, stabilite dalla normativa del settore, comporta l’applicazione di sanzioni amministrative severe». 

Di che organismi si tratta? 

«Se prendiamo in esame quelli da quarantena, –i più pericolosi – si tratta di organismo che possono creare gravi danni economici una volta insediatisi sul territorio, sia per le colture agro-alimentari, sia per i prodotti che ne derivano, distruggendoli o comunque deprezzandoli, nonché per il verde ornamentale, il patrimonio verde pubblico e privato, le specie forestali, i tappeti erbosi, ecc..  Uno degli aspetti aggravanti, è rappresentato dal fatto che la pericolosità è maggiorata dal livello di rischio per le aree indenni, dove cioè non è nota la loro presenza e dove un’eventuale infestazione, potrebbe distruggere enormi quantità di produzioni a rischio, compromettendo seriamente l’economia agricola e/o ambientale di un determinato territorio». 

Qual è tra questi il più pericoloso?

«Il più temuto, nella nostra area, è Xylella fastidiosa, un insidioso batterio, ad oggi non presente nella Piana di Albenga e in Liguria, ma che richiede una serie di controlli, campionamenti obbligatori delle piante, per le aziende florovivaistiche che producono determinate specie di aromatiche, in particolare (ad es. Lavanda e Rosmarino), con analisi appropriate da parte dei laboratori regionali accreditati (oltre alle eventuali analisi in autocontrollo, che possono decidere di effettuare i singoli produttori) che rilasciano in tempi brevi il referto».

Avete anche altri compiti? 

«Nell’ambito dei controlli ufficiali di nostra competenza rientrano anche i controlli ispettivi sulla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie, in entrata e in uscita, da parte di produttori, commercianti, esportatori, dei vegetali e prodotti vegetali, come talee e vasi coltivati per esempio, prima dell’emissione del Passaporto delle piante. Durante i controlli sono effettuati, nei casi stabiliti dalla normativa e comunque nei casi di sospetta presenza, campionamenti e prelievi di piante o parti di esse, per procedere alle analisi nei nostri due Laboratori regionali accreditati “ACCREDIA” (Ente Italiano di Accreditamento), che rilasciano il referto (esito negativo o positivo, sinora gli esiti dei test sono sempre risultati negativi). Abbiamo un Laboratorio del Settore Fitosanitario Regionale, che si trova negli uffici delle Sede centrale SFR a Genova, e il Laboratorio di Patologia Vegetale dell’Istituto Regionale per la Floricoltura di Sanremo. In particolare, vengono effettuati campionamenti obbligatori per alcune specie vegetali più soggette al rischio di infezione da batterio di Xylella fastidiosa, coltivate in vaso». 

Quali sono queste specie? 

«Oltre alle sei specie originarie classiche, particolarmente sensibili al batterio, cioè: Olivo (Olea europaea), Mandorlo (Prunus dulcis), Poligala mirtifolia (Polygala myrtifolia), Oleandro (Nerium oleander), Lavanda dentata (Lavandula dentata) e la pianta del caffè (Coffea – da noi quasi per nulla coltivata), già soggette a questo tipo di controllo detto “rafforzato”, il nuovo Regolamento (UE) n. 2024/2507, ha aggiunto, a partire dal 1° luglio 2025, l’obbligo del campionamento annuale presso le aziende produttrici di piante da impianto (e/o di materiale di moltiplicazione) appartenenti a varietà e specie di altre Lavande: Lavandula angustifolia, Lavandula x intermedia, L. latifolia, L. stoechas, e al Rosmarino (Salvia rosmarinus, S. rosmarinus prostratus). Entro il 31 marzo di ogni anno gli operatori che producono materiale di moltiplicazione e piante da impianto appartenenti a tutte le specie sopra citate hanno l’obbligo di trasmettere, su apposito modello, al SFR, i quantitativi che intendono produrre e la data prevista di prima vendita. La comunicazione deve essere inviata tramite PEC all’indirizzo fitosanitario@cert.regione.liguria.it, e le piante possono poi essere vendute solo a seguito di analisi svolte dai Laboratori sopra citati e con avvenuta comunicazione da parte del SFR del risultato di esito negativo dell’analisi. Questo tipo di controllo e di procedura comporta anche, per gli O.P. che devono emettere il Passaporto delle Piante, l’estensione dell’obbligo di inserire il codice di tracciabilità nell’apposito spazio destinato, in corrispondenza della “Lettera C” del passaporto, vicino all’indicazione del codice di Centro Aziendale». 

Come mai è stata estesa l’applicazione del regolamento ad ulteriori specie? 

«Il legislatore è partito dalla constatazione che, purtroppo, tra i Paesi UE il batterio di Xylella fastidiosa si è diffuso notevolmente negli anni, attaccando anche numerose specie vegetali asintomatiche. Bisogna quindi adottare accorgimenti ed effettuare controlli e campionamenti con indagini sempre più approfondite sulle piante da impianto, in particolare, per evitare il più possibile la diffusione del patogeno. Una volta che si è insediato in un’area, eradicazione e controllo diventano molto difficili: le piante delle specie colpite, una volta infettate, procedono rapidamente a disseccamenti marcati dei rami e dei germogli, con grave deterioramento e morte. Bisogna quindi mettere in atto una serie di misure preventive, per evitarne il più efficacemente possibile l’introduzione e l’insediamento. Inoltre, in base a studi recenti della ricerca scientifica, sembra anche estendersi l’elenco delle specie di insetti potenzialmente vettori del batterio, già a sua volta presente in tante sottospecie, in grado di attaccare numerose colture. Le piante aromatiche in vaso appartenenti alle specie vegetali suscettibili, incluse nell’elenco allegato al Regolamento U. E. n. 2024/2507, per esempio il rosmarino e diverse specie di lavanda, risultano già da alcuni anni infestate dal batterio, rilevato ufficialmente in varie aziende di diversi Stati membri produttori, anche di materiale di base, oltre che di piante da impianto, che fanno anche concorrenza, tra l’altro, alle nostre aziende italiane, e liguri, in particolare». 

Se dovesse essere trovato un patogeno, che cosa succede? 

«Se viene rinvenuto in una o più aziende, e si tratta di un patogeno già presente sul nostro territorio, le aziende coinvolte devono mettere in atto un piano di emergenza fitosanitaria per evitare la diffusione: innanzitutto inviarne notifica tramite a noi, quindi procedere a isolare le piante con sintomi sospetti, eventualmente con reti anti-insetto o teli di isolanti, delimitare e identificare l’area vietandone l’accesso e la movimentazione delle piante interessate; infine, ricevuta conferma ufficiale relativa all’effettiva presenza di organismi nocivi, l’azienda adotta immediatamente le misure necessarie a prevenirne la diffusione, in conformità alle disposizioni impartite dal Servizio Fitosanitario».

Succede anche con i patogeni non ancora presenti?

«Se viene rinvenuto o segnalato, da chiunque, un patogeno “da quarantena” non ancora presente sul nostro territorio regionale, il nostro Servizio interviene tempestivamente, procedendo innanzitutto all’identificazione ufficiale, appoggiandosi, oltre che sui Laboratori ufficiali specialistici, definiti di primo livello, anche su Laboratori ufficiali specialistici di secondo livello, per esempio il Laboratorio del “CREA-DC” Sede di Firenze; quindi si procede con la Notifica Ufficiale alla Commissione Europea, tramite apposito inserimento nel sistema europeo di notifica elettronica delle informazioni sulla presenza dell’O.N. e le prime misure fitosanitarie adottate».

È accaduto di recente?

«Lo abbiamo fatto, ad esempio l’estate scorsa, a inizio luglio, per l’identificazione ufficiale di Popillia japonica, il coleottero giapponese, Organismo Nocivo da quarantena di interesse prioritario per l’UE, del quale per la prima volta abbiamo rilevato un focolaio in Liguria, in alcuni Comuni del Savonese (Albisola Superiore, Celle Ligure e Albissola Marina) quando un cittadino di Albisola Superiore ci ha segnalato la sospetta presenza del coleottero nel suo giardino privato. Ottemperando alla normativa, si è proceduto alla predisposizione del Piano di Azione per il contrasto di Popillia japonica, approvato in sede di riunione del Comitato Fitosanitario Nazionale (CFN) lo scorso 18/11/2025, che stabilisce le Misure Fitosanitarie da applicare per eradicare e contenere la diffusione dell’insetto. Il Piano è attualmente oggetto di divulgazione presso gli O.P., la cittadinanza e tutti i portatori di interesse potenzialmente coinvolti, ed è stato strutturato sulla base delle linee guida della normativa comunitaria e dell’Adozione del Piano di emergenza Nazionale per Popillia japonica».

Come ci si comporta con i produttori?

«I produttori devono per primi evitare la diffusione di ogni organismo nocivo da quarantena. Lo fanno adempiendo agli obblighi di normativa, cioè controllando costantemente lo stato fitosanitario del materiale vegetale (piante o parti di piante, prodotti vegetali, in substrato colturale) che producono direttamente e/o che acquistano, registrando le varie fasi del ciclo produttivo su registri di tracciabilità aziendale, tenuti in forma cartacea oppure per via informatica. La tracciabilità, in entrata e in uscita, comporta l’indicazione della provenienza e della consistenza del materiale di base, partendo dalle talee o dalle sementi, fino alla vendita ad altri Operatori Professionali, escludendo il consumatore finale che acquista al dettaglio. In pratica, durante tutto il ciclo produttivo devono effettuare osservazioni e controlli periodici e registrare l’assenza di sintomi dovuti ai patogeni di quarantena, disciplinati dalla normativa, prima di poter applicare il passaporto delle piante sulla merce in vendita ad altri Operatori Professionali. Si inizia il ciclo produttivo partendo da terricci certificati, dove mettere a radicare piante madri sane e controllate, oppure acquistando talee da ditte certificate, trapiantando in vasi puliti sterilizzati; si effettuano i necessari trattamenti fitosanitari sulle piante radicate, per evitarne le infestazioni dei vari patogeni, adempiendo agli obblighi di rispettare sia la normativa fitosanitaria dell’UE, sia quella del Paese terzo dove la merce è destinata (es. Regno Unito – UK, Norvegia, Bosnia, ecc.), in caso di esportazione». 

Oltre alla Xylella quali altri organismi sono sotto controllo? 

«Ci sono anche diversi altri organismi nocivi da Quarantena che vanno tenuti sotto controllo e occorre far adottare adeguate misure fitosanitarie per evitarne l’introduzione, l’insediamento e la diffusione. Ad esempio, tra gli insetti, esistono diverse specie aliene invasive temute, appartenenti a vari ordini. Tra questi i coleotteri, Popillia japonica già citata, poi Anoplophora chinensis e A. glabripennis, “tarli asiatici”, diversi lepidotteri, bruchi e larve di diverse età, che allo stadio adulto diventano poi farfalle, poi ancora ditteri, diversi patogeni appartenenti all’ordine dei rincoti, tra i quali, oltre alla nota “cimice asiatica” (Halyomorpha halys) la famiglia degli aleurodidi, come la “mosca bianca del tabacco” (Bemisia tabaci), presente sul nostro territorio, temibile per le nostre coltivazioni vivaistiche di aromatiche e ornamentali, anche come potenziale vettore di virosi. Ancora, i tisanotteri, tra questi numerosi tripidi, pericolosi fitomizi, da tempo già oggetto di lotta, anch’essi potenziali vettori di virosi. La maggior parte degli insetti nocivi di questo elenco, non esaustivo, nelle loro varie forme di sviluppo, erode e danneggia foglie, fiori, germogli e rametti delle ornamentali, aromatiche e anche ortive, causandone il deprezzamento e predisponendole poi a marcescenze per attacchi di funghi e batteri. Tra i vettori di questi ultimi, per quanto concerne il noto batterio Xylella fastidiosa, rientrano infine le cosiddette “Sputacchine” (Philaenus spumarius) minuscole cicaline presenti anche tra le erbe infestanti, che, pungendo piante eventualmente infette, possono veicolare il batterio. Al produttore il compito di mettere in pratica tutte le buone regole, di prevenzione e di lotta, per avere sempre in azienda materiale sano e sotto controllo». 

A voi un’altra parte importante di controllo… 

«Si, come si vede si tratta di un settore molto dinamico, in continua evoluzione, che richiede un costante aggiornamento e formazione continua da parte di tutte le professionalità coinvolte, noi compresi, ovviamente e dove le sfide sono sempre in continuo agguato, per il fatto che la comparsa di nuovi patogeni o comunque la minaccia di sempre nuove introduzioni, è purtroppo crescente, sia per la globalizzazione dei mercati, sia per gli effetti della crisi climatica che comporta forti squilibri e stress per le piante, con nuovi patogeni che si adattano velocemente e facilmente alle nostre attuali condizioni climatiche, più di quanto non avvenisse in passato».

Riferimenti normativi

Reg. (UE) 2016/2031, Reg. (UE) 2017/625, Reg. (UE) 2017/2313, Reg. (UE) 2020/1201, Reg. (UE) 2020/1770, Reg. (UE) 2020/1201, Reg. (UE) 2024/2507, d.lgs. 02 febbraio 2021, n. 19, d.m. Mipaaf 27 luglio 2022, n. 333987, Documento Tecnico Ufficiale del Servizio Fitosanitario Nazionale n. 4, Nota tecnica MASAF n. 0092727 del 27/02/2025, Decreto del Dirigente 1281-2025 del 20/02/2025.

Intervista di Alessandra Chiappori.

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